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sabato 14 giugno 2014

Un po' di peperoncino sull'ulcera



Spesso la prima cosa che si dice a chi ha problemi di ulcera o dolori gastrici è: non mangiare piccante.


http://www.freakingnews.com/funny-pictures/chili-pictures-02.asp

In realtà è ormai riconosciuta da una decina d'anni la capacità dei recettori per la capsaicina (la molecola attiva del peperoncino) di favorire la riparazione della mucosa gastrica.
L'insorgenza dell'ulcera spesso è favorita da uso di alcolici, presenza di H. Pylori, eccessiva secrezione acida, riduzione del flusso sanguigno gastrico, uso di farmaci antiinfiammatori, stress e fumo.


Il peperoncino aumenta il flusso sanguigno gastrico (il calore che sentiamo) favorendo la riparazione, riduce l'acidità gastrica, e stimola la secrezione del muco protettivo. Insomma un toccasana.
Inoltre, come dirò meglio più avanti, la capsaicina ha il potere di attivare lievemente il metabolismo. Niente di eclatante ovviamente, ma riesce a dare un po' di sprint al nostro grasso bruno. Qualcuno vorrebbe addirittura proporlo come farmaco antiobesità.


http://www.cell.com/trends/pharmacological-sciences/fulltext/S0165-6147%2813%2900065-5



Usare le spezie al posto del sale è un ottimo modo per insaporire i cibi e ridurre il rischio cardiovascolare senza rinunciare al gusto.
Per altre info più precise sul peperoncino, potete vedere il bell'articolo della mia collega Monica Trecroci su La Scuola di Ancel.





Aggiornamento 16/1/2017

Una metanalisi di studi sull'uomo chiarisce che capsaicina (peperoncino) e i suoi simili sono effettivamente utili per aumentare il dispendio calorico e ridurre il quoziente respiratorio (ossia aumentano il consumo dei grassi). Sconsigliati però a chi ha malattie autoimmuni

Aggiornamento 21/3/2017

I benefici terapeutici del pepe di Cayenna

Aggiornamento 1/5/2017

Marijuana e peperoncino, attraverso il sistema endocannabinoide, possono aumentare la tolleranza nei confronti degli antigeni alimentari, riducendo l'infiammazione intestinale.

Aggiornamento 23/6/2017

La capsaicina, componente del peperoncino, influenza positivamente il microbiota, riducendo i batteri produttori di LPS e aumentando quelli produttori di butirrato

Update 21/7/2017

Un mix di ginger, tè verde e capsaicina (peperoncino) si è dimostrato utile nel dimagrimento, confrontato con un placebo.

Aggiornamento 9/11/2017
Utilizzare le spezie aumenta la percezione del gusto salato e aiuta a ridurre l'introito di sale e quindi la pressione sanguigna
Aggiornamento 7/8/2019
Tra gli alimenti/nutrienti che stimolano il grasso bruno, quello "bruciagrassi", mediante stimolo del sistema nervoso simpatico, della mitogenesi (biogenesi mitocondriale) o dell'effetto (epi)genetico, solo i capsinoidi (peperoncino) hanno studi sull'uomo, e la loro sicurezza a lungo termine non è stata comunque verificata.
Alcuni polifenoli (berberina, resveratrolo, curcumina) agiscono a livelli difficilmente raggiungibili nei trial sull'uomo così come la vitamina A.
Il tè verde ha effetto termogenico, l'EPA (omega 3) stimola la trasformazione degli adipociti bianchi in bruni.
Aggiornamento 17/12/2019

Nel modello animale il resveratrolo mostra proprietà antiobesità, aumentando il dispendio energetico (tramite conversione del grasso bianco in grasso bruno) e modulando il microbiota, aumentando le specie amiche. Tuttavia le evidenze nell'uomo rimangono poche.
Aggiornamento 24/7/2020

La FDA ha approvato un cerotto alla capsaicina per alleviare il dolore dovuto alla neuropatia diabetica
Aggiornamento 20/9/2020

Il succo di mirtillo americano (cranberry) può aiutare nell'eradicazione dell'H. pylori, un fattore di rischio per il tumore dello stomaco e il reflusso.

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