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giovedì 1 ottobre 2015

Bibita poco ecologica



Adesso si scopre che non fanno bene anche all'ambiente: per ogni litro di bibita prodotta sono necessari fino a 620 litri di acqua, ci spiega il prof Katz della Yale University su Nature. Un costo ecologico enorme insomma.

Secondo il New York Times e Lancet inoltre la Coca Cola Company paga gli scienziati per ripulire la propria immagine. 
Invito quindi sempre a verificare la fondatezza delle notizie, e soprattutto il conflitto d'interesse di chi ve le dà!

http://www.danilic.com/share-a-coke-now-includes-even-more-names/

Aggiornamento 8/6/2015

La prossima volta che sentite la pubblicità della Sprite che dice "ascolta la tua sete", rispondete alla sete che le bibite zuccherate esacerbano la deidratazione.


la felicità della bibita ti ha dato il diabete


Aggiornamento 8/10/2016

Pare che Coca Cola voglia pagare i dietisti USA per twittare contro la tassa sugli zuccheri.

Aggiornamento 15/1/2017

Chi sono i migliori amici di Big Sugar (la lobby dello zucchero)? I nutrizionisti che ancora credono che "di tutto un po'" non faccia male, sia tutta una questione di calorie ecc., sebbene questa visione sia stata smentita dalla fisiologia. Finché si difende questo dogma, l'industria può legittimamente propinare i suoi prodotti, salvata dal "solo l'eccesso di calorie fa ingrassare"
La visione che lo zucchero fosse necessario alla dieta dell'uomo è un concetto di quasi 50 anni fa, dovuto al pagamento di tangenti nei confronti di alcuni ricercatori. 
Una metanalisi ha chiarito che gli unici studi che assolvono gli zuccheri sono quelli pagati dalle industrie: le revisioni sistematiche con conflitti di interessi finanziari hanno cinque volte più probabilità di presentare una conclusione senza associazione positiva tra il consumo di bibite gassate e obesità rispetto a quelli senza finanziamento.

Aggiornamento 8/3/2017

La tassa sulle bevande zuccherate in Messico continua a dare buoni risultati

Aggiornamento 22/3/2017

I produttori di bibite contribuiscono all'inquinamento, soprattutto marino, anche grazie agli imballaggi

Aggiornamento 10/4/2017

Come si fa a far credere alla gente che l'obesità non dipende dallo zucchero ma solo dalla sedentarietà? basta pagare gli scienziati per diffondere la bufala

Aggiornamento 23/7/2017

Le bibite consumate nei giovani, sia normali che light, aumentano il rischio di dismetabolismo

Aggiornamento 22/12/2017

Evitare le bibite gassate aumenta la probabilità di successo della fecondazione in vitro

Aggiornamento 21/11/2018

In ragazzi obesi, abbandonare le bibite gassate per 3 giorni porta a dei veri e propri sintomi da dipendenza e astinenza: mal di testa, diminuzione della motivazione al lavoro, umore depresso e scarsa capacità di concentrazione, desiderio di bevande zuccherate e valutazioni più basse del proprio benessere generale.

Aggiornamento 31/12/2018
Le bibite zuccherate aumentano il rischio di malattia renale (CKD) in una coorte di afroamericani.
In un editoriale abbinato allo studio hanno scritto gli autori: "Mentre alcune città statunitensi selezionate hanno ridotto con successo il consumo di SSB [bibite zuccherate] attraverso la tassazione, altre città hanno resistito agli sforzi di sanità pubblica per ridurre il consumo di SSB". "Questa resistenza culturale alla riduzione del consumo di SSB può essere paragonata alla resistenza culturale alla cessazione del fumo negli anni '60 dopo la pubblicazione del rapporto che dimostrava i suoi danni: negli anni '60 l'uso del tabacco era considerato una scelta sociale e non un problema di salute pubblica o sociale ".
In un editoriale di accompagnamento riservato alla "voce dei pazienti", Duane Sunwold ha spiegato di essere un paziente affetto da CKD che ha cambiato il suo modo di mangiare e bere per mettere la sua malattia in remissione.
Aggiornamento 26/1/2019
Bere bibite zuccherate dopo l'attività fisica può portare a ulteriore disidratazione e aumenta i marker di danno renale

Aggiornamento 23/3/2019

Più si beve bibite zuccherate (SSB), più sale il rischio di morte prematura. Il legame è proporzionale. Nello studio bere da una a quattro bevande al mese è legato ad un aumento del rischio dell'1%; da due a sei a settimana con un aumento del 6%; da uno a due al giorno con un aumento del 14%; e due o più al giorno con un aumento del 21%. Inoltre si è dimostrato un modesto legame tra il consumo di SSB e il rischio di morte precoce da cancro. "Questi risultati sono coerenti con i noti effetti avversi dell'alta assunzione di zuccheri sui fattori di rischio metabolici e la forte evidenza che bere bevande zuccherate aumenti il rischio di diabete di tipo 2, a sua volta un importante fattore di rischio per morte prematura. Supportano inoltre le politiche di limitazione della pubblicità delle bevande zuccherate a bambini e adolescenti e per l'attuazione della soda-tax perché il prezzo corrente delle bevande zuccherate non include gli alti costi di trattamento delle conseguenze ", ha detto Walter Willett, professore di epidemiologia e nutrizione.

Aggiornamento 21/4/2019

Mentre in Italia i produttori di zucchero sponsorizzano convegni e stipendiano "esperti" di alimentazione, nel Regno Unito si stima che il programma di riduzione del consumo di zucchero possa portare a 155 mila diabetici in meno nei prossimi 10 anni e un risparmio di 650 milioni di euro/anno per lo sanità pubblica, con un incasso dalla sugartax di circa 300 milioni.
Aggiornamento 10/5/2019

Quando la CocaCola sponsorizza uno studio, per contratto può avere l'ultima parola sulla pubblicazione, e bloccarla (o bloccare lo studio) in caso di risultati negativi. Questo è emerso dall'esame di documenti riservati resi pubblici solo grazie a una speciale legge che ha dato il diritto di accesso. "Prese insieme, queste clausole potrebbero sopprimere "informazioni critiche sulla salute", e probabilmente lo hanno già fatto, secondo gli autori dello studio. Gran parte dei supporti della ricerca Coca-Cola riguarda i settori della nutrizione, dell'inattività fisica e del bilancio energetico", concludendosi con il classico "all'interno di una dieta bilanciata il prodotto non è dannoso". Gli autori sostengono che "le clausole contravvengono agli impegni di Coca-Cola per un sostegno trasparente e "illimitato" alla scienza, che è arrivato dopo aver criticato l'opaco modo in cui alcune grandi aziende alimentari finanziano la ricerca sanitaria.". 

Da anni molti "scienziati" sono nel suo libro paga, ma tutti fanno finta di nulla.  

"Stiamo già ascoltando accuse da parte di esperti in nutrizione che l'industria alimentare sta copiando le tattiche delle industrie del tabacco. La responsabilità sociale delle imprese deve essere molto più di semplici siti Web che affermano politiche progressiste che vengono ignorate".
Il consumo di cibi e bevande ad alto contenuto calorico e basso contenuto di nutrienti è considerato un fattore importante nell'epidemia di obesità infantile. L'anno scorso, il governo del Regno Unito ha introdotto una "tassa sullo zucchero" su molte bevande analcoliche, tra cui il prodotto di punta della Coca-Cola, con documentati vantaggi sulla salute e le casse dello stato.

I ricercatori premono perché l'industria alimentare  aggiorni i contratti di ricerca in linea con i nuovi impegni pubblici.
"Il caso della Coca-Cola suggerisce una continua mancanza di trasparenza a cui si dovrebbe porre rimedio con informazioni sui finanziamenti, piuttosto che basarsi su conflitti di interesse auto-dichiarati".

"La mancanza di informazioni attendibili  da parte dell'industria e sugli studi terminati prima della pubblicazione dei risultati, rende impossibile sapere quanta parte della ricerca che entra nel dominio pubblico riflette le posizioni dell'industria".

Aggiornamento 26/6/2019

Secondo una revisione degli studi, una tassa del 10% sulle bibite zuccherate riduce del 10% il consumi. L'OMS suggerisce ai governi di applicare una tassa del 20% per avere un impatto significativo sulla salute

Aggiornamento 12/7/2019

Secondo uno studio osservazionale, che quindi non può stabilire legame causale ma solo associazione, ogni 100 mL di bibite gassate zuccherate al giorno il rischio di tumore aumenta del 18% (del 22% quello di tumore al seno). Il meccanismo potrebbero essere dovuto allo zucchero, che aumenta il grasso viscerale, la glicemia e l'infiammazione, tutti fattori protumorali. Anche il 4-metilimidazolo (colorante caramello) potrebbe avere un ruolo. Anche i succhi di frutta senza zuccheri aggiunti hanno mostrato un'associazione.
Aggiornamento 23/8/2019
Bibite zuccherate durante un'attività sedentaria sono una combinazione metabolica letale, che aumenta glicemia e insulina e predispone per l'aumento di peso.
Aggiornamento 7/9/2019
Ennesima conferma che la sugartax sia una cosa buona e giusta.
Tassare le bibite zuccherate in base al quantitativo effettivo di zucchero (e non a quello di bibita) riduce del 22% il consumo e causa una riduzione del peso di oltre un kg, riducendo obesità e diabete del 2% (in numeri negli USA: 2 milioni di obesi e 36 mila diabetici in meno), con un risparmio sui costi sanitari di 1,4 miliardi di $ all'anno.
Aggiornamento 19/10/2019
Secondo il rapporto su clima e nutrizione di Lancet, "sono noti i legami tra consumo eccessivo di carne e obesità e relativi malattie non trasmissibili (diabete, tumori ecc). Un consumo eccessivo di carne può contribuire all'obesità. il consumo di carne rossa (in particolare carne processata) è associato ad un aumentato rischio di malattie non trasmissibili compresi malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcuni tumori.
Gli alimenti di origine animale, compresa la carne, forniscono una ricca fonte ad elevata biodisponibilità di micronutrienti, soprattutto per i bambini piccoli, e apportano un contributo importante alle diete di alta qualità se consumati con moderazione. In molte regioni, la produzione di bestiame è anche un importante contributo ai mezzi di sussistenza, al reddito familiare e alla ricchezza nazionale, e nelle aree semi-aride e aride ci sono spesso pochi altri usi produttivi del territorio. Tuttavia, la produzione di mangimi per il bestiame può distogliere il cibo dal consumo umano diretto e minacciare la sicurezza alimentare e il sostentamento delle popolazioni per l'espansione di terreni coltivati ​​per la produzione di mangimi (vedi Amazzonia), che è anche un'importante causa di deforestazione".
Si stima che gli allevamenti contribuiscano per il 19% ai gas serra e per il 70% al consumo delle risorse agricole.
Anche il cibo spazzatura ha un impatto ambientale (fino al 39% tra acqua, CO2, energia e sfruttamento del terreno) e ridurre il suo consumo è una priorità per l'ambiente e la salute.
In Messico la sugartax è stata efficace nel ridurre il consumo di bibite zuccherate fino all'11%
Aggiornamento 21/2/2020
In Cile la tassa sulle bibite zuccherate, insieme agli avvertimenti in etichetta, hanno portato a una riduzione del consumo del 23%. Nel Regno Unito la tassa sullo zucchero ha portato a una riduzione delle bibite con oltre 5g di zucchero per 100mL dal 49 al 15%. Tutto questo porterà sul lungo periodo a risparmi per i sistemi sanitari, che altrimenti andrebbero al collasso. Nel mentre in Italia le industrie dolciarie sponsorizzano i corsi di aggiornamento.
Aggiornamento 29/2/2020
Se volete gestire il colesterolo, forse è meglio preoccuparsi più delle bibite zuccherate che delle uova: l’uso di bibite è infatti associato con dislipidemia aterogena (trigliceridi alti e HDL basse)
Aggiornamento 6/5/2020
Mezzo litro di bibita zuccherata con fruttosio (HFCS) porta all'attivazione del sistema simpatico e all'aumento della resistenza vascolare a livello renale, grazie all'aumento di acido urico e vasopressina (ADH). Questo si traduce alla lunga in ipertensione e danno renale
Aggiornamento 29/8/2020

Il fruttosio in dosi eccessive, quali quelle di una bibita zuccherata per esempio, è la tempesta perfetta per creare steatosi epatica (fegato grasso). La sua ingestione blocca una proteina che tiene le giunzioni intestinali vicine, creando permeabilità intestinale. In questo modo tutte le endotossine intestinali arrivano ai macrofagi, infiammandoli. Inoltre il fruttosio che arriva al fegato spinge la lipogenesi (produzione endogena dei grassi, ulteriormente stimolata dall'infiammazione), che si accumulano nel fegato.

Aggiornamento 18/9/2021

La sugartax entrerà in vigore in Italia nel prossimo anno, ha dimostrato di funzionare negli altri paesi e la prova migliore è che l'industria del cibo sia contraria
Aggiornamento 10/11/2022

In un nuovo studio si mette in mostra come il cibo spazzatura crei dipendenza in maniera simile al tabacco. L'azione sui centri cerebrali della dipendenza e della ricompensa è simile. Inoltre le compagnie del tabacco hanno comprato alcune grandi compagnie alimentari, in un certo senso attaccandoci da più fronti e usando tecniche di marketing e di lobbying simili a quelle usate per il fumo.
Questo può essere problematico per quanto riguarda la ricerca e la messa in pratica di politiche sanitarie utili alla popolazione.
Gli autori concludono osservando "Ciò ha ritardato l'attuazione di strategie efficaci per affrontare questa crisi di salute pubblica, che è costata milioni di vite. A differenza del fumo, tutti abbiamo bisogno di mangiare. Negli ultimi 40 anni, gli alimenti processati sono diventati di uso comune e dominano l'ambiente alimentare, ma non possiamo trascurare loro potenziale di creare dipendenza e dannoso".

Aggiornamento 16/2/2023

Secondo una revisione degli studi, ogni porzione di bibita zuccherata (SSB) è associata a un aumento di peso di 0,42 kg in bambini e adolescenti. I risultati sono in linea con quelli di altri studi e forniscono l'evidenza che il consumo di queste bevande promuova l'aumento di peso e che ridurre il loro consumo sia associato con un calo del peso.
"Si ritiene che le SSB contribuiscano a un peso maggiore e all'aumento di peso attraverso diversi meccanismi. In primo luogo, possono portare ad un aumento di peso attraverso una bassa sazietà e una ridotta termogenesi nei pasti successivi legata all'ingestione di calorie liquide. Il consumo eccessivo di bevande zuccherate altamente appetibili può determinare un eccesso di energia (introdotta) e, quindi, uno squilibrio energetico e un aumento di peso se l'apporto energetico non viene regolato ai pasti successivi. Gli studi hanno anche suggerito un aumento di peso maggiore dopo il consumo isocalorico di bevande rispetto a quello di cibi solidi. Ciò suggerisce che bere zuccheri liquidi contribuisce a un maggiore apporto energetico rispetto alle calorie dello zucchero solido. Le SSB possono anche contribuire all'aumento di peso dovuto alla risposta metabolica del fruttosio se consumati in eccesso calorico. Queste bevande sono spesso addolcite con HFCS o saccarosio, entrambi zuccheri contenenti fruttosio. Un'ipotesi che collega il fruttosio all'aumento di peso e all'obesità suggerisce che il fruttosio non stimola la leptina, l'ormone della sazietà, né sopprime la grelina, l'ormone della fame. La ridotta segnalazione di sazietà dovuta al fruttosio può promuovere un bilancio energetico positivo. Se consumato in eccesso, il fruttosio ha dimostrato di aumentare i fattori di rischio cardiometabolico, tra cui obesità, ipertensione, insulino-resistenza e dislipidemia. Tuttavia, gli effetti metabolici dannosi del fruttosio sull'aumento di peso sembrano essere in gran parte guidati da condizioni di surplus energetico. Il fruttosio, a differenza del glucosio, ha una sua via di metabolizzazione unica in cui viene preferenzialmente processato nel fegato. Se consumato in eccesso, il fruttosio può portare alla lipogenesi de novo epatica, che può portare alla produzione di lipoproteine ​​a bassissima densità e trigliceridi postprandiali. I potenziali effetti deleteri dell'eccesso di fruttosio possono essere ulteriormente esacerbati da una scarsa attività fisica, che è spesso associata a cattive abitudini di vita, incluso il consumo di SSB".

Aggiornamento 22/4/2023

Per persone con diabete assumere bibite zuccherate è un po' come buttare benzina sul fuoco.
🥤 Tra gli adulti con diabete di tipo 2, una maggiore assunzione di bevande zuccherate (SSB) è associata a una maggiore mortalità per tutte le cause e incidenza di malattie cardiovascolari, mentre l'assunzione di caffè, tè, acqua naturale o latte scremato è stata inversamente associata a mortalità per tutte le cause
Un maggiore aumento del consumo di caffè e tè dopo la diagnosi di diabete è stato significativamente associato a una minore mortalità per tutte le cause
💧 La sostituzione delle SSB con caffè, tè o acqua naturale è stata associata in modo statisticamente significativo a una minore mortalità per tutte le cause tra gli adulti con diabete.


Aggiornamento 4/2/2024

L'applicazione della sugartax in alcuni stati degli USA ha portato a un aumento del prezzo del 33% e una contemporanea riduzione degli acquisti del 33% delle bibite zuccherate. Questo testimonia come la facile reperibilità a prezzi bassi sia un motivo di incentivo al consumo.
La tassa porterebbe a una riduzione dei costi sanitari e sarebbe quindi un guadagno per tutti, tranne che l'industria alimentare.

Aggiornamento 15/9/2024

Il Fatto Alimentare parla del libro che descrive i conflitti d'interessi e la corruzione dell'industria dello zucchero nei confronti di alcuni scienziati

Aggiornamento 7/11/2025

Anche nello stato di Washington la tassa sulle bibite zuccherate ha contribuito a far calare il tasso di obesità.
Tra i pochi che non hanno il coraggio di metterla ci sono gli italiani, di qualsiasi colore politico.

sabato 8 marzo 2014

Coca cola buona


Ho letto una "point of view" (punto di vista), una sorta di analisi di lavori con analisi soggettiva, che mi ha fatto molto ridere, intitolata "Bevande gassate e sistema gastrointestinale: tra mito e realtà".
L'articolo comincia descrivendo l'acqua Perrier e le sue straordinarie proprietà che aiutarono Annibale a oltrepassare i Pirenei. Pare che pure gli elefanti lo ringraziarono.
In pratica le bevande gassate (non facendo distinzione tra zuccherate, dolcificate o solo addizionate di CO2) vengono dipinte come moderatamente benefiche per la salute, non provocano reflusso gastroesofageo ma anzi fanno fare il ruttino che aiuta a digerire, sono lievemente correlate con le carie dentali ma non troppo, diventano piacevoli per il gusto (allora non mettiamo zucchero, visto che bastano le bollicine?), aumentano l'assorbimento dell'aspirina (come se ne avessimo bisogno ogni giorno), nell'intestino compensano l'anidride carbonica dei fluidi corporei, non fanno male al fegato, aiutano a mangiare di meno.

Poi leggo che nella lista degli autori uno viene indicato come dipendente della "The Beverage Institute for Health & Wellness, L.L.C., Coca Cola Company, Atlanta, USA". 

Allora ho capito che non c'era molto da ridere.
Non ho nulla contro l'acqua gassata, sconsigliata solo a chi soffre di reflusso (un numero sempre maggiore di persone purtroppo), ma in questo pezzo non la si distingue dalle bevande zuccherate.

http://www.sparkpeople.com/resource/funnies-cartoon.asp?id=304


Cari ricercatori e dipendenti vari, nelle riviste scientifiche si dovrebbe dichiarare il conflitto d'interessi. Certo, sappiamo bene che in Italia non è molto di moda, ma almeno l'americano...

http://blog.e-conomic.co.uk/conflict-of-interest/


PS per chi volesse leggere la vera storia delle bevande gassate e zuccherate, eccola.

Aggiornamento 20/6/2016

Un bell'articolo di Authoritynutrition.com sui benefici delle acque frizzanti (senza zucchero!).

Aggiornamento 5/10/2016

Tra tutti gli zuccheri, quelli in forma liquida di bibite gassate e succhi vari sembrano i peggiori.

Aggiornamento 8/10/2016

Pare che Coca Cola voglia pagare i dietisti USA per twittare contro la tassa sugli zuccheri.

Aggiornamento 12/10/2016

L'"esperto" Giampietro continua con l'argomento "lo zucchero è innocente", come se non fosse già stato smentito abbastanza.
6 ragioni per evitare il fruttosio industriale.
Coca e Pepsi sponsorizzano gli eventi sulla salute.


la felicità ti ha dato il diabete

Aggiornamento 21/12/2016
Secondo una nuova revisione dei dati, i consigli delle linee guida di ridurre lo zucchero sono basati su studi di scarsa qualità. Peccato che sia finanziata dalle industrie dello zucchero stesse. Ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa seria.


Aggiornamento 27/1/2017

Pare che il vice presidente di McDonalds, sotto giuramento ad una audizione sulla salubrità del loro cibo, disse che la Coca Cola è nutriente perché contiene acqua

Aggiornamento 10/4/2017

Come si fa a far credere alla gente che l'obesità non dipende dallo zucchero ma solo dalla sedentarietà? basta pagare gli scienziati per diffondere la bufala

Aggiornamento 4/9/2017

Il nuovo capo della CDC (Centro per il controllo delle malattie USA) pensa che Coca Cola sia un alleato nella lotta all'obesità. Forse hanno intenzione di chiudere.

Aggiornamento 22/12/2017

Evitare le bibite gassate aumenta la probabilità di successo della fecondazione in vitro

Aggiornamento 18/9/2018

Coca Cola investe 8 milioni di euro in 8 anni per spingere i ricercatori spagnoli a minimizzare l'impatto della nutrizione ed esaltare quello dell'inattività fisica tra le cause dell'obesità infantile. A me ricorda qualcosa, tipo questo documento di NutritionFoundation, ossia i soliti noti Ghiselli, Del Toma e compagnia bella.
Ecco invece alcuni italiani che hanno dichiarato di ricevere fondi da Coca Cola (molti hanno preferito non comparire in lista, chissà perché)

Aggiornamento 15/3/2019

Il consumo di bibite gassate zuccherate si associa a un peggiore stato nella sclerosi multipla

Aggiornamento 23/3/2019

Più si beve bibite zuccherate (SSB), più sale il rischio di morte prematura. Il legame è proporzionale.
Nello studio bere da una a quattro bevande al mese è legato ad un aumento del rischio dell'1%; da due a sei a settimana con un aumento del 6%; da uno a due al giorno con un aumento del 14%; e due o più al giorno con un aumento del 21%. Inoltre si è dimostrato un modesto legame tra il consumo di SSB e il rischio di morte precoce da cancro. "Questi risultati sono coerenti con i noti effetti avversi dell'alta assunzione di zuccheri sui fattori di rischio metabolici e la forte evidenza che bere bevande zuccherate aumenti il rischio di diabete di tipo 2, a sua volta un importante fattore di rischio per morte prematura. Supportano inoltre le politiche di limitazione della pubblicità delle bevande zuccherate a bambini e adolescenti e per l'attuazione della soda-tax perché il prezzo corrente delle bevande zuccherate non include gli alti costi di trattamento delle conseguenze ", ha detto Walter Willett, professore di epidemiologia e nutrizione.

Aggiornamento 4/9/2019

Hanno studiato il rapporto tra consumo di bibite e mortalità. "L'alto livello di consumo di bevande analcoliche totali, zuccherate e dolcificate artificialmente è risultato associato a più alto rischio di morte per tutte le cause. Sono state osservate associazioni positive tra bibite zuccherate e decessi per malattie digestive, nonché tra bibite zuccherate artificialmente e decessi per malattie circolatorie. Sono necessari ulteriori studi per verificare i possibili effetti negativi sulla salute degli edulcoranti artificiali".


Aggiornamento 28/9/2019
In una popolazione cinese è stata rilevata una relazione lineare tra il consumo di bibite zuccherate e l'ADHD
Aggiornamento 5/10/2019

Interessante articolo de Il Fatto Alimentare sulla sugartax, da cui riassumo i passaggi più importanti
Tante società scientifiche e molti nutrizionisti hanno aderito [...] Altre società hanno preferito non aderire all’iniziativa, tra queste citiamo: l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), l’Ordine nazionale biologi (Onb) e la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg). La stessa Società italiana di nutrizione umana (Sinu), leader in Italia in quanto cura la stesura dei Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) che dovrebbe essere la paladina di questa iniziativa in linea con le indicazioni delle più importanti autorità mondiali – Oms, World cancer research fund (Wcrf), World Obesity (WO) – è stranamente assente.
Al riguardo vale la pena curiosare nel sito della Sinu. Tra gli sponsor troviamo Ferrero (Soremartec) e Nfi, una società scientifica privata che è a sua volta finanziata da Barilla (Mulino Bianco), Ferrero e Nestlè nonché decine di altre aziende alimentari. La Sinu non ha alcuna politica di trasparenza e di disclosure sulla questione del conflitto di interesse degli autori che hanno partecipato alla stesura dei Larn, e a quanto pare non c’è alcuna intenzione di cambiare nel futuro. Al contrario l’Oms, il Wcrf, WO e le più importanti riviste medico scientifiche affrontano molto seriamente il problema del conflitto di interessi perché può stravolgere le pubblicazioni.
In Italia il conflitto di interessi è un tabù. Come mai le indicazioni sugli zuccheri riportate dai Larn sono diverse rispetto a quelle dell’Organizzazione mondiale della sanità? Perché i nutrizionisti più presenti in televisione continuano a ripetere il mantra tanto caro all’industria alimentare secondo cui “non ci sono alimenti buoni o cattivi”? Perché si continua ad enfatizzare il ruolo dell’educazione alimentare, la responsabilità dei genitori sulle scelte alimentari dei bambini, altro mantra tanto caro all’industria alimentare, quando i dati a disposizione dicono chiaramente che questa strada non funziona? Come mai si continua a osteggiare qualsiasi intervento delle autorità sul consumo dello zucchero (sugar tax) e l’etichetta a semaforo, che invece viene adottata con successo da diverse nazioni al mondo per la sua chiarezza e semplicità?
Una delle prime nozioni elementari che viene data allo studente che deve occuparsi di nutrizione (in Gran Bretagna, USA, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Canada, Oms) è la distinzione tra zuccheri aggiunti agli alimenti e quelli naturalmente presenti. In Italia invece gli zuccheri contenuti all’interno di una lattina di Coca-Cola sono considerati come quelli naturali contenuti nella frutta (circa quattro arance). Ci sarà una differenza tra una bevanda gassata e quattro arance, visto che gli zuccheri della frutta sono accompagnati da fibra alimentare, vitamine, minerali e fitocomposti, mentre nelle bibite zuccherate questi nutrienti non ci sono.
L’ostilità che l’Italia ha verso la sugar tax e il Nutri-Score può essere in parte dovuta all’influenza degli sponsor dell’industria alimentare ai massimi livelli delle istituzioni scientifiche della nutrizione. È necessario allinearsi agli standard internazionali di trasparenza e risolvere il problema del conflitto di interessi. Così facendo potremo finalmente adeguare le nostre linee guida a quelle del resto del mondo e migliorare le indicazioni nutrizionali per la popolazione generale. Oggi chi è contro la sugartax o ha qualcosa da nascondere o ignora l'evidenza scientifica
Aggiornamento 1/11/2019
Eliminare le bevande zuccherate in un ufficio per 10 mesi ha contribuito a ridurre la circonferenza addominale tra gli impiegati
Aggiornamento 21/6/2020
il consumo di bibite zuccherate è associato (indipendentemente da altri fattori) ad aumento dell'adiposità viscerale, infiammazione sistemica, livelli di trigliceridi nel sangue e sviluppo di ipertensione e iperuricemia. In Messico, nonostante la riduzione del consumo grazie alla sugartax del 7,6% negli ultimi anni, le bibite sono responsabili del 6,9% delle morti (circa 41 mila all'anno).
Aggiornamento 24/1/2023

In una ricerca è stato stimato che se si applicasse la tassa sulle bibite zuccherate e i proventi si utilizzassero per ridurre i costi di frutta e verdura si preverrebbero 29 mila eventi cardiovascolari nei prossimi 10 anni nella città di New York.
Aggiornamento 18/11/2023

La sugartax, la tassa sulle bibite zuccherate, non fa male solo all'industria alimentare ma anche ai dentisti. In Gran Bretagna negli ultimi 2 anni le estrazioni di denti cariati sono scese del 12%. Indovinate quale stato sta ritardando la sua applicazione.

Aggiornamento 15/9/2024

Il Fatto Alimentare parla del libro che descrive i conflitti d'interessi e la corruzione dell'industria dello zucchero nei confronti di alcuni scienziati


Aggiornamento 28/10/2024

Il consumo di cibo ultraprocessato si conferma legato al rischio di diabete di tipo 2.
Ogni porzione giornaliera appare aumentare il rischio del 2%.
Gli alimenti più legati sono: bibite zuccherate o dolcificate, carne processata (wurstel, pancetta ecc.) e snack dolci.
Il principale meccanismo è probabilmente legato alla carenza di fibre e di nutrienti in questo tipo di cibo.
Inoltre "Alcuni altri potenziali percorsi che possono contribuire alle associazioni osservate includono gli additivi alimentari (ad esempio conservanti, dolcificanti artificiali, coloranti) utilizzati per migliorare il sapore e/o prolungare la durata di conservazione e l'introduzione involontaria di composti chimici durante i processi di lavorazione e confezionamento degli alimenti (ad es. composti neoformati come gli AGEs). Il propionato, che viene utilizzato nei cereali per la colazione e negli involucri delle salsicce come conservante, può contribuire alla resistenza all’insulina stimolando la glicogenolisi e aumentando i livelli plasmatici di glucagone e di proteina legante gli acidi grassi 4 (FABP4). I dolcificanti artificiali come l'aspartame e il sucralosio, comuni negli alimenti e nelle bevande ultra-processati come sostituti dello zucchero, sono stati collegati a un rischio più elevato di diabete di tipo 2 in studi sperimentali ed epidemiologici. Acrilammidi, ammine eterocicliche e 5-idrossimetilfurfurale, formati durante la lavorazione, insieme a contaminanti dell'imballaggio come ftalati, bisfenolo A e sostanze perfluoroalchiliche, sono collegati a disturbi endocrini, infiammazioni, resistenza all'insulina e aumento del rischio di diabete".

Aggiornamento 23/1/2025

Bere acqua gassata può aiutare il metabolismo energetico e il dimagrimento?
L'anidride carbonica addizionata all'acqua può, mediante un meccanismo di aumento dell'ingresso di glucosio e di induzione della glicolisi nei globuli rossi, aumentare lievemente il consumo di glucosio delle cellule che trasportano l'ossigeno nel sangue, ma questo effetto è talmente piccolo da essere difficilmente rilevante e significativo.

Aggiornamento 26/5/2025

La più grande revisione dei dati sul legame tra zuccheri e diabete di tipo 2 mostra che… sorpresa sorpresa… Gli zuccheri aggiunti nelle bevande aumentano il rischio mentre quelli naturalmente presenti nella frutta no.
Ogni porzione di bibita zuccherata aumenta il rischio relativo del 25%, ogni porzione di succo di frutta del 5%.
Gli zuccheri aggiunti ad alimenti solidi invece non mostrano associazione positiva.
"D'altro canto, gli zuccheri alimentari assunti o aggiunti ad alimenti ricchi di nutrienti, come frutta intera, latticini o cereali integrali, non causano sovraccarico metabolico nel fegato. Questi zuccheri incorporati provocano risposte glicemiche più lente a causa delle fibre, dei grassi, delle proteine ​​e di altri nutrienti benefici che li accompagnano".
Questo mostra che la presenza di zuccheri aggiunti ad alimenti liquidi appare più dannosa rispetto a quelli presenti in alimenti solidi, a causa dei diversi effetti metabolici, e che i succhi di frutta non sono un sostituto della frutta.