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mercoledì 8 ottobre 2014

Pericolo pizza


Sta facendo scalpore la puntata di Report di domenica 5 ottobre, dedicata alla pizza. Solo a chi non conosceva il problema ovviamente.
Pizze bruciate e quindi intrise di composti cancerogeni, affumicate per completare la cottura, messe in cartoni vietati. E pizzaioli che non sanno manco cosa stanno mettendo nella pizza, tra farina 00 (unica esistente secondo loro) nota per il suo legame con qualunque malattia infiammatoria, e in particolare con l'aumento dei casi di reazione verso il glutine, possibilmente legato pure a malattie autoimmuni, oli di palma "perché quello di oliva è più pesante" e mozzarelle di dubbia provenienza.



http://themetapicture.com/mortal-pizza/


Arriva in un forum un mio collega, il solito disturbatore, che se fosse pagato dalle multinazionali lo capirei, invece è talmente poco furbo che lo fa gratis, a chiedere la chiusura di Report per disinformazione e terrorismo. Purtroppo per lui hanno detto solo sacrosante verità.

Questo invece il commento di una collega, che sottoscrivo, ma che lascio anonima.




Noi abbiamo dei meccanismi che ci difendono dai composti cancerogeni, che li trasformano e li  rendono innoqui. Ma a volte non funzionano, e li può partire il cambiamento del DNA alla base della cancerogenesi. Poi altri meccanismi (apoptosi) possono salvarci, e questo capita quasi sempre. Quasi.
Ma più si introducono cancerogeni o altri nutrienti favorenti i tumori, più salgono le probabilità di ammalarsi di questa terribile malattia. Chi vuole giocare alla roulette russa? Nessuno si ammalerà mai per una pizza, ma organismi che hanno un'aspettativa di vita di 80 e più anni devono stare ben attenti a quanto spesso la mangiano. Così come gli altri alimenti raffinati, la carne processata o grigliata, il sale ecc ecc.





Un dipendente ISS ed EFSA, la curiosa autorità per la sicurezza degli alimenti, ovviamente ci tiene a far sapere la sua e a spegnere la pizza, pardon l'incendio, parlando di allarmismo.
Peccato che all'EFSA siano pieni di conflitti d'interessi. Lo dice un complottista come me? No, lo dice Nature, la più importante rivista scientifica del mondo. E anche il BMJ tanto per non farci mancare nulla. Ma anche il CEO (osservatorio europeo delle aziende) e perfino il Parlamento Europeo e quello italiano, che non sono certo covi di santi. Insomma attendibilità messa in dubbio, garantita dal fatto alimentare.

Il fatto alimentare appunto, solitamente sito discretamente attendibile, continua a sparare a zero sul prof Berrino, una delle poche persone indipendenti e competenti in Italia. Come si fa a dirlo? Semplice, è molto più affidabile uno che non ha nessuno dietro di uno che cerca in tutti i modi di convincere che l'industria sia sana, pulita e sempre rispettosa della legge. E a chi chiedono l'opinione? A un dipendente EFSA.
All'inizio Berrino fu reo di voler convincere i bambini a mangiare cavolfiore. Orrore! Ma come gli viene in mente?? Far mangiare la verdura a bambini notoriamente sani come quelli italiani. E ora di fare terrorismo perchè informa su tutti i danni delle farine raffinate. Cose che qualunque nutrizionista dovrebbe sapere. E invece le sue dichiarazioni vengono fatte passare per "singolari considerazioni" di "una voce isolata tra i nutrizionisti". A parte che è un epidemiologo e non un nutrizionista, e quindi sa interpretare e divulgare gli studi molto meglio di loro giornalisti non scientifici, il prof ha solo detto quello che prevedono le linee guida di tutto il mondo: sconsigliare le farine raffinate, privilegiare quelle integrali, in modo da prevenire tumori, diabete, alzheimer e moltissime altre malattie.
Insomma il fatto alimentare descrive Berrino come un incompetente senza citare nessuna fonte, se non un parere dell'EFSA che parla d'altro. Chi sarebbero la maggior parte dei nutrizionisti che la pensa diversamente non è dato sapere. Ovviamente i simpatici giornalisti del fatto alimentare, richiedenti soldi "perchè indipendenti", hanno censurato più volte il mio commento in cui spiegavo con un articolo scientifico le ragioni del prof Berrino. Il solito comportamento di chi è senza argomenti.

Pensiamo solamente che un tumore su tre si potrebbe probabilmente evitare con una alimentazione corretta, che ricalchi il modello mediterraneo (farine integrali, frutta e verdura, olio di oliva, frutta secca, moderazione di carne e pesce, movimento, saltuario uso di dolci, farine raffinate, grassi animali e zucchero).
Il compito dell'EFSA in questo momento sembra solo quello di conciliare l'esigenze dell'industria con un numero di morti accettabile. Come se esistesse.
Qualcuno pensa che si venderanno meno pizze? Manco per sogno, tutti continueremo a concederci uno sgarro di tanto in tanto, giustamente, ma almeno siamo consci dello stato dell'industria alimentare italiana. Chiediamo una pizza non bruciata, e il resto della settimana facciamo da bravi!


Update 21/10/2014

I giornalisti del fatto alimentare, coerenti come un macellaio vegano, pubblicano una serie di possibili problemi causati da una pizza fatta male. Un minimo di pentimento e chiedere scusa al prof Berrino?


Update 8/4/2015


Articolo a firma di Eliana Liotta che diffonde la ricetta per una pizza più sana, a cura della mia stimata collega Anna Villarini

Aggiornamento 7/9/2018

I tumori sono dipendenti dallo zucchero, e privandoli di questo nutriente li si fa morire. Spesso capita di leggere questo. Ma lo zucchero da cui dipendono non è il saccarosio (zucchero da tavola) che utilizziamo, ma il glucosio presente nel sangue (glicemia), che deriva dallo zucchero alimentare, dalle fonti di carboidrati (cereali, patate, ecc), dalle proteine che possono essere trasformate in glucosio (gluconeogenesi) e dai grassi che possono favorire l'insulinoresistenza e quindi determinare una glicemia alta. Quindi genericamente dagli eccessi di nutrienti, e non solo dallo zucchero. Inoltre alcuni tumori sono dipendenti invece da glutammina, acetato, lattato, acidi grassi. Tuttavia "Un aumentato metabolismo dello zucchero (glicolisi) può avviare cambiamenti maligni nelle cellule non maligne e la glicolisi mediata dalle proteine regolatrici HBP, GAPDH, EPAC e RAP1 sostiene fenotipi maligni in cellule maligne" Quindi per sfavorire sia la formazione che la proliferazione dei tumori è necessario tenere bassa la glicemia non (solo) riducendo lo zucchero alimentare, ma mangiando correttamente e muovendosi.


Aggiornamento 25/3/2019

Attenzione ai cartoni da pizza, possono contenere BPA: non essendoci una legislazione a riguardo, il BPA (bisfenolo A) può trovarsi nei cartoni per pizza da asporto

Aggiornamento 29/5/2019
Che legame c'è tra l'inquinamento, cibo e asma? Il benzo(a)pirene, componente degli idrocarburi ma anche della carne e della pizza bruciacchiate, attiva un recettore (detto degli arili) che potenzia la risposta allergica infiammatoria, per esempio agli acari, e lo stress ossidativo.
L'uso di NAC, usato come mucolitico e precursore del glutatione, riduce questa risposta.

Aggiornamento 23/6/2019
I consigli dell' American Institute for Cancer Research - AICR per grigliare in sicurezza.
1) privilegiare carne bianca e pesce ed evitare carni rosse e processate.
2) marinare con limone, spezie, erbe, olio EVO, aceto per ridurre la formazione di amine eterocicliche (HCA)
3) precuocere le carni per ridurre la formazione di idrocarburi policiclici aromatici, che si formano col fumo
4) usare fiamme basse per ridurre ulteriormente le HCA
5) aggiungere al pasto frutta e verdura colorate per aggiungere antiossidanti e ridurre ulteriormente i rischi

Aggiornamento 16/1/2026

Nonostante le nuove linee guida USA ne parlino positivamente per il suo effetto di facilitatore della convivialità, non esistono dosi sicure di alcol in rapporto al rischio tumorale. Anche se avete un nonno che ha vissuto 95 anni e beveva ogni giorno. L'obesità, il fumo e le malattie epatiche aumenta il rischio. Sono necessarie politiche per la sensibilizzazione delle persone al tema.


giovedì 7 giugno 2012

Aspartame: sicuro o no?


Recentemente una puntata di Report ha messo in allarme l’italiano medio sulla sicurezza del dolcificante sintetico aspartame. Devo confessare, senza modestia, che conoscevo il problema da circa 10 anni grazie ad un sito che spesso mi risulta utile, anche se non affidabile e scientifico al 100%. A parte che i prodotti light e dolcificati si sono dimostrati soltanto aumentare la fame e il peso corporeo totale (e per questo l’aspartame viene messo nei pastoni degli animali da ingrasso), e tralasciando le vergognose violazioni e falsificazioni per l’approvazione del prodotto, come documentato dal servizio televisivo, non dovremmo noi nutrizionisti per primi e chiunque tenga alla propria salute agire secondo il principio di precauzione, cioè evitare tutto ciò che non si è dimostrato sicuro oltre ogni ragionevole dubbio?
Per questo dico no all’aspartame e preferibilmente a qualunque dolcificante sintetico, e citando il mio amico Luca Speciani, l’invito migliore che si può fare è quello di gustare i cibi al loro sapore naturale!
Inoltre facciamo un applauso all’Istituto Ramazzini, che ha condotto lo studio in maniera oggettiva e indipendente!


Aggiornamento 23/7/2019

Nuovi dubbi sulla sicurezza dell'aspartame, in particolare si accusa di conflitto d'interessi l'EFSA e chi ha fatto le revisioni
Aggiornamento 1/2/2020

Nei topi l'uso di aspartame in gravidanza, a dosi ritenute sicure, predispone la prole per avere più grasso e alterazioni del metabolismo glucidico. Questo avviene probabilmente alterando il microbiota e stimolando i recettori del gusto dolce, e predisponendo per il consumo di junkfood. Questo accade anche con la stevia ma in maniera meno marcata.

Aggiornamento 6/9/2021

Non esistono trattamenti approvati per la sindrome da fatica cronica (encefalomielite mialgica, CFS), una patologia che riduce la qualità della vita di milioni di persone al mondo.
Le cause sono molteplici, tra cui un'alterazione del metabolismo energetico (produzione di ATP nei mitocondri), una possibile acidosi metabolica (nel sangue o altri distretti come il liquido cerebrospinale), dovuta all'uso eccessivo della glicolisi (metabolismo anaerobico al posto dell'aerobico) e/o ridotta capacità di smaltimento dell'acido lattico prodotto, sonno non riposante; alcune infezioni possono essere legate alla CFS (mononucleosi, Giardia). Le conseguenze possono essere problemi neurologici e cognitivi, ridotte difese immunitarie, ridotta resistenza allo sforzo e difficoltà a stare in piedi. Spesso la condizione si presenta insieme a problemi gastrointestinali, reumatici ecc.
Il trattamento prevede, secondo le linee guida della Mayo Clinic farmaci sintomatici, stile di vita (occhiali a filtro per la luce blu, meditazione, relax) e, per quanto riguarda l'alimentazione, "dieta sana e varia a basso contenuto di alimenti trasformati. Alcuni pazienti possono essere in grado di ridurre al minimo i sintomi gastrointestinali eliminando determinati alimenti (come caffeina, alcol, cibi piccanti, aspartame, zucchero, possibilmente latticini o glutine)".

Aggiornamento 27/3/2022

In uno studio osservazionale, che quindi non può stabilire correlazione causale, l'uso di dolcificanti artificiali aumenta il rischio di tumori, in particolare acesulfame e aspartame. In generale i forti consumatori hanno il 13% in più di rischio rispetto ai non consumatori.
Più specificamente il consumo di aspartame è legato a un aumento del tumore al seno del 22% e dei tumori legati all'obesità del 15%.
I ricercatori suggeriscono una rivalutazione da parte dell'EFSA sulla sicurezza dei dolcificanti e che limitarli potrebbe essere un semplice modo per ridurre il rischio tumorale.


Aggiornamento 28/10/2024

Il consumo di cibo ultraprocessato si conferma legato al rischio di diabete di tipo 2.
Ogni porzione giornaliera appare aumentare il rischio del 2%.
Gli alimenti più legati sono: bibite zuccherate o dolcificate, carne processata (wurstel, pancetta ecc.) e snack dolci.
Il principale meccanismo è probabilmente legato alla carenza di fibre e di nutrienti in questo tipo di cibo.
Inoltre "Alcuni altri potenziali percorsi che possono contribuire alle associazioni osservate includono gli additivi alimentari (ad esempio conservanti, dolcificanti artificiali, coloranti) utilizzati per migliorare il sapore e/o prolungare la durata di conservazione e l'introduzione involontaria di composti chimici durante i processi di lavorazione e confezionamento degli alimenti (ad es. composti neoformati come gli AGEs). Il propionato, che viene utilizzato nei cereali per la colazione e negli involucri delle salsicce come conservante, può contribuire alla resistenza all’insulina stimolando la glicogenolisi e aumentando i livelli plasmatici di glucagone e di proteina legante gli acidi grassi 4 (FABP4). I dolcificanti artificiali come l'aspartame e il sucralosio, comuni negli alimenti e nelle bevande ultra-processati come sostituti dello zucchero, sono stati collegati a un rischio più elevato di diabete di tipo 2 in studi sperimentali ed epidemiologici. Acrilammidi, ammine eterocicliche e 5-idrossimetilfurfurale, formati durante la lavorazione, insieme a contaminanti dell'imballaggio come ftalati, bisfenolo A e sostanze perfluoroalchiliche, sono collegati a disturbi endocrini, infiammazioni, resistenza all'insulina e aumento del rischio di diabete".

Aggiornamento 20/2/2025

Tanto per cambiare, notizie negative sull'aspartame. Questo dolcificante artificiale è capace di aumentare il rilascio si insulina (dote solitamente attribuita ai carboidrati, in particolare quelli semplici) e così favorire l'aterosclerosi (con tanti saluti a quelli secondo cui l'insulina in eccesso non aumenta il rischio cardiovascolare).
L'effetto è dovuto alla presenza di recettori per il dolce lungo tutto il tratto gastrointestinale, col risultato di amplificare la risposta pancreatica di rilascio di insulina tramite una stimolazione nervosa parasimpatica del nervo vago.
L'eccesso di insulina stimola la risposta delle cellule immunitarie inducendo infiammazione e permettendo la formazione della placca aterosclerotica.