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lunedì 18 giugno 2012

La taglia dei pantaloni

Come dice un bravo medico, il dottor Oz, dopo i 40 anni gli uomini non cambiano mai taglia dei pantaloni, semplicemente li abbottonano più in basso.
In realtà c'è poco da ridere, perché la circonferenza addominale è un ottimo indice della deposizione di grasso viscerale, e di conseguenza del livello di  infiammazione sistemica, quella che predispone per le malattie cardiovascolari.

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Quando si migliora l'alimentazione, e si intraprende attività fisica, a prescindere dalla perdita di peso effettiva, la circonferenza addominale si riduce, e parallelamente il rischio cardiovascolare.
Ma perché aspettare di assomigliare ad uno struzzo?
Meglio non far mai mancare una passeggiata ogni giorno, ed evitare dolci, insaccati e prodotti industriali, favorendo frutta, verdura, pesce, pasta e pane preferibilmente integrali.



Aggiornamento 7/3/2017

Un lieve sovrappeso, ma con concentrato nella zona addominale, appare più pericoloso per la salute dell'obesità, in uno studio condotto su oltre 160 mila donne in post-menopausa

Aggiornamento 16/10/2017

Il grasso addominale genera grasso: influisce negativamente sulla spesa energetica, favorendo l'accumulo ulteriore di kg

Aggiornamento 1/11/2017

L'obesità sarcopenica è un fenomeno per cui, nonostante un peso apparentemente normale, si ha mancanza di muscolatura e un eccesso di grasso, spesso concentrato nell'addome. Le persone che ne sono affette hanno un rischio cardiovascolare paragonabile a quello delle persone sovrappeso. Per prevenirla e gestirla, oltre a un sufficiente quantitativo proteico e di attività fisica, una conferenza scientifica ha stabilito di consigliare alimenti densi di nutrienti come polifenoli, alcaloidi, caroteni e omega 3

Aggiornamento 10/5/2018

Gli omega 3 si associano a riduzione della circonferenza vita ma non del peso totale

Aggiornamento 30/12/2018

L'attività fisica riduce il grasso viscerale, quello più pericoloso per la salute, attraverso il rilascio di una proteina, chiamata interleuchina 6, che stimola la lipolisi. Utilizzando un farmaco che blocca IL6, usato normalmente nell'artrite reumatoide, si evita la perdita di grasso viscerale. Questo dimostra che l'effetto di questa molecola è dipendente dallo stato infiammatorio e di salute.

Aggiornamento 2/1/2019

Durante la gravidanza si va ad accumulare grasso viscerale, indipendentemente dall'aumento di peso, che servirà nei mesi successivi per l'allattamento. Allattare per almeno 6 mesi riduce negli anni successivi la circonferenza vita (indicatore di grasso viscerale) e il rischio di malattie cardiovascolari

Aggiornamento 26/1/2019

L'eccesso di grasso, soprattutto se concentrato nell'addome, aumenta il rischio di insufficienza renale
Aggiornamento 26/7/2019
Il grassi viscerale contribuisce alle malattie cardiovascolari riducendo il glutatione e aumentando lo stress ossidativo
Aggiornamento 1/8/2019
La qualità del microbiota intestinale sembra più importante dei fattori dietetici nel determinare il grasso viscerale (quello dannoso per la salute).
Alcuni nutrienti associati con la salute, come magnesio, fibre, biotina e vitamina E hanno necessità di un buon microbiota per essere "utilizzabili".
"il nostro lavoro suggerisce che la modulazione della composizione del microbiota intestinale potrebbe essere un obiettivo efficace per la riduzione del grasso viscerale nelle donne anziane".

Aggiornamento 9/8/2019

Un consensus statement per ribadire l'importanza del grasso viscerale nei problemi di salute

Aggiornamento 25/9/2019

Il grasso addominale sottocutaneo, quello che possiamo "pinzare" sull'addome, appare essere neutro nei confronti del rischio cardiovascolare. Quello femorale viene considerato protettivo, mentre quello viscerale ed ectopico (che circonda/infiltra i vari organi come cuore, fegato e muscolo) è quello più pericoloso, soprattutto perché induce insulinoresistenza
Aggiornamento 13/11/2019
Una miscela di aminoacidi essenziali (20g al giorno), creatina, vitamina D, acido alfalipoico, Coenzima Q10 e resveratrolo aumenta la muscolatura e la forza e diminuisce il grasso viscerale in anziani debilitati sarcopenici
Aggiornamento 19/11/2019
L'inflammaging, l'infiammazione di basso grado che arriva con l'invecchiamento, è il terreno comune da cui dipendono sarcopenia (perdita di muscolo), aumento di grasso, problemi cardiovascolari e disbiosi. In realtà si tratta di "crosstalk", ossia di rapporti bidirezionali in cui i fattori si influenzano a vicenda.
Aggiornamento 16/2/2020
Lo stress ossidativo e l'infiammazione legati all'obesità alterano la fertilità maschile, rendendo meno efficaci anche le tecniche di riproduzione assistita
Aggiornamento 23/7/2020
L'aglio può favorire la riduzione della circonferenza addominale

Aggiornamento 4/8/2020
La circonferenza addominale (espressione del grasso viscerale, quello più infiammatorio) è correlata con la severità di COVID19. Non conta solo la quantità di grasso ma anche la sua distribuzione

Aggiornamento 29/8/2020

"Le persone con obesità mostrano un rischio più elevato di mortalità e morbilità nel COVID-19 a causa dello stato infiammatorio esacerbato e della tendenza all'ipercoagulazione. Gli individui con obesità mostrano un'infiammazione cronica sistemica, che favorisce l'attivazione dei macrofagi, la comparsa di tempeste di citochine (secrezione aberrante di citochine pro-infiammatorie IL-6, IL-1 e TNF) e citotossicità (rilascio di LDH). Questo stato infiammato si associa all'aumento del rischio di coagulazione (ipercoagulazione) presentato da questi pazienti. Tutte queste caratteristiche rendono i soggetti con obesità più inclini a sviluppare alterazioni patologiche di polmoni, tessuto adiposo, fegato, cuore e intestino, che influenzano negativamente la composizione del microbiota intestinale. L'impatto sulla fisiologia dei sistemi dell'infiammazione cronica associata all'obesità, comprese le risposte immunitarie antivirali, e gli aumentati livelli di mediatori che inducono la coagulazione (fibrinogeno e D-dimero) nei pazienti COVID-19 aiutano a spiegare la mortalità più elevata in questi individui rispetto agli individui non obesi".

Aggiornamento 25/4/2021

La sarcopenia e la capacità di movimento sono legati alla sopravvivenza nel tumore al polmone. La prima aumenta la mortalità, la seconda la riduce.
Si dovrebbe quindi sempre tenere in considerazione di mantenere una buona capacità fisica e contrastare la perdita di muscolo, eventualmente con integrazione di aminoacidi, vitamina D, proteine ​​del siero del latte e idrossimetilbutirrato.

Aggiornamento 6/5/2021

L'obesità riduce il flusso di sangue al cervello e così la sua fornitura di nutrienti, favorendo la neurodegenerazione. Ogni centimetro di circonferenza addominale in più invecchia il cervello di un anno. La buona notizia è che l'attività fisica ripristina condizioni di normale flusso sanguigno.

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