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lunedì 15 settembre 2025

Cibo ultradannoso

 

Il cibo ultraprocessato è legato a crescenti preoccupazioni per la salute.

Una recente posizione scientifica dell'AHA (cardiologi americani) fa un po' di chiarezza sui cibi ultraprocessati (UPF), quelli che fino a poco tempo fa chiamavamo junkfood, caratterizzati soprattutto dall'essere composti da più ingredienti, spesso tutti privati di nutrienti durante il processo industriale di produzione, insieme alla presenza di sale, zucchero e grassi che aumentano la palatabilità e quindi ci rendono desiderosi di mangiarne sempre più, senza indurre sazietà, con chiari effetti sul girovita.


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Oltre a provare a definire gli UPF, hanno anche deciso di descrivere ciò che è sano, creando una sincope in alcuni brontonutrizionisti che dicono che il cibo sano non esiste.

Il sommario recita così: "Col termine alimenti ultraprocessati (UPF) definiamo un nuovo modo di descrivere gli alimenti in base all'utilizzo di determinati additivi, distinti dai nutrienti tradizionali e dagli ingredienti naturali. Gli UPF inducono una preoccupazione crescente a causa del consumo diffuso e del potenziale impatto sui rischi per la salute. [...] La maggior parte degli alimenti contenenti additivi industriali è anche ricca di grassi nocivi, zuccheri aggiunti e sale. Sebbene gli additivi siano parte del problema, il problema principale è che bambini e adulti negli Stati Uniti consumano quantità eccessive di alimenti UPF carenti dal punto di vista nutrizionale. Tra questi rientrano bevande zuccherate, carni lavorate, cereali raffinati, caramelle, prodotti da forno e patatine, comunemente definiti "cibo spazzatura"."

I consigli sono ovviamente di "Ridurre l'assunzione della maggior parte dei cibi UPF, in particolare il cibo spazzatura, e sostituire la maggior parte dei cibi UPF con opzioni più sane come verdura, frutta, cereali integrali, legumi, frutta secca, semi, oli sani e fonti di proteine ​​magre.



Tuttavia, non tutti i cibi UPF sono dannosi. Alcuni tipi di pane integrale, yogurt a basso contenuto di zucchero, salse di pomodoro e creme spalmabili a base di frutta secca o legumi sono di migliore qualità alimentare, sono stati associati a migliori risultati in termini di salute e sono accessibili, consentendone la possibile inclusione nelle diete. Questi prodotti alimentari dovrebbero essere monitorati e riformulati se i dati futuri mostreranno danni alla salute generale."


Le diete ricche in UPF sono fortemente legate a effetti avversi sulla salute.
Non esiste ancora un consenso sulla definizione, ma questo è legato al fatto che " alcuni alimenti ricchi di nutrienti con caratteristiche UPF possono essere neutri o addirittura benefici per la salute. Inoltre, criteri come l'uso di additivi per la palatabilità sono spesso soggettivi, limitando ulteriormente il consenso su una definizione chiara".

Diverse società scientifiche hanno provato a fare una classificazione, dividendo gli alimenti in non processati, minimamente processati, processati, ultraprocessati o simili categorie, ma senza uniformità nel caratterizzare le categorie. Questo è un limite ma non è comunque una scusa per negare il problema che abbiamo col consumo di questi alimenti.

L'articolo fornisce anche gli ingredienti/additivi utili per verificare che un alimento sia UPF (in figura).




"Molti UPF contengono più additivi. In questo esempio, i nuggets vegetali contengono metilcellulosa e lecitina (emulsionanti), nonché difosfati (addensanti). †Le classi di additivi cosmetici includono (1) agenti di carica, (2) agenti carbonatanti, (3) coloranti, (4) emulsionanti, (5) sali emulsionanti, (6) aromi, (7) esaltatori di sapidità, (8) agenti schiumogeni, (9) agenti gelificanti, (10) agenti di rivestimento, (11) dolcificanti e (12) addensanti e antischiuma. ‡Le classi di sostanze alimentari senza uso culinario (EG, ingredienti non additivi) includono (1) varietà di zuccheri (EG, fruttosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, "concentrati di succhi di frutta", zucchero invertito, maltodestrina, destrosio, lattosio e altri zuccheri aggiunti di raro uso culinario), (2) oli modificati idrogenati o interesterificati, (3) amidi modificati e (4) fonti proteiche (EG, proteine ​​idrolizzate, isolati di proteine ​​di soia, glutine, caseina, proteine ​​del siero del latte e "carne separata meccanicamente"). §Gli UPF subiscono anche lavorazioni fisiche o chimiche industriali sequenziali (ad esempio, estrusione, stampaggio, prefrittura, frazionamento, macinazione, idrolisi, idrogenazione o modifiche chimiche), esposizione a imballaggi e contaminanti neoformati e marketing".

Gli UPF sono responsabili di una transizione nutrizionale verso una minore qualità dietetica, essendo privi di nutrienti utili ma ricchi in calorie.

Gli effetti diretti sulla salute sono molteplici.

La perdita della matrice alimentare e delle fibre comportano un rapido assorbimento dei nutrienti, con conseguente aumento di glicemia e insulina e successiva ipoglicemia, che fa aumentare l'appetito e altera la sua regolazione. La consistenza degli alimenti UPF spinge ad assumere più calorie a causa della consistenza e della scarsa sazietà indotta, con conseguente aumento di peso. Vengono stimolati i meccanismi di reward, inducendo dipendenza dai cibi UPF.




Gli UPF modulano negativamente il microbiota, la permeabilità intestinale e gli ormoni intestinali. Sono inoltre ricchi di sostanze dannose come gli AGEs, le ammine eterocicliche, l'acrilamide e derivati della plastica come ftalati, BPA e microplastiche (a causa del packaging).

Tra i pericoli per la salute, quello più certo è legato alla salute cardiovascolare, mentre le evidenze sono crescenti per l'insostenibilità ambientale e la comprensione dei meccanismi di nocività.

Come accennato all'inizio, la posizione si spinge anche a fare un elenco di cibi insalubri e cibi sani, chiarendo che ormai, prove scientifiche alla mano, la differenza tra i cibi è piuttosto netta, e, anche se di solito non è necessario eliminarli completamente, gli effetti sulla salute ci sono.

Per classificarli, oltre alla qualità nutrizionale, si fa anche cenno alla necessità di cucinare i cibi sani e al loro costo relativamente alto, contrapposto al basso prezzo e alla pronta consumabilità degli alimenti UPF. Alimenti come pasta e pane fresco bianchi, formaggi duri e alimenti derivati da quelli sani vengono classificati in giallo, ossia da consumare in moderazione.




L'articolo conclude ribadendo in sostanza di ridurre al minimo gli UPF e privilegiare gli alimenti, in particolare quelli vegetali, nella loro forma naturale.

Aggiornamento 23/9/2025

Nel modello animale il consumo di emulsionanti artificiali altera il microbiota e predispone per le malattie infiammatorie la prole (sia diabete che malattie intestinali).
Il microbiota stabilito alla nascita ha forte importanza ed è più difficile da modificare successivamente.


Aggiornamento 3/10/2025

L'uso di cibo ultraprocessato (UPF) è fortemente legato a peggioramento della sclerosi multipla, a conferma dell'utilità di una buona dieta per contrastare le malattie autoimmuni.

A 5 anni, chi ha avuto il maggior consumo di UPF ha il 30% in più di rischio di ricaduta della malattia, che ha periodi di maggiore intensità e di ridotta attività.

Il cibo nutrizionalmente denso fornisce nutrienti che migliorano l'integrità dei nervi e modulano la funzione immunitaria, che nella sclerosi multipla è rivolta contro la mielina che avvolge i nervi.

Senza questo fattore protettivo rappresentato dal cibo sano la malattia può quindi peggiorare

Aggiornamento 11/11/2025

Ormai si parla di MASLD (fegato grasso associato a disfunzione metabolica) perché la steatosi è essenzialmente associata allo stile di vita (i virus che provocavano epatite sono ormai tenuti a bada dai vaccini).

"Una condizione altamente diffusa tra gli adulti in tutto il mondo, la MASLD, è associata a complicanze epatiche, carcinoma epatocellulare, malattie cardiovascolari e alcuni tumori extraepatici. Il trattamento di prima linea include modifiche comportamentali, tra cui una dieta dimagrante, esercizio fisico ed eliminazione dell'alcol. Resmetirom e semaglutide sono farmaci approvati condizionatamente dalla FDA per il trattamento di adulti con MASH e fibrosi da moderata ad avanzata".

A livello alimentare, oltre agli alcolici, il problema sono gli alimenti processati, il fruttosio industriale e le carni grasse, che rappresentano una fonte di infiammazione e favoriscono la disbiosi (alterazione dei batteri intestinali) e obesità concentrata nell'addome, accompagnata da diabete e dislipidemia aterogena. Anche cortisonici, amiodarone e metotrexate favoriscono l'accumulo di grasso nel fegato.

A livello di alimentazione, "le diete ipocaloriche sia basso contenuto di carboidrati (lowcarb) e che di grassi (lowfat) hanno mostrato un'efficacia simile nel ridurre il grasso epatico e i biomarcatori correlati (come i livelli sierici di aminotransferasi) nei pazienti con MASLD. Le linee guida EASL raccomandano una dieta di tipo mediterraneo con un elevato apporto di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e olio d'oliva e limitando gli alimenti ultraprocessati, i grassi saturi e gli zuccheri raffinati per gestire la MASLD. L'aderenza dietetica a lungo termine è importante e può migliorare quando si considerano le preferenze individuali insieme a fattori clinici, culturali ed economici".

Trascurare la patologia porta alla fibrosi del fegato e poi alla cirrosi e al tumore epatico.

Aggiornamento 22/11/2025

Una combinazione di batteri nel nostro intestino può favorire l'aumento di peso.
Se sono presenti batteri metanogeni, aumentano i batteri capaci di usare la fibra per fare grassi a catena corta, che vengono usati come energia metabolizzabile dal nostro corpo. Aumenta in pratica l'estrazione di calorie dal cibo, in questo caso dalla fibra contenuta nei vegetali, e diete ritenute salutari possono invece favorire la deposizione del grasso.

"Questo potrebbe aiutare a spiegare perché lo stesso pasto può fornire un apporto calorico diverso a seconda dell'individuo una volta raggiunto il colon.

I ricercatori sottolineano che gli alimenti ricchi di fibre rimangono benefici. Le persone generalmente assorbono più calorie da una tipica dieta occidentale ricca di alimenti trasformati, indipendentemente dai livelli di metano. Ciononostante, l'assorbimento calorico con una dieta ricca di fibre varia a seconda della quantità di metano prodotta dall'intestino di una persona."

Infatti quando le persone sono state sottoposte a dieta occidentale o a dieta ricca in fibre, con la prima hanno ugualmente estratto più calorie dalla dieta, ma nella dieta ricca in fibre quelli con più metanogeni ne hanno estratto maggiormente. A proposito, come si può ben capire non tutte le calorie sono uguali.

Aggiornamento 24/11/2025

(Finalmente) Gli esperti denunciano l'industria alimentare per il suo ruolo nelle malattie moderne.

Le cause dell'obesità non vanno ricercate nella mancanza di volontà, ma nei prodotti dell'industria alimentare.

Secondo la revisione della letteratura disponibile pubblicata su Lancet, "La totalità delle prove supporta la tesi secondo cui la sostituzione di modelli alimentari consolidati con alimenti ultra-processati sia un fattore chiave del crescente peso globale di molteplici malattie croniche legate all'alimentazione".
In pratica senza gli alimenti UPF non esisterebbe l'epidemia di obesità e di patologie correlate.

I meccanismi riguardano sia l'eccessiva disponibilità di calorie, abbinate a consistenza e sapori che aumentano la palatabilità, insieme alla ridotta disponibilità di nutrienti sani come fibre e antiossidanti. Anche la presenza di contaminanti e additivi è una probabile causa di malattia.

Chi minimizza i danni o gli effetti degli alimenti ultraprocessati o è a libro paga delle industrie o si è fatto convincere da quelli a libro paga.


I provvedimenti politici basati sull'evidenza per migliorare gli ambienti alimentari includono:

🔖 adottare etichette di avvertenza obbligatorie sulla parte anteriore della confezione, che funzionano bene per informare i consumatori e ridurre gli acquisti;
👦🏼 proteggere i minori di 18 anni – in particolare sulle piattaforme digitali – dal marketing di alimenti ultra-processati ed estendere le tutele oltre gli "orari dei bambini";
💵 tassare le bevande zuccherate (di almeno il 20%) e alcuni alimenti ultra-processati; utilizzare i ricavi per sovvenzionare frutta, verdura e pasti preparati al momento per le famiglie a basso reddito;
🧋 rimuovere gli alimenti ultra-processati da scuole, ospedali e altre istituzioni pubbliche, limitare la quota di alimenti ultra-processati sugli scaffali dei supermercati e limitare la disponibilità di alimenti ultra-processati vicino alle scuole.

Invito a leggere la riflessione del prof Fontana al link


Aggiornamento 2/12/2025

Il consumo di alimenti ultraprocessati è associato ad aumento di marker di sofferenza cardiaca (stiramento della parete cellulare, NT-proBNP), ma non di danno infartuale.

Aggiornamento 11/12/2025

Un piccolo estratto dall'editoriale di Lancet sugli UPF, chissà se i nutrizionisti che dicono che non esistono l'hanno letto...

Al centro dell'industria UPF c'è la trasformazione su larga scala di materie prime a basso costo, come mais, grano, soia e olio di palma, in un'ampia gamma di sostanze e additivi di origine alimentare, controllata da un piccolo numero di multinazionali. Gli UPF sono commercializzati in modo aggressivo e progettati per essere iperappetibili, stimolandone il consumo ripetuto e spesso sostituendo gli alimenti tradizionali ricchi di nutrienti. In molti paesi ad alto reddito, gli UPF rappresentano circa il 50% del consumo alimentare delle famiglie e il consumo è in rapida crescita nei paesi a basso e medio reddito. I danni si estendono alla salute del pianeta. La produzione industriale, la lavorazione e il trasporto di materie prime agricole sono sistemi ad alta intensità di combustibili fossili e gli imballaggi in plastica sono onnipresenti negli UPF.
L'industria UPF genera enormi ricavi che sostengono una crescita continua e finanziano le attività politiche aziendali per contrastare i tentativi di regolamentazione degli UPF. Un pugno di produttori domina il mercato, tra cui Nestlé, PepsiCo, Unilever e Coca-Cola. È necessario un approccio globale, guidato dal governo, per invertire l'aumento del consumo di UPF. Le azioni prioritarie includono l'aggiunta di marcatori ultra-processati, come coloranti, aromi e dolcificanti non zuccherini, ai modelli di profilazione nutrizionale utilizzati per identificare gli alimenti non salutari; etichette di avvertenza obbligatorie sulla parte anteriore della confezione; divieti di marketing rivolti ai bambini; restrizioni su queste tipologie di alimenti nelle istituzioni pubbliche; e tasse più elevate sugli UPF. Il dominio del mercato e il potere politico dell'industria UPF devono inoltre essere affrontati con una politica di concorrenza più incisiva, sostituendo l'autoregolamentazione con una regolamentazione obbligatoria e contrastando l'interferenza aziendale.

[...]

L'industria UPF è emblematica di un sistema alimentare sempre più controllato da multinazionali che antepongono il profitto aziendale alla salute pubblica. La serie Lancet rafforza la necessità di un'immediata attuazione di politiche volte ad affrontare la sfida dell'UPF. Ciò richiede una risposta globale ben finanziata e coordinata, con politiche complete e sinergiche che affrontino le pratiche aziendali dannose e spezzino la morsa dell'industria UPF sui sistemi alimentari globali.

Aggiornamento 18/12/2025

Carni processate, cibo ultraprocessato e bibite zuccherate sono associate al rischio di tumori gastrointestinali anche nelle persone giovani. Per il tumore gastrico anche cibi salati, in salamoia e affumicati

Aggiornamento 30/12/2025

Indipendentemente dal contenuto calorico, il cibo ultraprocessato (UPF) altera la fertilità maschile, in confronto a una dieta fatta con cibo non processato.
Numerosi ormoni risultano alterati, come GDF-15, #testosterone e FSH. Risulta inoltre maggiore l'apporto di ftalati, sostanze presenti nella plastica che derivano dal packaging degli alimenti industriali. La motilità degli spermatozoi è ridotta.
Le 2 diete erano fatte in modo da avere le stesse calorie, ma chi assumeva i cibi processati aveva accumulo di grasso e peggioramento del rapporto tra LDL e HDL, un marker di rischio cardiovascolare.
"Nonostante l'abbinamento calorico delle diverse diete, abbiamo osservato differenze nell'accumulo di peso corporeo tra le diete, che sembrano riflettere variazioni nella massa grassa. Questa disconnessione tra energia totale consumata e peso corporeo suggerisce che l'apporto calorico totale non sia l'unico determinante dell'aumento di peso corporeo. Fattori come una diminuzione dell'energia metabolizzabile disponibile da alimenti non trasformati rispetto a quelli UPF e/o alterazioni del tasso metabolico causate da cambiamenti ormonali indotti dalla dieta, come il GDF-15, potrebbero contribuire ad alterare il bilancio energetico."
In pratica assumere cibo UPF riduce la spesa energetica e favorisce l'accumulo di grasso, sebbene in una bomba calorimetrica (lo strumento usato per calcolare le calorie di un alimento) non mostri differenze dal cibo non processato. A parità di calorie introdotte, se ne consumano meno. Questo è dovuto anche alla presenza degli interferenti endocrini come gli ftalati.
"Pertanto, [l'aggregazione degli studi] fornisce la prova che le calorie provenienti da alimenti non lavorati o UPF non vengono immagazzinate o metabolizzate in egual misura, anche quando controllate per il carico di macronutrienti", con buona pace (speriamo) di chi dice che tutte le calorie sono uguali.
Lo studio ha in sintesi evidenziato un peggioramento delle condizioni di salute, della composizione corporea e della salute riproduttiva degli uomini sottoposti alla dieta ultraprocessata

Aggiornamento 3/1/2026

In uno studio su 29mila infermiere sotto i 50 anni, chi usa più cibo ultraprocessato (UPF) ha il 45% di probabilità in più di incorrere in tumore del colon-retto rispetto a chi ne fa scarso uso. Sempre più studi mostrano il legame con questo (finto) cibo che sta probabilmente aumentando il rischio di un tumore che prima colpiva soprattutto in tarda età.
Tra i meccanismi proposti, l'alterazione del microbiota (alcuni batteri come particolari ceppi di E. coli producono colibactina e altre tossine e sono favoriti dal cibo spazzatura), il sovrappeso indotto dal junkfood, gli additivi (che alterano la flora e inducono permeabilità intestinale).

Aggiornamento 20/1/2026

Evitando gli alimenti processati e privilegiando quelli non alterati dall'industria, naturali e ricchi in nutrienti si favorisce la perdita dell'adiposità centrale e viscerale che è quella più associata con le malattie infiammatorie.

Migliorare la qualità della dieta, insieme all'attività fisica, è associato con dimagrimento e una migliore distribuzione del grasso. Questi risultati mostrano come, anche senza contare le calorie, certi comportamenti possano favorire migliore salute. Questo non vuol dire che le calorie non contino in senso assoluto, ma che un bilancio energetico negativo che favorisce l'utilizzo delle calorie di deposito si possa raggiungere anche senza focalizzarsi troppo sulle quantità.

Aggiornamento 26/1/2026

Il consumo di cibo ultraprocessato è associato a maggior rischio di autoimmunità tiroidea, in particolare in donne che assumono terapie ormonali per la menopausa

Aggiornamento 4/2/2026

In uno studio italiano che ha considerato i dati dello studio MoliSani, il cibo ultraprocessato è associato a ridotta aspettativa di vita nelle persone in cura per tumore. Chi ha il maggiore consumo ha un rischio di morte per qualsiasi causa del 48% rispetto a chi ha un basso consumo, mentre la mortalità tumorale sale del 59%.
Sebbene lo studio non implichi causalità, è coerente con le recenti scoperte sui danni indotti da questi alimenti. Tra le cause, l'aumento dell'infiammazione e della frequenza cardiaca a riposo indotti da questi alimenti.

Aggiornamento 12/2/2026

Come spesso accade gli studi non mostrano che i carboidrati devono essere molti o pochi, ma quel che conta è la loro origine. Se vengono da alimenti integri e non alterati dall'industria non aumenta il rischio cardiovascolare. Se al contrario le diete lowcarb o highcarb sono fatte principalmente con cibo spazzatura (che include pasta e pane non integrali) il rischio aumenta. Semplice, no?

Aggiornamento 4/3/2026

Un secolo fa, con la teoria del bilancio energetico, nacque l'idea che l'obesità fosse solo un problema di volontà. Nonostante anche oggi alcuni la pensino così, attualmente sappiamo che si tratta di una condizione patologica che è legata alla genetica e all'ambiente. Dire ancora "basta muoversi di più e mangiare meno" significa non aver capito nulla di questa patologia cronica e progressiva.

Oggi il BMI che si usa per classificare le persone in base al rapporto peso/altezza ha un uso limitato e si usa una componente antropometrica insieme a quella clinica, grazie all'aiuto del rapporto tra altezza e circonferenza addominale e della percentuale di grasso. Il concetto di peso ideale è sbagliato perché va sempre interpretato alla luce di quanto grasso e muscolo sono effettivamente presenti.

L'appetito e la sazietà sono regolati da una complessa rete neuroormonale, gestita da leptina, grelina, NPY, GLP1 ecc..
Esistono 3 tipi di fame: omeostatica, edonica e legata al microbiota. La prima è gestita dagli ormoni classici, la seconda è legata al cibo palatabile che fa in modo che si mangi più del necessario, la terza alla fermentazione delle fibre da parte del microbiota, che produce acidi grassi a catena corta utili per ridurre l'appetito.

L'accumulo di grasso in eccesso è legato essenzialmente all'eccesso calorico, ma contemporaneamente anche a tanti altri piccoli fattori che nel complesso portano alla condizione. Tra di essi:
⛓️‍💥mitocondri disfunzionali, che, non potendo ossidare correttamente i nutrienti, li spingono ad essere accumulati
🔎 espansione del tessuto adiposo, che diventa infiammato e disfunzionale
🫃🏻accumulo ectopico del grasso, in tessuti in cui non ci deve essere (addome, cuore, fegato, muscolo ecc.), che spinge l'infiammazione e l'insulinoresistenza
🩸alterazione delle citochine rilasciate dagli adipociti
🔥ridotta attività del grasso bruno, con ridotta spesa energetica
🧬 genetica ed epigenetica, ossia predisposizione ereditaria e nell'espressione dei geni, che può essere regolata per risparmiare la spesa energetica
🦠microbiota, che influenza immunità, calorie estratte dalla dieta, infiammazione. Anche l'infezione virale da adenovirus-36 può favorire l'accumulo di grasso
🕔 l'alterazione dei ritmi circadiani
🤯 lo stress può favorire il cortisolo e quindi insulinoresistenza e accumulo di grasso viscerale
🌡️l'innalzamento delle temperature riduce la termogenesi
🏭l'inquinamento può interferire con i sistemi ormonali (interferenti endocrini presenti nella plastica) favorendo l'accumulo di grasso
🍩la disponibilità di cibo ultraprocessato e in generale la vita nelle grandi città, senza spazi per l'attività fisica favoriscono l'aumento di peso

Tra gli interventi preventivi che funzionano, l'accesso al cibo sano (anche tramite politiche di disincentivazione del cibo ultraprocessato), all'attività fisica e all'educazione tra i giovani, le consulenze, anche digitali, tra gli adulti.

Aggiornamento 24/3/2026

Un'alimentazione con 9 porzioni di cibo ultraprocessato (UPF) al giorno conferisce un rischio cardiovascolare (infarti e ictus) maggiore del 67%. Lo studio è fatto sulla popolazione USA, quindi non proprio applicabile a noi, lì il cibo è tutto in busta si può dire...
Tuttavia, vi sembra difficile arrivarci? In realtà non ci vuole tanto. Vi faccio un esempio. Colazione: yogurt o latte zuccherati + biscotti. Merenda: cracker. Pranzo: pasta con salsiccia e una bibita. Merenda: un gelato o uno snack. Cena: bastoncini di pesce e pane bianco. Un cioccolatino come coccola dopo cena. Siamo a 10 porzioni. (Non considero eventuale frutta e verdura aggiunta che certo male non fanno e probabilmente "mitiga" l'effetto del cibo spazzatura). Questa è comunque simile all'alimentazione che ha la maggior parte delle persone, tra cui anche molti bambini e adolescenti, senza alimenti veri non processati, soprattutto se si tende a stuzzicare durante la giornata (certo non le carote). Oggi consideriamo UPF anche alimenti ritenuti normali come pasta e pane bianchi e tutto ciò con ingredienti aggiunti che non siano l'alimento stesso (additivi, esaltatori di sapidità, zuccheri, emulsionanti ecc.)

Tra gli alimenti maggiormente associati, nelle analisi dei sottogruppi, quelli zuccherati, a smentire la nozione che i più pericolosi siano le carni processate.

Aggiornamento 25/3/2026

L'utilizzo di cibo ultraprocessato nel periodo che precede la gravidanza è associato a ridotta fertilità, sia nella donna che nell'uomo.
Se l'uomo mangia male, ha ridotta capacità di produrre spermatozoi sani e tende ad essere subfertile (fertilità inferiore alla norma). Se lo fa la donna, ha ridotto sviluppo dell'embrione e delle dimensioni del sacco vitellino. Mangiare bene è importante, soprattutto alla ricerca della gravidanza per entrambi i genitori.

Aggiornamento 3/4/2026

Cosa dicono le linee guida americane 2026 per la gestione della dislipidemia (alterazione di colesterolo e/o trigliceridi)? È opportuno testare quanto prima anche i bambini per vedere se hanno queste alterazioni. Purtroppo la sedentarietà e l'alimentazione ricca di cibo ultraprocessato sono sempre più diffuse tra i giovani e questo fa sì che anche i bambini si ritrovino con ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.

Per ridurre il rischio cardiovascolare, seguire gli 8 pilastri della salute (dieta sana, attività fisica, niente nicotina, sonno adeguato, peso forma, colesterolo, glicemia e pressione sanguigna controllate).

Una dieta salutare (sostanzialmente la dieta mediterranea, ma ormai la raccomandazione generale è di evitare il cibo processato) riduce l'infiammazione (fattore indipendente di rischio cardiovascolare) e moderatamente le LDL, ed ha una raccomandazione di classe 1A, ossia il massimo grado di evidenza scientifica nelle linee guida cliniche. Quando sentite uno che vi dice che bastano i farmaci, mente. Non puoi mangiare il buondì perché tanto ci spolveri sopra la statina. O meglio, puoi, ma stai agendo fuori dalle linee guida se lo consigli o se lo fai.

I medici dovrebbero indagare sulle abitudini delle persone e dare indicazioni per correggerle. "La gestione dello stile di vita è fondamentale per la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari aterosclerotiche e dovrebbe affiancare la terapia medica per ottenere i migliori risultati."

L'aterosclerosi è accelerata, a tutte le età, dalla presenza di elevate quantità di lipoproteine ApoB, ossia il numero di "trasportatori", che si trovano soprattutto nel colesterolo LDL. Chi ha più particelle le ha piccole e dense, e queste sono quelle più pericolose. In pratica LDL è un "target surrogato" (non ci dà informazioni sul tipo di particelle, grandi o piccole), ma più rimangono alte durante la vita queste lipoproteine più aumenta l'aterosclerosi. Per questo è importante avere abitudini alimentari corrette sin da giovani, in modo da mantenere livelli di lipidi adeguati che non portino a inizio e progressione dell'aterosclerosi.

"Ulteriori fattori possono influenzare il rischio di dislipidemia, tra cui un reddito inferiore, l'insicurezza alimentare, la professione, e vari indici ambientali." Purtroppo infatti questi fattori sono legati a cibo di qualità inferiore e maggiore esposizione ad ambienti meno salutari.

A livello di dieta, cosa si consiglia sui grassi? Privilegiare i grassi mono e polinsaturi, quelli presenti nella frutta secca/oleosa e negli oli vegetali, rispetto ai grassi saturi, presenti negli alimenti di origine animale e negli oli tropicali, come cocco e palma, ma "i benefici per la salute derivanti da questo scambio possono essere vanificati dall'eccesso di zuccheri raffinati e da altri aspetti degli alimenti ultra-processati". Ossia è inutile mangiare il cornetto fatto con gli oli di mais perché lì ci sono gli zuccheri che rovinano tutto. Limitare il colesterolo alimentare è poco significativo (demonizzare le uova, per capirci, la maggior fonte di colesterolo alimentare).

Anche in caso di ipertrigliceridemia è fortemente consigliato farsi seguire da un nutrizionista. È opportuno ridurre zuccheri e carboidrati da fonti raffinate; si raccomanda inoltre di minimizzare l'alcol e ridurre i grassi totali. Anche le diete a bassissimo contenuto di carboidrati sono efficaci nel ridurre i trigliceridi, oltre che il peso. Possono però, in individui predisposti, aumentare le LDL, quindi c'è incertezza sull'esito del rischio cardiovascolare. L'indice glicemico è un parametro da considerare. Sono consigliabili 2 porzioni di pesce grasso a settimana. Persone con trigliceridemia altissima possono far ricorso a supplementazione di vitamine liposolubili, minerali e MCT se fanno una dieta ristretta.

La perdita di peso è indicata in caso di eccesso ponderale.

Non vengono consigliati supplementi per migliorare i lipidi plasmatici, non ci sono evidenze di una loro efficacia. L'attività fisica deve essere sia aerobica che anaerobica.

Le statine rimangono il farmaco d'elezione per la riduzione delle LDL, mentre sono inefficaci nel ridurre Lp(a). Nelle persone con dolori attribuibili alle statine, è bene utilizzare altri approcci farmaceutici.

In particolare le nuove linee guida suggeriscono di testare ApoB per capire meglio il rischio cardiovascolare, una volta ridotto LDL. "Le linee guida aggiornate supportano maggiormente il test dell'apolipoproteina B (apoB) e il punteggio CAC per affinare la valutazione del rischio e guidare il trattamento in determinati pazienti.

"L'apoB conferisce un reale valore aggiunto alla capacità del medico di prevedere eventi futuri e di stabilire se sussista o meno una potenziale anomalia genetica", ha spiegato il prof. Stone, uno degli autori. Il livello di apoB di un paziente rappresenta il numero totale di particelle lipoproteiche aterogene (LDL, lipoproteine ​​a bassissima densità e Lp(a)) e non è influenzato dal digiuno."


Aggiornamento 16/4/2026

Le persone cha assumono più alimenti ultraprocessati hanno infiltrazione di grasso nel muscolo, in un campione di persone a rischio di osteoartrite. Al di là del problema estetico di un muscolo che appare meno tonico di cui ce ne possiamo fregare, si tratta di un grasso che determina alterazioni metaboliche, ossia il muscolo non riesce a funzionare correttamente in particolare per quanto riguarda la riduzione della glicemia. Avere più muscolo infatti significa avere un maggiore effetto tampone quando mangiamo carboidrati, cosicché la glicemia non si alza notevolmente dopo i pasti. Con un muscolo inefficiente invece comporta maggiori glicemie postprandiali e quindi maggiore rischio per la salute.

"Sebbene gli UPF siano fonti di energia sostanziali, principalmente a causa dell'aggiunta di grassi e zuccheri per aumentarne la palatabilità, sono fonti inadeguate di proteine ​​e nutrienti essenziali. Una dieta di scarsa qualità, priva di nutrienti essenziali, potrebbe compromettere il mantenimento muscolare, portando a infiltrazione di grasso muscolare. Il muscolo scheletrico, che modula il metabolismo energetico e lipidico, costituisce circa il 40% del peso corporeo totale e contiene il 50%-75% di tutte le proteine ​​corporee. Con l'avanzare dell'età, il tessuto adiposo del corpo aumenta a scapito della massa muscolare. Questo eccesso di grasso viene immagazzinato nei compartimenti viscerali e intramuscolari, con implicazioni infiammatorie e funzionali".

Si tratta fondamentalmente di un segno di invecchiamento, che gli alimenti UPF rendono più veloce.