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giovedì 9 maggio 2013

A tutta birra


Buone notizie per gli amanti (moderati) della birra: una metanalisi ha concluso che un consumo inferiore a 500ml (mezzo litro) al giorno non è associato con obesità e in particolare con quella addominale.


http://www.barzelletteonline.net/1516/luomo-la-birra-una-donna




L'uso moderato di alcol è tradizionalmente associato a un incremento del colesterolo HDL (quello buono) e al miglioramento di altri parametri di rischio cardiovascolare, ma il passo verso il troppo alcol è veramente molto breve.

L'alcol è infatti responsabile di bruttissime conseguenze di cui ho già parlato. Inoltre l'abuso si associa con ipertensione, tumori di tutto il tratto gastrointestinale a partire dalla bocca e comprendendo il fegato e il pancreas, nonché al seno nelle donne.
La dipendenza dall'alcol e il suo trattamento hanno costi sociali molto alti, per i problemi psichiatrici e neurologici (demenza, allucinazioni, depressione, delirio, paranoia, panico, agorafobia) che ne derivano. Spesso chi abusa dell'alcol va incontro pure a carenze nutrizionali e aumento di peso.

http://www.damncoolpictures.com/2010/06/25-funny-moments-in-beer.html
I miei amici della Scuola di Ancel hanno pubblicato un bel pezzo sulla prevenzione in questi giorni.
Insomma, moderazione come sempre!

Aggiornamento 2/7/2016


L'alcol aumenta la produzione di estrogeni e quindi la deposizione di grasso.

Conferme sul moderato uso di birra, che però dovrebbe essere completamente evitata da: bambini, adolescenti, donne in gravidanza, depressi, cardiopatici,persone a rischio di dipendenza dall'alcol, con insufficienza epatica o pancreatica, persone violente o con disturbi psichici o che abbiano bisogno di particolare coordinazione sul lavoro.


Aggiornamento 9/3/2017

Interessante articolo su birra e distribuzione del grasso. Conferme che dosi moderate (una birra al giorno) in persone sane non sembrano avere effetti negativi

Aggiornamento 10/7/2017
Anche moderate quantità di alcol (un drink al giorno) aumentano il rischio di declino cognitivo.

Aggiornamento 9/11/2017

L'alcol è un pericoloso cancerogeno e distrugge le cellule cerebrali negli adulti

Aggiornamento 2/2/2018

L'alcol è indicato dallo IARC come cancerogeno certo. Fino a un quarto dei tumori sono attribuibili al consumo di alcol. Le cause sono probabilmente attribuibili al danno al DNA, alla riduzione nell'assorbimento di folati e all'aumento dell'assorbimento degli altri cancerogeni. L'AICR sconsiglia il consumo di alcol per prevenire i tumori, ma considera modeste quantità (un drink al giorno per le donne e 2 per gli uomini) protettive per il cuore. L'effetto cancerogeno dell'alcol è potenziato dal fumo.

Aggiornamento 11/4/2018

La soglia di rischio dell'alcol solitamente indicata (100 g a settimana) è probabilmente troppo alta, dosi inferiori sono comunque pericolose.

Aggiornamento 8/12/2018

Spesso si ritiene l'alcol un nutriente che non crea problemi. Ma l'alcol apporta calorie vuote, ed è un cancerogeno certo. Risulta sempre un qualcosa di troppo, e nessuno ha stabilito una soglia di alcol che non sia dannosa. Questo studio dimostra come eliminare gli alcolici possa essere una delle chiavi per il mantenimento della perdita di peso a lungo termine, soprattutto nei diabetici


Aggiornamento 14/3/2019

Anche un moderato uso di alcolici (1 o 2 drink al giorno) può aumentare il rischio di ipertensione

Aggiornamento 11/4/2019


Una bottiglia di vino a settimana incrementa il rischio tumorale globale dell'1% circa (1,4% per le donne), corrispondente più o meno a quello di 10 sigarette a settimana.

Aggiornamento 4/9/2020

Il trapianto di microbiota può aiutare a guarire la dipendenza da alcol. Scrivono gli autori: "questo lavoro conferma che la via per il cervello passa attraverso l'intestino"

Aggiornamento 26/9/2020

Anche l'assunzione moderata di alcol (una porzione al giorno) sembra aumentare l'ipertensione nei diabetici, e l'effetto appare dose-dipendente

Aggiornamento 12/10/2020

Nei modelli animali la candidalisina, la tossina rilasciata dalla candida, promuove la steatosi epatica legata all'alcol, e nell'uomo si associa a malattia più grave e maggiore mortalità

Aggiornamento 22/7/2021

Probabilmente molte persone sottovalutano l'impatto dell'alcol sui tumori.
Secondo un'indagine "a livello globale, circa 741000, o il 4,1%, di tutti i nuovi casi di cancro nel 2020 erano attribuibili al consumo di alcol. Circa tre quarti dei casi di cancro attribuibili all'alcol erano nei maschi e le sedi di cancro che hanno contribuito maggiormente erano esofagee, epatiche e mammarie (nelle femmine).
Il consumo pesante ha contribuito maggiormente al carico dei tumori attribuibili all'alcol; tuttavia, il consumo moderato (superiore a 2 porzioni al giorno, <20 g di alcol al giorno) ha contribuito a un caso su sette attribuibile all'alcol e a più di 100.000 casi di cancro in tutto il mondo.
Esistono diverse vie biologiche attraverso le quali il consumo di alcol può portare allo sviluppo del cancro, comprese alterazioni del DNA, proteine ​​e lipidi o danni dovuti al metabolita acetaldeide, il metabolita cancerogeno dell'etanolo; stress ossidativo; e alterazioni della regolazione di ormoni come estrogeni e androgeni. L'etanolo potrebbe anche promuovere lo sviluppo del cancro indirettamente agendo come solvente per altri agenti cancerogeni come le sostanze chimiche nel tabacco".

Aggiornamento 14/10/2021

L'aderenza allo stile di vita migliora il rischio cardiovascolare in persone con fibrillazione atriale. Dimagrimento, uso della CPAP (respiratore notturno), attività fisica, controllo del diabete, dell'ipertensione e dei lipidi plasmatici sono tutti utili. Inoltre l'astensione dall'alcol in persone che ne fanno uso può ridurre il rischio di ictus del 14%. I consumatori di alcol hanno invece rischio significativamente superiore.
L'alcol infatti può dare alterazioni nella conducibilità elettrica del cuore. Inoltre chi smette di bere spesso adotta anche gli altri comportamenti (dimagrimento, abbandono del tabagismo ecc.) che riducono il rischio, e favorisce una migliore adesione ai farmaci, per esempio la terapia anticoagulante.

Aggiornamento 26/12/2021

Anche quantità moderate di alcol consumate giornalmente appaiono dannose per la salute, secondo un articolo di Medscape.
Purtroppo la pandemia ha aumentato il consumo di alcolici e nel breve termine questo ha significato aumento di malattie epatiche, intestinali e della violenza domestica.
Spesso si rappresentano gli effetti dell'alcol con una curva a J, in cui i bevitori moderati (uno-due porzioni al giorno) hanno un rischio di malattia inferiore dei non bevitori.
"In realtà, questa associazione è più probabilmente "un artefatto statistico" in gran parte derivato da studi osservazionali di bassa qualità, secondo il dr. Christopher Labos, epidemiologo e cardiologo presso il Queen Elizabeth Health Complex di Montreal.
"Quando si guarda agli studi che tengono conto della causalità inversa, o il fatto che alcune persone astemie sono ex consumatori di alcol, allora ci si rende conto che il beneficio protettivo dell'alcol è minimo o inesistente e che l'alcol fa più male che bene alla nostra società".
Un recente studio ha mostrato come smettere di bere riduca la fibrillazione atriale, mentre un altro ha mostrato che il rischio si riduce con 56g a settimana, mettendo ancora in risalto l'"effetto a J".
L'alcol è un cancerogeno e si stima sia responsabile da solo del 4% dei tumori, in particolare nelle donne e anche nei bevitori moderati. L'ACR consiglia per questo "è meglio non assumere alcolici".
L'alcol è neurotossico e ha effetti sulla cognizione.
L'uso eccessivo di alcol è uno dei maggiori fattori causali per la demenza.
"Mewton e colleghi hanno recentemente pubblicato dati che suggeriscono che ci sono tre periodi in cui il cervello potrebbe essere particolarmente suscettibile agli effetti neurotossici dell'alcol: la gestazione (dal concepimento alla nascita), l'adolescenza (15-19 anni) e l'età adulta (oltre 65 anni). Fare particolarmente attenzione in queste fasi può quindi essere utile" suggerendo anche che la terapia cognitivo-comportamentale e motivazionale sono molto efficaci nel ridurre il consumo.
Il dr. Labos suggerisce di chiarire questi aspetti ai pazienti e usare gli alcolici come il cibo spazzatura: qualcosa da consumare occasionalmente

Aggiornamento 13/3/2022

Cattive notizie per i moderati consumatori di alcol.
L'alcol porta a riduzione del volume e invecchiamento del cervello, anche in dosi basse.
In uno studio su 36 mila americani è stato stimato che in un 50enne il consumo giornaliero tra un'unità di alcol (circa mezza birra) al giorno e due unità (mezzo litro di birra o un bicchiere di vino) porta a cambiamenti associati nel cervello equivalenti all'invecchiamento di due anni. Il consumo compreso tra due e tre unità alcoliche alla stessa età corrispondeva invece a un invecchiamento di tre anni e mezzo.
La relazione inoltre non è lineare ma esponenziale e i danni aumentano maggiormente in chi beve di più.

Aggiornamento 25/3/2022

Solitamente dagli studi emerge che un consumo basso di alcol si associa a minore rischio cardiovascolare rispetto a un consumo nullo. Una nuova ricerca mostra che questa associazione è probabilmente casuale e dovuta più che altro al fatto che chi beve poco è più attento alla salute e quindi ha uno stile di vita protettivo (più attività fisica e consumo di verdure e meno fumo). Si parla quindi di fattori confondenti e l'introito di alcol non appare veramente protettivo.
Secondo la dottoressa Aragam, coautrice dello studio, "I risultati affermano che l'assunzione di alcol non dovrebbe essere raccomandata per migliorare la salute cardiovascolare; piuttosto, che la riduzione dell'assunzione di alcol probabilmente ridurrà il rischio cardiovascolare in tutti gli individui, anche se in misura diversa in base al proprio attuale livello di consumo".

Aggiornamento 15/7/2022

Scoperto uno dei modi in cui l'alcol potrebbe favorire il declino cognitivo: favorisce l'accumulo di ferro nel cervello.

Aggiornamento 24/2/2023

Il consumo di quantità notevoli di alcol riduce la crescita muscolare dopo l'allenamento.

Aggiornamento 7/4/2023

Continuano a non esistere livelli sicuri di consumo di alcol. Lo conferma una metanalisi che ha escluso alcuni errori metodologici spesso presenti in altri lavori. Gli effetti sulla mortalità sono evidenti a partire dalle 3 unità settimanali.

Aggiornamento 11/6/2023

Post di Sergio Saia

L’#IRLANDA ETICHETTA TUTTI GLI #ALCOLICI (non solo il vino) con l’indicazione «#nuoce #gravemente alla #salute».
1) #Complotto contro l’#Italia? No, se lo pensate siete ignoranti o in conflitto d’interesse. Etichettano anche i propri alcolici.
2) Hanno più problemi di noi con gli alcolici? No, ne hanno di meno.
In figura le morti attribuibili al consumo di alcool in alcuni grandi paesi europei. I dati sono del Global Burden of Diseases (o #GBD) che raccoglie tutte le evidenze (anche quelle a favore) nel settore circa la relazione tra fattori di rischio e esiti. Tra gli esiti, recensisce per morti totali o per 100000 abitanti, per anni di vita persi totali (YLL) o aggiustati per disabilità (DALY), etc.: https://vizhub.healthdata.org/gbd-compare/
3) Esiste un consumo sicuro di alcolici (vino incluso)? No, capisco piaccia illudersi, ma negarlo non fa venire meno il rischio. Se si vuol bere, meglio bere coscienti dei rischi, tanto se li negate i rischi comunque non scompaiono. E vostro nonno è stato solo fortunato. Purtroppo non esiste una quantità minima di alcool alla quale i rischi siano minori rispetto a quanto osservato nei non bevitori dopo aver stratificato per età, comorbidità, etc. I dati che relazionano rischio e quantità sono qui (anche quelli a favore): https://doi.org/10.1016/S0140-6736(22)00847-9
E si, conosco il pippone degli effetti cardioprotettori: è una correlazione che scompare quando il dato è stratificato, la stessa società europea di cardiologia (#ESC) invita a non poca prudenza quando si sbandierano tali effetti: https://www.escardio.org/.../Alcohol-may-be-more-risky-to...
Si vuol bere? Comprensibile. Ma meglio bere coscienti dei rischi che negandoli o ignorandoli. Se qualcuno è cosciente, magari decide di bere meno o niente o ridurre altri fattori

Aggiornamento 7/2/2024

Il modello animale mostra che il binge drinking, il forte consumo di alcol in una sola occasione, in topi adolescenti predispone fortemente per l'insulinoresistenza e le malattie metaboliche e cardiovascolari. Questo avviene inducendo stress ossidativo e infiammazione

Aggiornamento 8/9/2024

Secondi uno studio sulla popolazione inglese, anche piccole quantità di alcol quotidiane sono associate a maggiore mortalità negli anziani, in particolare per tumore.
L'associazione peggiora in caso di condizioni socioeconomiche inferiori e risulta attenuata (ma non scompare) in caso si beva vino durante i pasti, forse per la riduzione della velocità di assorbimento.

Aggiornamento 12/12/2024

Spesso si dice che un consumo moderato di alcol può essere benefico per la salute, suggerendo che esiste una curva a U (o meglio a J) in cui un piccolo consumo è meglio dell'astensione.
In un'analisi dei dati del Million Veteran Program, che ha compreso oltre 50 mila persone, il consumo moderato è associato con meno diabete e meno malattie cardiovascolari.
Tuttavia… i ricercatori chiariscono che non c'è legame causale.

Una rianalisi fatta con il metodo della randomizzazione mendeliana mostra che l'associazione è dovuta a fattori confondenti: la variante dell'enzima che metabolizza l'alcol, il fumo, l'uso di farmaci per la pressione, il peso, ecc. e conferma che non ci sono vantaggi in termini di salute a consumare piccole quantità di alcol.

Se vi volete concedere un consumo saltuario, può essere tollerato (ma NON fa bene). Nessuna ricerca ha mai dimostrato la convenienza a utilizzare quotidianamente alcolici.

venerdì 3 maggio 2013

Il fumo in gravidanza e l'obesità


Non smetteremo mai di leggere notizie negative sul fumo di sigaretta.





L'OMS ritiene il fumo, insieme alla pressione alta causata in particolare dall'eccesso di sale e dal sovrappeso, la prima causa di malattia e di mortalità prematura nei paesi industrializzati.  Il fumo danneggia praticamente ogni organo del corpo umano ed è in tutto il mondo il più importante fattore di rischio di malattia prevenibile.
Smettere di fumare è il miglior modo per ridurre il rischio di ammalarsi di incorrere in malattie cardiovascolari e polmonari.

Nonostante normalmente si associ il fumo al dimagrimento e smettere di fumare all'aumento di peso, esso predispone alla deposizione viscerale di grasso, ovvero quel tipo di grasso associabile alle malattie cardiovascolari e al diabete.
Nei fumatori è presente un'attenuazione degli ormoni oressizzanti (quelli che stimolano l'appetito) e probabilmente per questo i fumatori sono generalmente più magri, ma fumare in gravidanza è associato con una predisposizione nella prole alla preferenza per il cibo spazzatura.
Questo avviene grazie all'alterazione dei neurotrasmettitori dei circuiti cerebrali della ricompensa. Il bambino tenderà così ad associare i cibi spazzatura con lo stato di benessere, facilitando l'insorgere dell'obesità.
I figli di donne fumatrici hanno quindi maggiori probabilità di diventare adulti sovrappeso. Se una donna fuma in gravidanza ha inoltre più alte probabilità di aborto spontaneo, nascita pretermine, basso peso alla nascita.
Insomma tanti buoni motivi per non fumare più!

Chen et al   Front Pharmacol. 2012;3:147

Aggiornamento 28/7/2016

Essere sedentari è dannoso quasi quanto fumare per la salute.

Aggiornamento 28/8/2016

Fumatori leggeri (meno di 5 al giorno) o occasionali hanno 3 volte il rischio di ammalarsi di tumore dei non fumatori.

Aggiornamento 18/10/2016

Per i fumatori che hanno problemi renali, smettere di fumare dà vantaggi superiori a qualsiasi farmaco.
Il fumo passivo raddoppia la possibilità di avere un ictus.

Aggiornamento 8/11/2016

Il fumo aumenta la probabilità di tumore non solo con mutazioni del DNA, ma anche con azione sull'epigenoma, ossia la modulazione dell'espressione genica.

Aggiornamento 15/11/2016

Conferme sull'influenza negativa del fumo sulla formazione della materia bianca cerebrale.

Aggiornamento 8/12/2016

Il fumo si conferma dannosissimo per i reni, e può azzerare i vantaggi delle terapie per l'insufficienza renale.
Un nuovo studio dimostra che non esiste un livello sicuro di esposizione al fumo: anche una sigaretta al giorno è dannosa.

Aggiornamento 28/12/2016

Il fumo in gravidanza compromette la funzionalità renale del bambino; questa associazione è minore ma esiste anche per il fumo passivo dopo la nascita.

Aggiornamento 10/2/2017

Il fumo di terza mano (quello che rimane nell'ambiente) ha potenziale tossico nel modello animale, in particolare nei confronti delle topoline in gravidanza e della loro prole, alterando il peso corporeo e lo sviluppo del sistema immunitario

Aggiornamento 10/4/2017

Un genitore fumatore, anche al di fuori della gravidanza, altera le sue cellule riproduttive in modo da predisporre la prole per i tumori, in particolare la leucemia infantile

Aggiornamento 10/5/2017

Le colpe delle nonne: se tua mamma ha fumato in gravidanza, tuo figlio ha più rischio di essere autistico.
Aggiornamento 3/6/2017

Sei in gravidanza e fumi "poco"? Bastano 10 sigarette in 9 mesi per aumentare il rischio di effetti negativi (alterazione delle capacità cognitive, mnemoniche ecc

Aggiornamento 10/12/2017

Nuove notizie negative sul fumo in gravidanza
Aumenta il rischio di gravidanza extrauterina, aborto spontaneo, parto pretermine, morte in culla.
Il fumo riduce l'ossigeno in arrivo al cervello in formazione, aumentando il rischio di paralisi cerebrale. 
Viene compromessa la funzionalità mitocondriale e così tutte le funzioni cerebrali, tra cui la memoria.

Aggiornamento 28/1/2018
Una sigaretta al giorno conferisce un rischio cardiovascolare della metà rispetto a fumarne 20.
Non esistono quantità di fumo che non alzino il rischio.
Aggiornamento 21/2/2018
L'inquinamento atmosferico e il fumo di sigaretta incidono negativamente sullo sviluppo cerebrale del nascituro
Aggiornamento 28/5/2018
La caffeina assunta in gravidanza potrebbe aumentare il rischio di obesità infantile.
Non essendo un nutriente essenziale, la prudenza invita a ridurne il consumo in questo periodo
Il fumo riduce la prestazione sportiva, oltreché riducendo la capacità polmonare, riducendo il flusso di nutrienti (ossigeno e substrati energetici) ai muscoli

Aggiornamento 21/6/2018
Il fumo è responsabile di uno dei paradossi degli obesi, per cui chi fuma pesa meno a causa dell'aumentata lipolisi dovuta alla nicotina, ma ha più malattie cardiovascolari.

Aggiornamento 21/7/2018
Una sigaretta al giorno aumenta il rischio di malattia cardiovascolare e ictus dal 48 al 74%

Aggiornamento 18/10/2018

Era già noto che il fumo di sigaretta in gravidanza influenza negativamente la salute della prole, ma ora nel modello animale si scopre che anche il padre, fumando, trasmette rischio di malattia per più generazioni, tramite modifiche epigenetiche nel DNA dello spermatozoo. In particolare si alterano i sistemi legati a noradrenalina e dopamina, che sono associati al disturbo di deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e al disturbo dello spettro autistico negli esseri umani

Aggiornamento 31/12/2018
Le bibite zuccherate aumentano il rischio di malattia renale (CKD) in una coorte di afroamericani.
In un editoriale abbinato allo studio hanno scritto gli autori: "Mentre alcune città statunitensi selezionate hanno ridotto con successo il consumo di SSB [bibite zuccherate] attraverso la tassazione, altre città hanno resistito agli sforzi di sanità pubblica per ridurre il consumo di SSB". "Questa resistenza culturale alla riduzione del consumo di SSB può essere paragonata alla resistenza culturale alla cessazione del fumo negli anni '60 dopo la pubblicazione del rapporto che dimostrava i suoi danni: negli anni '60 l'uso del tabacco era considerato una scelta sociale e non un problema di salute pubblica o sociale ".
In un editoriale di accompagnamento riservato alla "voce dei pazienti", Duane Sunwold ha spiegato di essere un paziente affetto da CKD che ha cambiato il suo modo di mangiare e bere per mettere la sua malattia in remissione.

Aggiornamento 6/2/2019
Fumare in gravidanza altera la trasmissione dopaminergica e non, nell'area tegmentale ventrale
Aggiornamento 1/3/2019

Il fumo induce ipertensione attraverso lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale

Aggiornamento 25/3/2019

Il fumo attivo materno, il fumo passivo materno e il fumo paterno aumentano il rischio di difetti cardiaci congeniti (CHD) nella prole. Prevenire il fumo dei genitori durante la gravidanza è una priorità per la prevenzione delle CHD.

Aggiornamento 21/4/2019

Gli effetti negativi sulla salute del fumo di sigaretta durante la gravidanza - che includono basso peso alla nascita, ritardo dello sviluppo intrauterino, parto prematuro, mortalità infantile e ritardi di sviluppo a lungo termine - sono ben conosciuti. Il rischio di morte improvvisa in culla raddoppia per chi abbia avuto una mamma fumatrice, anche per una sola sigaretta al giorno. Ma non è mai troppo tardi per smettere, e smettere all'inizio della gravidanza riduce del 20% il rischio di parto pretermine.

Il fumo aumenta il rischio di dermatite atopica


Aggiornamento 7/5/2019

Durante la gravidanza, la scarsa esposizione ai raggi solari (stagione invernale), obesità, stato socioeconomico basso, lo stile di vita (fumo) e uso di farmaci sono legati a riduzione del passaggio di Vitamina D al feto.


Aggiornamento 9/7/2019

L'obesità infantile è un problema mondiale, perché chi ha questa condizione sarà probabilmente un adulto sovrappeso o obeso e maggiori sono gli anni con eccesso ponderale maggiore è il rischio per la salute.  Tra i fattori che aumentano il rischio, l'eccesso ponderale della madre e l'aumento di peso in gravidanza, il diabete gestazionale.
"Le donne incinte dovrebbero seguire uno stile di vita sano, evitare la malnutrizione e il fumo e moderare l'assunzione di zucchero per ridurre il rischio di adiposità infantile".
L'allattamento al seno dovrebbe essere incoraggiato per i suoi numerosi effetti benefici. Le evidenze non sono conclusive sui tempi di svezzamento, probiotici e prebiotici.

Nei bambini, l'eccesso di assunzione di proteine, il consumo di bevande zuccherate e il sonno ridotto sono associati a maggiore adiposità durante i primi 2 anni di vita.

Aggiornamento 12/7/2019

Fumo, interferenti endocrini e inquinamento riducono i livelli di vitamina D attiva, impedendo la sua trasformazione.

Aggiornamento 19/12/2019

I figli di mamme fumatrici tendono a mangiare di più e ad essere più grassi e hanno inferiore spesa energetica

Aggiornamento 29/12/2019

Forse smetter di fumare favorisce l'aumento di peso anche grazie ai cambiamenti del microbiota

Aggiornamento 18/4/2020
Per le persone che assumono cortisone e sono a rischio di osteoporosi, per il trattamento non farmacologico "Si consiglia il raggiungimento e il mantenimento di un'adeguata assunzione dietetica di calcio (che è di 700-1.200 mg al giorno) e di vitamina D (livello sierico ≥20 ng/mL; ≥50 nmol/L), con l'uso di supplementi appropriati ove necessario. L'American College of Rheumatology ha raccomandato una dose di 1,0–1,2 g di calcio e 600–800 UI di vitamina D al giorno. La modifica dello stile di vita comprende una dieta ben bilanciata, il controllo del peso nell'intervallo raccomandato, l'abbandono del fumo, la prevenzione del consumo eccessivo di alcol e un regolare esercizio coi pesi su misura per il singolo paziente". Aggiungerei magnesio (fondamentale per far funzionare la vitamina D) e la vitamina K2.
Aggiornamento 30/4/2020
Il fumo peggiora la malattia COVID19 probabilmente aumentando l'espressione dei recettori ACE2, che vengono usati dal virus per entrare nelle cellule
Aggiornamento 13/6/2020
Anche fumare poche sigarette al mese (fino a 10) aumenta la mortalità in maniera significativa rispetto al non fumare
Aggiornamento 17/7/2020
I danni indotti dal tabacco
Aggiornamento 14/9/2020

Fumare nel primo trimestre di gravidanza aumenta il rischio di figli sovrappeso. In particolare "smettere di fumare nel primo trimestre è associato allo stesso rischio di parto pretermine e di piccole dimensioni per l'età gestazionale, ma con un rischio più elevato di sovrappeso infantile. Ridurre il numero di sigarette, senza smettere, ha effetti benefici limitati. Il fumo paterno sembra essere associato, indipendentemente dal fumo materno, al rischio di sovrappeso infantile. Le strategie di popolazione dovrebbero concentrarsi sulla prevenzione del fumo da parte dei genitori prima o all'inizio, piuttosto che durante la gravidanza".

Aggiornamento 26/3/2021

L'aderenza a 5 fattori (niente bibite gassate e caffè, niente fumo, dieta sana, movimento moderato, mantenere un peso corretto) riduce il reflusso nel 68% delle donne.

Aggiornamento 30/4/2021

I metalli pesanti come mercurio, piombo e cadmio possono creare stress ossidativo e favorire malattie autoimmuni della pelle come psoriasi e vitiligine. Agiscono anche prendendo il posto degli altri metalli necessari per la funzionalità dell'organismo, come rame, ferro, zinco, selenio, riducendo il glutatione e alterando la funzione di alcuni enzimi. Le principali fonti sono cibo contaminato, esposizione lavorativa e fumo. Zinco e selenio possono contrastare i danni di questi metalli.

Aggiornamento 12/12/2021

La tendenza a prendere peso quando si smette di fumare potrebbe dipendere dal tipo di batteri intestinali, che rilasciano alcuni fattori che influenzano il metabolismo energetico

Aggiornamento 17/7/2022

Il fumo non fa male solo ai polmoni ma anche agli altri organi. Per esempio il fegato che deve smaltire il carico tossico.
Il fumo è così associato alla progressione della steatosi epatica e al rischio di tumore epatico ed è particolarmente dannoso nei trapiantati.
Smettere di fumare può aiutare nella regressione delle malattie epatiche e ridurre il rischio tumorale.

Aggiornamento 17/10/2022

Assumere più verdure crucifere (cavoli e simili) è associato a minori danni al DNA in fumatori ed ex fumatori

Aggiornamento 5/1/2023

La supplementazione con vitamina C appare ridurre i danni alla respirazione nella prole di donne che fumano in gravidanza. Ovviamente il consiglio dovrebbe essere quello di non fumare, soprattutto in gravidanza.

Aggiornamento 10/4/2023

La dipendenza da cibo può essere considerata, per caratteristiche, simile a quella da tabacco (compulsione, ricerca, trascurare il resto, difficoltà a fermarsi ecc.). Almeno nel breve termine, un approccio una dieta lowcarb fatta da cibi "veri" può ridurre la dipendenza, con buona pace di quelli "mangi un po' di tutto".

Aggiornamento 5/6/2024

Si conferma l'utilità della vitamina C durante la gravidanza nel migliorare la funzionalità respiratoria di bambini nati da donne fumatrici. Si riduce anche la tendenza ad avere sibili. Lo studio dimostra anche indirettamente un collegamento tra sibili nella prole e fumo in gravidanza. L'indicazione continua ad essere quella di non fumare.

Aggiornamento 11/6/2024

Qualche info sull'obesità infantile.
Nel mondo circa un bambino su 5 è affetto da sovrappeso.
Il paese messo peggio è Portorico, con il 28% di bambini affetti da obesità. L'Italia ha una prevalenza stimata all'8,49%.

La condizione aumenta il rischio di numerose patologie e condizioni: "I bambini e gli adolescenti obesi hanno una probabilità 1,4 volte maggiore di sviluppare prediabete, una probabilità 1,7 volte maggiore di sviluppare asma, una probabilità 4,4 volte maggiore di sviluppare ipertensione arteriosa e una probabilità 26,1 volte maggiore di sviluppare il fegato grasso rispetto a coloro che sono di tipo peso sano".
Tra i fattori positivamente associati precedenti alla nascita, elevato indice di massa corporea materno prima della gravidanza, aumento di peso gestazionale, diabete gestazionale e fumo materno.
Un peso alla nascita inferiore a 1500g pare associato a obesità centrale.
Quali altri fattori associati? Saltare la colazione, fare 3 pasti al posto che 5 (quindi fare le merende al posto che soli 3 grandi pasti appare protettivo), scarsa attività fisica, uso degli schermi ("attraverso una maggiore esposizione al marketing alimentare, un aumento del consumo di cibo "senza pensare" mentre si guardano gli schermi, la riduzione del tempo trascorso in attività fisiche, il rafforzamento dei comportamenti sedentari e una riduzione della durata del sonno").

Sono necessari provvedimenti politici per ridurre il tasso di bambini e adolescenti sovrappeso.

Aggiornamento 25/7/2024

È possibile individuare nei neonati alcuni batteri e metaboliti che potrebbero essere segno di diagnosi di autismo (ASD) o ADHD negli anni successivi.
Tra i batteri, i Coprococcus sono protettivi mentre i Citrobacter aumentano il rischio.
Si è individuata anche una carenza di Akkermansia nei bambini con ASD, suggerendo che il suo effetto antinfiammatorio possa essere benefico e lo strato di muco importante per la salute nervosa. Anche i bifidobatteri, noti per favorire la produzione di dopamina, appaiono ridotti.
La disbiosi è inoltre presente negli anni successivi. "I dati indicano che la disbiosi non è esclusivamente il risultato di cambiamenti nella dieta post-diagnosi, ma piuttosto esisteva prima della diagnosi, fornendo preziose informazioni sullo sviluppo iniziale di queste condizioni. In molti casi, le differenze nel microbioma infantile indicavano sintomi precoci dell’umore e del tratto gastrointestinale anche a 2,5-5 anni".
Nel cordone ombelicale la carenza di acido linolenico (precursore degli omega 3 a lunga catena) è associato a maggiore rischio.
Alcune sostanze tossiche come i PFAS si trovano in maggiore concentrazione invece.
Altri fattori individuati sono: parto pretermine, infezioni, stress, uso di antibiotici (che alterano la flora), fumo da parte dei genitori e il genotipo HLA DR4-DQ8 (quello della celiachia, per capirci)

Questi dati aprono le porte ai legami ambientali con questi disordini neurologici e a diagnosi e misure preventive precoci. L'idea è che questi fattori alterino, in persone predisposte, il neurosviluppo, soprattutto aumentando infiammazione e stress ossidativo.
Ulteriori studi dovranno dimostrare la causalità delle associazioni.

Aggiornamento 31/7/2024

Secondo una ricerca l'obesità in gravidanza può essere aggiunta alle cause di morte improvvisa infantile, la cosiddetta morte in culla (SIDS).
Il 5,4% di queste morti è direttamente riconducibile all'obesità materna.
Il rischio aumenta in modo lineare al crescere del BMI.
Il rischio aumenta del 10, 20 e 39% rispettivamente nelle classi I, II e III di obesità.
Tra i possibili meccanismi, l'ostruzione delle vie aeree dovuta al seno più grande o alla condivisione del letto, le apnee in gravidanza (che aumentano il rischio di eventi avversi e può causare stress ossidativo che altera la crescita del nascituro).

Un altro forte fattore è il fumo in gravidanza, che aumenta di 5 volte il rischio.

Aggiornamento 1/10/2024

Una sigaretta al giorno prima o durante la gravidanza è sufficiente per alzare del 16% il rischio di malattia neonatale severa (necessità di ventilazione assistita immediatamente dopo il parto; ventilazione assistita per più di sei ore; Ricovero in terapia intensiva neonatale per ventilazione meccanica continua; terapia sostitutiva con tensioattivi; sospetta sepsi; convulsioni o gravi problemi neurologici).

Aggiornamento 16/2/2025

Il fumo passivo altera la metilazione del DNA (e quindi la sua espressione) nei bambini