Cerca nel blog

giovedì 30 maggio 2019

Energy (unhealthy) drink


Forse non son o più di moda come qualche anno fa, ma si continuano ad utilizzare alla grande gli energy drink, bibite solitamente zuccherate o dolcificate con aggiunta di caffeina e altri stimolanti nervini, come le vitamine del gruppo B, e utilizzati per  migliorare l'attenzione, le capacità cognitive e le performance sportive.
In realtà dati recenti indicano un aumento di consumo, negli USA almeno. Esistono almeno 500 tipi di queste bevande nel mercato.


https://www.memecenter.com/fun/1065050/energy-drink


Tuttavia già da qualche anno gli esperti hanno lanciato un allarme sui possibili effetti avversi riconducibili alla loro composizione.
Come ci chiarisce l'articolo di Healthline.com, è vero che queste bevande incrementano attenzione e funzione cerebrale in persone stanche e che hanno dormito poco. Ma il modo per recuperare dalla stanchezza non è assumere stimolanti, ma  riposare. Il sonno è fondamentale per la salute.

https://www.cartoonstock.com/directory/e/energy_drink.asp



L'utilizzo di energy drink, grazie alla loro ricchezza in zucchero e caffeina, è associato ad un maggiore rischio cardiovascolare.
La caffeina può inoltre favorire la disidratazione, e le  bibite zuccherate sono note per aggravarla dopo l'attività fisica, aumentando anche i marker di danno renale. Andrebbero quindi sicuramente evitati dopo l'allenamento.

Gli energy drink aumentano la pressione a riposo, anche nei ragazzi sani e soprattutto nelle persone che non sono abituate a introdurre caffeina.

In particolare l'assunzione di queste bevande porta, in acuto in persone giovani e sane, ad una perdita della funzione endoteliale (la capacità dei nostri vasi di rilassarsi e così di tenere la pressione corretta) del 50%. Questo si manifesta con tachicardia e aumento della pressione, ed è probabilmente dovuto alla combinazione di zuccheri, stimolanti e caffeina.

L'uso di energy drink porta ad anomalie elettrocardiografiche superiori all'uso di bibite che contengano solo caffeina. Questa situazione è potenzialmente pericolosa durante lo sport, e questo studio ha portato anche ad un comunicato ufficiale dell'AHA (cardiologi americani). Il rischio è anche di aritmie e morti improvvise.

L'uso degli energy drink potrebbe essere particolarmente dannoso per il cervello in formazione degli adolescenti.
Mescolare alcol ed energy-drink ha un effetto simile a quello della cocaina nell'architettura cerebrale degli adolescenti ed è indicato dai medici come reale pericolo tra le abitudini dei giovani, anche se una metanalisi lo mette in dubbio.
L'uso frequente di energy drink sembra favorire l'utilizzo di altre sostanze da abuso, e in generale il cervello viene influenzato negli anni a venire.
Gli esperti canadesi hanno emesso un parere ufficiale nel quale informano che queste bevande non sono necessarie né benefiche
Aggiornamento 4/9/2019

Hanno studiato il rapporto tra consumo di bibite e mortalità. "L'alto livello di consumo di bevande analcoliche totali, zuccherate e dolcificate artificialmente è risultato associato a più alto rischio di morte per tutte le cause. Sono state osservate associazioni positive tra bibite zuccherate e decessi per malattie digestive, nonché tra bibite zuccherate artificialmente e decessi per malattie circolatorie. Sono necessari ulteriori studi per verificare i possibili effetti negativi sulla salute degli edulcoranti artificiali".
Aggiornamento 19/9/2019
La carnitina riduce la pressione minima

Aggiornamento 24/9/2019
La vitamina K2 migliora la glicemia aumentando la carbossilazione delll'osteocalcina. Questa vitamina si trova nel grasso di animali alimentati a erba e viene prodotta da alcuni batteri intestinali, quindi alimenti di qualità e/o un microbiota bilanciato sono fondamentali per avere corretti livelli di questa vitamina.
Aggiornamento 29/9/2019
Le donne dovrebbero considerare di limitare il consumo di zuccheri aggiunti durante la gravidanza, e anche le bibite light non sono un'alternativa ideale.
In uno studio fatto su oltre 1200 donne, un maggiore consumo di saccarosio (zucchero) in gravidanza e l'assunzione di bibite zuccherate da parte delle madri erano associati a una scarsa funzione cognitiva della prole. "Il consumo materno di saccarosio è stato associato a scarse capacità non verbali per risolvere nuovi problemi e scarsa memoria verbale, memoria visiva e apprendimento; il consumo materno di bibite gassate (SSB) è stato associato a minore intelligenza globale associata sia alla conoscenza verbale che alle abilità non verbali. Inoltre, il consumo di SSB nella dieta materna è stato associato a scarse capacità motorie, visive spaziali e motorie visive nella prima infanzia e scarse capacità verbali più avanti. Il consumo di SSB nell'infanzia era associato a una minore intelligenza verbale nell'infanzia". Il consumo di frutta nei bambini è invece risultato associato con maggiore intelligenza.
Aggiornamento 7/10/2019

La caffeina stimola la produzione di cortisolo quindi chi è molto stressato farebbe bene ad eliminarla.
Aggiornamento 5/11/2019
Il consumo di bibite, sia zuccherate che dolcificate, aumenta il rischio di morte da ogni causa, in particolare tumore del colon, Parkinson, infezioni intestinali.
Lo studio si conclude raccomandando politiche per la riduzione del consumo delle bevande zuccherate
Aggiornamento 22/11/2019
L'insulina in eccesso stimola la vasocostrizione e quindi l'ipertensione
Aggiornamento 27/11/2019
Appena uno scrive che lo zucchero non fa male, ecco che appare lo studio che lo smentisce.
Sempre più prove ad esempio legano zucchero e ipertensione, mentre solitamente ci si preoccupa solo del sale.
Il fruttosio ad esempio stimola la ritenzione di sodio tramite l'angiotensina II (guarda un po' proprio l'ormone bloccato dai farmaci antipertensivi), e il suo assorbimento a livello intestinale, aumentando la pressione (e la cellulite...).
Inoltre lo zucchero è ben noto per stimolare l'aumento di peso e il grasso, soprattutto viscerale, aumenta la pressione. Invece la frutta, che contiene fibre, vitamine, sostanze fitochimiche e minerali (soprattutto potassio) ma anche naturalmente zuccheri è associata a riduzione della pressione
Aggiornamento 31/1/2020
Nelle persone con lieve ipertensione non si capisce esattamente se è conveniente trattare farmacologicamente, per cui la Società Europea dell'Ipertensione ha emesso una posizione ufficiale sull'uso di cibo, integratori e nutraceutici in questa condizione.
La barbabietola grazie ai suoi nitrati naturali appare il cibo più efficace. Tè ricco in catechine, karkadè, sesamo e melagrana hanno effetto più limitato.
Tra gli integratori, vitamina C, magnesio e potassio (attenzione a quest'ultimo in alcune patologie) sono i migliori, tra i nutraceutici gli isoflavoni della soia (in donne postmenopausa), il resveratrolo (nei diabetici) e la melatonina (in chi soffre di ipertensione notturna). Anche probiotici e prebiotici hanno discreta efficacia.
Molti altri funzionano (cacao, taurina, omega 3, ecc) ma a dosi elevate e a costi non bassi.
In ogni caso non si consiglia di rimuovere gli eventuali farmaci prescritti.

Aggiornamento 24/4/2020
In uomini con ipertensione, 6 settimane con allenamento HIIT per 20 minuti riducono la pressione sistolica e diastolica di circa 10mmHg, riducendo il rischio di morte cardiovascolare del 30% e di ictus del 40%. L'effetto è dovuto alla risposta delle cellule muscolari dei vasi arteriosi delle gambe.
Aggiornamento 6/5/2020
Mezzo litro di bibita zuccherata con fruttosio (HFCS) porta all'attivazione del sistema simpatico e all'aumento della resistenza vascolare a livello renale, grazie all'aumento di acido urico e vasopressina (ADH). Questo si traduce alla lunga in ipertensione e danno renale
Aggiornamento 13/5/2020
L'estratto di caffè verde riduce la pressione sanguigna
Una lattina al giorno di bibita zuccherata aumenta il rischio di ictus del 19% e di infarto del 25%, e del 26% di necessità di angioplastica
Aggiornamento 21/6/2020
il consumo di bibite zuccherate è associato (indipendentemente da altri fattori) ad aumento dell'adiposità viscerale, infiammazione sistemica, livelli di trigliceridi nel sangue e sviluppo di ipertensione e iperuricemia. In Messico, nonostante la riduzione del consumo grazie alla sugartax del 7,6% negli ultimi anni, le bibite sono responsabili del 6,9% delle morti (circa 41 mila all'anno).
Aggiornamento 23/6/2020
La caffeina migliora la prestazione (effetto ergogenico) negli sport di endurance e la forza massima nella bench press
Aggiornamento 4/7/2020
Il fruttosio quando arriva al fegato stimola la lipogenesi, ossia la produzione di grassi a partire da altre molecole (solitamente metaboliti dei carboidrati). Questo non succede se le quantità di fruttosio sono piccole, perché l'intestino lo catabolizza e gli impedisce di arrivare al fegato. Se invece le quantità sono alte (dolci, zucchero, bibite zuccherate) si supera la capacità di "scudo" dell'intestino. E così le calorie vengono più facilmente immagazzinate Nell'uomo sano questa via metabolica è poco attiva, ma in una persona con steatosi il grasso endogeno epatico può essere fino al 38%. Anche l'infiammazione intestinale (colite) può ridurre la funzione di scudo. Non a caso MICI, diabete e steatosi vanno spesso a mano presa, e per queste persone evitare il fruttosio industriale è d'obbligo. Nonostante contenga fruttosio, la frutta sembra essere salutare, probabilmente perché il suo contenuto di fibre rallenta l'assorbimento del fruttosio. Una teoria simile è stata formulata dal prof Dioguardi per l'aminoacido glutammina.

Aggiornamento 29/8/2020

Il fruttosio in dosi eccessive, quali quelle di una bibita zuccherata per esempio, è la tempesta perfetta per creare steatosi epatica (fegato grasso). La sua ingestione blocca una proteina che tiene le giunzioni intestinali vicine, creando permeabilità intestinale. In questo modo tutte le endotossine intestinali arrivano ai macrofagi, infiammandoli. Inoltre il fruttosio che arriva al fegato spinge la lipogenesi (produzione endogena dei grassi, ulteriormente stimolata dall'infiammazione), che si accumulano nel fegato.

Aggiornamento 3/9/2020

In Messico, che ha già avuto risultati grazie alla tassa sul cibo spazzatura, alcuni stati vietano la vendita di junkfood ai minori. Questo può salvare la vita a diverse persone. In passato sappiamo che il proibizionismo non ha prodotto risultati, staremo a vedere in questo caso

Aggiornamento 21/9/2020

Il fruttosio industriale è noto per i suoi danni. Lo sciroppo di glucosio-fruttosio (HFCS) è fatto dal mais (o altre fonti di amido) e i 2 zuccheri sono circa equivalenti come quantità, ed è probabilmente il dolcificante più utilizzato (lo trovate in qualsiasi etichetta di bibite, merendine ecc). Mentre il fruttosio va ad affaticare il fegato e aumentare la lipogenesi e l'uricemia, portando al rilascio di lipoproteine, il glucosio alza la glicemia e favorisce la glicazione (legame dello zucchero con alterazione della funzione) delle lipoproteine, che non vengono eliminate dal sangue e portano al famoso colesterolo cattivo alto (altro che preoccuparsi delle uova), che più rimane in circolo e più diventa ossidato e infiammatorio. Questo in pratica porta a un effetto sinergico tra i 2 zuccheri che aumenta i danni. Lo studio si conclude invitando a tenere conto nelle linee guida di questi problemi.

Aggiornamento 5/10/2020

Il fruttosio industriale aumenta il rischio di IBD (colite ulcerosa e Crohn) alterando la flora intestinale, in particolare riducendo lattobacilli e bifidi e alterando le funzioni metaboliche del microbiota

Aggiornamento 5/1/2021

La caffeina in dosi e modi appropriati è consigliata dalla International Society of Sports Nutrition per migliorare performance sportive, insieme alle capacità cognitive

Aggiornamento 23/2/2021

Il fruttosio industriale ha un effetto infiammatorio che interferisce con il sistema immunitario, e la sua esposizione cronica sembra favorire steatoepatite non alcolica e carcinogenesi, soprattutto in presenza di LPS. Riduce inoltre la flessibilità metabolica, la capacità di bruciare grassi, interferendo con i mitocondri e il metabolismo della glutammina. "L'esposizione al fruttosio riprogramma le vie cellulari per favorire la glutaminolisi e il metabolismo ossidativo, che supportano un fenotipo infiammatorio nei fagociti sia umani che murini".

Aggiornamento 25/3/2021

La caffeina aumenta l'ossidazione dei grassi, in particolare se assunta nel pomeriggio, un'ora e mezza prima dell'allenamento. "Rispetto al placebo, la caffeina ha aumentato l'ossidazione dei grassi del 10,7% al mattino e del 29% al pomeriggio. La caffeina ha anche aumentato l'intensità dell'esercizio dell'11% al mattino e del 13% nel pomeriggio".

Aggiornamento 15/4/2021

2 litri al giorno di energydrink hanno portato un 21enne all'insufficienza cardiaca
"Il giovane in questione è finito in terapia intensiva dopo 4 mesi di progressiva mancanza di respiro da sforzo, affanno da sdraiato (ortopnea) e calo ponderale". Altri sintomi erano indigestione, tremore e palpitazioni, insonnia, ansia e depressione.
"Gli esami del sangue, le scansioni e le letture dell'ECG hanno rivelato che aveva un'insufficienza sia cardiaca che renale, abbastanza grave da giustificare che fosse considerato per un doppio trapianto d'organo". Mentre il cuore grazie alle cure ha recuperato, potrebbe esser ancora necessario il trapianto renale, anche per altre cause.
"La sovrastimolazione del sistema nervoso simpatico da parte della caffeina può essere un fattore; Le bevande energetiche sono anche note per aumentare la pressione sanguigna e possono innescare anomalie del ritmo cardiaco, affermano gli autori, a titolo di spiegazione per i risultati pubblicati fino ad oggi.
"Dovrebbero essere forniti avvertimenti chiari sui potenziali pericoli cardiovascolari del consumo di bevande energetiche in grandi quantità", concludono.
"Penso che dovrebbe esserci una maggiore consapevolezza sulle bevande energetiche e sull'effetto del loro contenuto", aggiunge il soggetto di questo caso clinico. "Credo che diano molta dipendenza e siano troppo accessibili ai bambini piccoli".

Nessun commento:

Posta un commento