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domenica 20 marzo 2016

L'origine dei disturbi del comportamento alimentare

Dalla pagina del dott. Andrea Luchi


Diete? Anoressia? Bulimia? Disturbi del comportamento alimentare? 

Invece che scatenare una torma di psicologi dietro ai "perennemente a dieta" o agli anoressici e bulimici forse sarebbe bene riguardare i risultati di uno dei più importanti esperimenti mai fatti nel campo nutrizionale e risalente a circa 70 anni fa.

Contare le calorie e stare a dieta è il modo più veloce e sicuro per "fare uscire pazza" la persona più normale di questo mondo.

In pratica la restrizione calorica aumenta la propensione (in persone predisposte geneticamente ed epigeneticamente) a bramare il cibo, e, quando non lo si ha a disposizione, nascono le psicosi.

Congratulazioni a tutti quei nutrizionisti che, puntando solo su una restrizione calorica e non sui cibi "veri", ricchi di nutrienti e sazianti, causano queste malattie.

Aggiornatevi un po'!

Aggiornamento 20/5/2017

Secondo un articolo di Authoritynutition.com il craving (desiderio impellente) di certi cibi non è legato alle carenze nutrizionali, se non in casi non frequenti.

Molto meglio comunque mangiare cibi nutrizionalmente densi, dormire bene, idratarsi, mangiare abbastanza fibre e proteine, non stressarsi.

Aggiornamento 6/7/2017

Una ragazza anoressica intervistata a TG2 Salute: "All'inizio tu controlli la malattia, poi è lei che controlla te".

Aggiornamento 23/7/2018

La scarsità di micronutrienti può essere vista come uno dei fattori inducenti il craving, soprattutto in persone che si sottopongono a chirurgia bariatrica: il corpo va alla ricerca di nutrimento (vitamine e sali minerali) perché non ne trova a sufficienza nei cibi industriali e ci spinge a mangiare ulteriormente. questo giustifica l'utilizzo di supplementi.

Aggiornamento 12/11/2018

Le persone con disturbi del comportamento alimentare, come perdita di controllo, alimentazione senza fame e simili sembrano quelli che più traggono vantaggio dalla chirurgia bariatrica


Aggiornamento 13/2/2019
Secondo un trial in cui le persone erano lasciate libere di mangiare senza limiti (ma con pasti con le stesse calorie e gli stessi macronutrienti) "Eliminare gli alimenti industriali dalla dieta riduce l'assunzione di calorie e determina perdita di peso, mentre grandi quantità di alimenti ultra-elaborati nella dieta aumentano l'assunzione di energia e il peso. Limitare il consumo di alimenti ultra-elaborati può essere una strategia efficace per la prevenzione e il trattamento dell'obesità". La differenza era quindi rappresentata da minerali e vitamine, che si perdono nel processo industriale e sono importanti per la sazietà.
Aggiornamento 17/7/2019
La taurina aumenta la possibilità di guarigione al primo episodio di psicosi. Vitamine, antiossidanti e omega 3 sembrano efficaci in  particolare se c'è stress ossidativo. Vitamine del gruppo B e minerali possono migliorare lo stato delle persone con schizofrenia
Aggiornamento 19/4/2020
Un periodo di severa restrizione calorica può attivare il sistema renina-angiotensina (ipertensione) e aumentare la suscettibilità alla sua alterazione, portando a malattie renali e cardiovascolari.
Aggiornamento 28/6/2020
Consumare Gymnema sylvestre, una pianta della tradizione ayurvedica, riduce il desiderio di zucchero e dolci, aumentando la soddisfazione che si ottiene da tali alimenti. Questo accade grazie alla "soppressione selettiva delle risposte gustative ai composti dolci senza influire sulla percezione di altri elementi gustativi", per cui ci si accontenta di porzioni inferiori.
Aggiornamento 4/7/2020
Alimentazione e benessere mentale
Le attuali conoscenze "supportano l'idea che la creazione di ambienti e lo sviluppo di misure che promuovano diete sane e nutrienti, riducendo al contempo il consumo di alimenti "spazzatura" altamente elaborati e raffinati possano fornire benefici anche al di là dei ben noti effetti sulla salute fisica, incluso un miglioramento del benessere psicologico. I modelli alimentari sani, come la dieta mediterranea, sono associati a una migliore salute mentale rispetto ai modelli alimentari "non salutari", come la dieta occidentale. Gli effetti di determinati alimenti o schemi dietetici sulla glicemia, sull'attivazione immunitaria e sul microbioma intestinale possono svolgere un ruolo nelle relazioni tra cibo e umore. Infatti il cibo ha un effetto sul sistema immunitario e sui livelli di infiammazione, e le malattie mentali sono influenzate anche da questi fattori
Aggiornamento 12/9/2020

Ridurre l'introito energetico nello sportivo può essere deleterio per la sua massa magra, l'assetto ormonale, l'umore, il sistema cardiovascolare. Secondo questa review il bodybuilder non dovrebbe mai scendere sotto 25 Kcal/kg di massa muscolare

Aggiornamento 4/2/2021

Sta emergendo l'importanza del microbiota intestinale anche nell'anoressia nervosa. Il microbiota influenza, grazie ai suoi effetti neuroendocrini, sia l'appetito che la spesa energetica, e la sua correzione può essere uno degli aspetti da tenere in considerazione

Aggiornamento 5/6/2021

Esistono dei collegamenti tra anoressia nervosa (AN) e microbiota, e stimolare un cambiamento dei batteri intestinali con alimenti e probiotici può potenzialmente aiutare la guarigione.
Con i loro metaboliti (LPS, SCFA, microRNA) i batteri intestinali influenzano comportamenti, pensieri e azioni (asse intestino-cervello). I batteri che rilasciano LPS stimolano l'infiammazione e la permeabilità intestinale, e vanno contrastati. Le pazienti con AN hanno abbondanza di batteri degradatori di mucina, e in questo modo la parete intestinale è esposta e diventa ancora più permeabile. In questo modo il sistema immunitario viene stimolato eccessivamente da frammenti batterici, e si producono (auto)anticorpi, così come accade per esempio nelle malattie autoimmuni.
"In alcuni casi, questi anticorpi possono agire come omologhi parziali dei neuropeptidi e reagire in modo incrociato con i recettori degli ormoni che regolano l'appetito e la sazietà, come l'ormone alfa-MSH e la grelina, alterando successivamente il comportamento alimentare. Ancora più interessante, è stato anche dimostrato che questi anticorpi sono elevati nei pazienti con AN e bulimia nervosa e correlati con la psicopatologia del disturbo alimentare. Gli autoanticorpi dovuti all'aumento della permeabilità intestinale potrebbero quindi svolgere un nuovo ruolo importante nella fisiopatologia dell'AN e aiutare a spiegare la riduzione della fame, l'aumento della sazietà e la ridotta ricompensa edonistica legata al cibo, come comunemente riportato dai pazienti con AN. Infine, i pazienti con AN hanno mostrato un interessante aumento delle malattie autoimmuni; in particolare, i pazienti con AN mostrano un aumento di circa due volte delle malattie autoimmuni gastrointestinali ed endocrine, incluso il diabete di tipo 1, e persino un aumento di quattro volte della malattia di Crohn."
Inoltre l'AN spesso si accompagna a sintomi da intestino irritabile, come gonfiore, stitichezza ecc.
Probabilmente i probiotici che possono aiutare sono i lattobacilli, assieme agli omega 3.

Aggiornamento 12/9/2022

Il microbiota, grazie alla sua influenza su nervo vago, sugli ormoni intestinali, su infiammazione, endocannabinoidi e grazie alla produzione di metaboliti (SCFA), può influenzare l'appetito e la voglia di cibo e quindi essere un target per i disturbi del comportamento alimentare con eccesso di introduzione di cibo come la bulimia. Gli esperimenti per ora sono prevalentemente su modelli animali.
Tra i batteri interessati, B. infantis ha effetto antinfiammatorio ma non è ancora dimostrato un effetto sul reward (sistema della ricompensa). Akkermansia muciniphila appare essere il più interessante perché "agisce su molteplici percorsi coinvolti nel sistema di ricompensa tra cui l'infiammazione, la produzione di SCFA, il tono endocannabinoide, rendendolo un buon candidato nella regolazione delle alterazioni della ricompensa alimentare".
Bacteroides uniformis invece può aumentare la dopamina e ridurre le #abbuffate.
Anche i prebiotici (fibre), grazie alla modulazione sul microbiota, possono avere interessanti prospettive.

Aggiornamento 12/5/2023

Le persone con anoressia nervosa hanno un particolare microbiota che contribuisce alla patologia, aumentando la sazietà, riducendo l'appetito, alterando la termogenesi e la spesa energetica, favorendo la degradazione dei neurotrasmettitori e così modificando la comunicazione tra intestino e cervello

Aggiornamento 18/8/2025

La dieta ipocalorica, ossia con un quantitativo di calorie introdotte inferiore a quello che si consuma per favorire la perdita di peso, deve essere fatta bene. In caso contrario rischia di essere più dannosa che altro.
Introdurre meno calorie significa infatti avere a disposizione meno nutrienti essenziali. Questo capita in particolare se l'alimentazione non è fatta con alimenti ricchi di nutrienti ma con quelli impoveriti, cioè quelli processati che vengono sottoposti a trattamenti che favoriscono la perdita di minerali, fibre, vitamine (quelli che ancora si chiedono quali sono gli alimenti processati purtroppo non capiranno questo passaggio) alterando la matrice alimentare.

Diverse ricerche hanno già mostrato che gli alimenti salutari sono legati a un maggiore benessere mentale mentre quelli processati aumentano il rischio di depressione.

Lo studio in questione è osservazionale ma "real-life", ossia va a vedere cosa succede in persone nella vita di tutti i giorni. Gli studi RCT invece non hanno queste conclusioni perché le persone sono rigorosamente seguite nella loro aderenza alla dieta.
"Le diete ipocaloriche e l'obesità nella vita reale spesso provocano carenze nutrizionali (in particolare di proteine, vitamine/minerali essenziali) e inducono stress fisiologico, che può esacerbare la sintomatologia depressiva, compresi i sintomi cognitivo-affettivi."
Il rischio appare maggiore nei maschi e in persone con BMI maggiore, forse perché hanno maggiori fabbisogni che la dieta non riesce a coprire e perché tendono ad avere maggiore consumo di cibo non salutare. "Le carenze di nutrienti essenziali (ad esempio, vitamina B12, omega 3, folato e ferro) possono compromettere il metabolismo energetico, esacerbando i sintomi somatici della depressione"

Questi nutrienti infatti sono essenziali per la fisiologia della neurochimica che sta alla base del funzionamento del cervello in molti aspetti, compreso l'umore. Tagliare questi nutrienti significa potenzialmente non far funzionare bene la "macchina".

Uno studio fatto invece sui dati NHANES ha dato conclusioni sovrapponibili in alcuni punti.

Chi è passato ad alimenti meno calorici, migliorato l'idratazione (con acqua), ha mangiato più frutta e verdura e ha fatto attività fisica (ottimo antidepressivo) ha avuto minore rischio di depressione, mentre chi ha mangiato troppo poco, saltato pasti, utilizzato prodotti sostitutivi (rendendo la dieta monotona e carente di magnesio e vitamine del gruppo B), assunto farmaci per dimagrire che impattano sui neurotrasmettitori, togliendo sonno e provocando ansia, lassativi o integratori che impattano sulla veglia, chi ha avuto comportamenti di eliminazione (vomito) ha avuto maggiore rischio di depressione.

Mangiare meglio migliora le escursioni glicemiche (ebbene sì, i picchi glicemici hanno effetto negativo, anche se qualcuno ancora non si è accorto) e l'infiammazione, condizioni legate con peggioramento dell'umore. Le fibre, le vitamine, i minerali e gli antiossidanti di frutta e verdura riducono lo stress ossidativo che concorre alla depressione. Insieme allo sport e all'idratazione sono fondamentali per far funzionare bene i neurotrasmettitori.

Pratiche pesanti come saltare i pasti o ridurre l'introito calorico fanno venire fame e aumentano il cortisolo, ormone dello stress che esacerba ansia e depressione.

In conclusione, si fa presto a dire deficit calorico, ma gli effetti non sono per niente così scontati. No al faidate e al semplice mangia meno che tanti ancora prescrivono, funzionante nel breve termine ma dannoso su lungo. I piani alimentari dovrebbero includere le considerazioni per la salute mentale e non essere mai troppo restrittivi, coprendo i fabbisogni ed eventualmente integrare la carenza.

mercoledì 8 aprile 2015

Anoressia, nuove cure in arrivo



Condivido molto volentieri il post di una studentessa, Roberta Miele, sul trattamento dell'anoressia, terribile malattia, e colgo l'occasione per rinnovarle i miei complimenti.


Nella società moderna spesso molte ragazze non vengono accettate per il loro aspetto fisico: brufoli, eccesso di peso altezza minuta sono le cause di un cambiamento psicologico nei giovani. Purtroppo il voler essere belle, ma soprattutto accettate, spinge queste ragazze all’autodistruzione: l’ossessione di essere magre e snelle a tutti i costi sfocia nell’anoressia.


Anoressia
Si inizia con il vedersi grassa e si continua a dimagrire in maniera ossessiva.

Che cos’è l’anoressia?

L’anoressia (AN) è un disturbo del comportamento alimentare, detto anche Disturbo Alimentare Psicogeno (DAP): è caratterizzata dal rifiuto del cibo e dalla paura di ingrassare. In genere colpisce di più le donne, infatti l’Associazione Bulimia e Anoressia rivela che in Italia sono oltre 3 milioni le persone con disturbi alimentari e l’85% sono per l’appunto donne. Di solito l’anoressia insorge tra i 12 e i 25 anni e il momento più critico si ha all’età compresa tra i 15 e i 19 anni; da ciò si evince che questo disturbo è tipico dell’adolescenza. Un altro dato molto importante è che essa è legata principalmente al benessere, infatti è assente in Paesi sottosviluppati dell’Africa, dell’ America Latina ed dell’Asia.

I sintomi del disturbo

La sintomatologia che porta a diagnosticare l’anoressia è caratterizzata da alcuni fattori:
  • estrema magrezza;
  • paura di ingrassare: chi è affetto dall’anoressia, pur avendo un peso al di sotto del normale, teme di prendere chili;
  • forte preoccupazione per il proprio aspetto fisico, aggravato da una scarsa autostima di sé stessi;
  • nelle donne si verifica anche amenorrea (sospensione del ciclo mestruale).


Anoressia
Ecco come si vede una ragazza anoressica: pur essendo magrissima e sotto peso, i suoi occhi la vedono sempre in sovrappeso.

 

Cosa accade a livello cerebrale nell’anoressico?

L’anoressico percepisce in due modi diversi il proprio corpo: la prima è un’immagine egocentrica, caratterizzata da sensazioni che prendono vita dal corpo; la seconda è allocentrica, ovvero si percepisce un’immagine riflessa dall’esterno. La differenza tra le due rappresentazioni del corpo non viene immagazzinata  e soprattutto le donne non hanno consapevolezza del proprio fisico, percependo un’immagine distorta di ciò che esso è. Un disturbo di conversione tra le informazioni egocentriche e quelle allocentriche impedisce a questi soggetti di aggiornare l’immagine di sé immagazzinata nella memoria a lungo termine. Essi restano legati ad un ricordo che non coincide con la realtà attuale, ecco perché queste persone hanno sempre timore di ingrassare, anche in gravi condizioni di deperimento. Tale problema di conversione è detto “blocco allocentrico”.



Anoressia
Una nuova cura stimola nuovamente l’appetito tramite sonde elettriche.

Nuove cure per l’anoressia

Finalmente ci sono buone, anzi, ottime notizie per combattere l’anoressia. I medici britannic infatti stanno sperimentando un nuovo trattamento per curarla: esso si basa sull’inserimento di sonde elettroniche nel cervello, che sono in grado di stimolare nuovamente la fame. In Gran Bretagna una donna anoressica si è offerta come cavia per testare queste sonde nel suo cervello.


Anoressia
Tipu Aziz è il neurochirurgo che ha scoperto questa nuovo trattamento per curare l’anoressia.

 
Il professor Tipu Aziz, neurochirurgo presso l’ospedale Jonh Radcliffe di Oxford ha spiegato la procedura dell’operazione: si inserisce una sorta di pacemaker sotto le costole della paziente e si collegano delle sonde elettriche al cervello. Da quanto previsto, questa stimolazione spingerebbe il cervello a percepire la sensazione della fame. Purtroppo questa cura presenta alcuni svantaggi: primo, è molto costosa, infatti il trattamento è di 25mila sterline e sarà testato solo sui pazienti più gravi, ovvero quelli che hanno tentato tutti i rimedi per uscire dall’anoressia ma non ci sono riusciti; secondo, questa strategia è estremamente rischiosa rispetto alle cure tradizionali effettuate fino ad ora, ma il team di medici del Jonh Radcliffe Hospital è fiducioso in questo trattamento che potrebbe ridurre la morte di numerose persone colpite dall’anoressia. Per questo motivo si ricercano nuovi fondi per curare altri cinque pazienti.
I moderni canoni di bellezza accettano persone alte, magre e  presentabili; spesso sono i mass – media che conducono giovani ragazze ad un’immagine distorta del proprio corpo. La scelta migliore è accettarsi per come si è, accogliere i propri difetti e voler più bene a sé stessi.

Roberta Miele

Webgrafia

http://www.anoressianervosa.it/
http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez15/1961712.html
http://donna.fanpage.it/anoressia-arrivano-le-sonde-elettroniche-nel-cervello-per-stimolare-la-fame/

Aggiornamento 6/7/2017

Una ragazza anoressica intervistata a TG2 Salute: "All'inizio tu controlli la malattia, poi è lei che controlla te".

Aggiornamento 4/2/2021

Sta emergendo l'importanza del microbiota intestinale anche nell'anoressia nervosa. Il microbiota influenza, grazie ai suoi effetti neuroendocrini, sia l'appetito che la spesa energetica, e la sua correzione può essere uno degli aspetti da tenere in considerazione

Aggiornamento 8/4/2021

Bell'articolo sulle cause dell'anoressia e sulla fame d'amore che hanno le ragazze affette

Aggiornamento 10/4/2021

La leptina è un ormone, rilasciato dal tessuto adiposo, che dà sazietà e stimola la spesa energetica, quando funziona correttamente. Quando è presente ma funziona male, non bloccando l'appetito, si parla di resistenza leptinica. Si è scoperto un nuovo circuito attraverso cui agisce (indirettamente), nel nucleus accumbens, centro della ricompensa, bloccando i neuroni dopaminergici che stimolano la ricerca di cibo e il piacere del mangiare. Questo circuito può essere un target farmacologico nel dimagrimento e nell'anoressia

Aggiornamento 5/6/2021

Esistono dei collegamenti tra anoressia nervosa (AN) e microbiota, e stimolare un cambiamento dei batteri intestinali con alimenti e probiotici può potenzialmente aiutare la guarigione.
Con i loro metaboliti (LPS, SCFA, microRNA) i batteri intestinali influenzano comportamenti, pensieri e azioni (asse intestino-cervello). I batteri che rilasciano LPS stimolano l'infiammazione e la permeabilità intestinale, e vanno contrastati. Le pazienti con AN hanno abbondanza di batteri degradatori di mucina, e in questo modo la parete intestinale è esposta e diventa ancora più permeabile. In questo modo il sistema immunitario viene stimolato eccessivamente da frammenti batterici, e si producono (auto)anticorpi, così come accade per esempio nelle malattie autoimmuni.
"In alcuni casi, questi anticorpi possono agire come omologhi parziali dei neuropeptidi e reagire in modo incrociato con i recettori degli ormoni che regolano l'appetito e la sazietà, come l'ormone alfa-MSH e la grelina, alterando successivamente il comportamento alimentare. Ancora più interessante, è stato anche dimostrato che questi anticorpi sono elevati nei pazienti con AN e bulimia nervosa e correlati con la psicopatologia del disturbo alimentare. Gli autoanticorpi dovuti all'aumento della permeabilità intestinale potrebbero quindi svolgere un nuovo ruolo importante nella fisiopatologia dell'AN e aiutare a spiegare la riduzione della fame, l'aumento della sazietà e la ridotta ricompensa edonistica legata al cibo, come comunemente riportato dai pazienti con AN. Infine, i pazienti con AN hanno mostrato un interessante aumento delle malattie autoimmuni; in particolare, i pazienti con AN mostrano un aumento di circa due volte delle malattie autoimmuni gastrointestinali ed endocrine, incluso il diabete di tipo 1, e persino un aumento di quattro volte della malattia di Crohn."
Inoltre l'AN spesso si accompagna a sintomi da intestino irritabile, come gonfiore, stitichezza ecc.
Probabilmente i probiotici che possono aiutare sono i lattobacilli, assieme agli omega 3.

Aggiornamento 12/9/2022

Il microbiota, grazie alla sua influenza su nervo vago, sugli ormoni intestinali, su infiammazione, endocannabinoidi e grazie alla produzione di metaboliti (SCFA), può influenzare l'appetito e la voglia di cibo e quindi essere un target per i disturbi del comportamento alimentare con eccesso di introduzione di cibo come la bulimia. Gli esperimenti per ora sono prevalentemente su modelli animali.
Tra i batteri interessati, B. infantis ha effetto antinfiammatorio ma non è ancora dimostrato un effetto sul reward (sistema della ricompensa). Akkermansia muciniphila appare essere il più interessante perché "agisce su molteplici percorsi coinvolti nel sistema di ricompensa tra cui l'infiammazione, la produzione di SCFA, il tono endocannabinoide, rendendolo un buon candidato nella regolazione delle alterazioni della ricompensa alimentare".
Bacteroides uniformis invece può aumentare la dopamina e ridurre le #abbuffate.
Anche i prebiotici (fibre), grazie alla modulazione sul microbiota, possono avere interessanti prospettive.

Aggiornamento 12/5/2023

Le persone con anoressia nervosa hanno un particolare microbiota che contribuisce alla patologia, aumentando la sazietà, riducendo l'appetito, alterando la termogenesi e la spesa energetica, favorendo la degradazione dei neurotrasmettitori e così modificando la comunicazione tra intestino e cervello

Aggiornamento 27/7/2023

La psillocibina (derivato di un fungo medicinale) in un piccolo studio ha dimostrato sicurezza ed efficacia in ragazze con anoressia nervosa.

Aggiornamento 19/1/2024

Recenti studi suggeriscono che il microbiota intestinale può giocare un ruolo nello sviluppo dell’anoressia nervosa e la sua manipolazione può aiutare la gestione della malattia.

Aggiornamento 22/2/2025

L'appetito è una funzione essenziale e primitiva, fondamentale per la sopravvivenza, ma anche concausa dei fallimenti delle diete dimagranti.

Una review del prof. Fasano spiega alcuni punti essenziali.
• "La fame è controllata da circuiti neuroendocrini ridondanti che mantengono l’equilibrio metabolico.
• La fame omeostatica è innescata dalla privazione del cibo e coinvolge segnali neuroendocrini, endocrini e metabolici che trasmettono il bisogno di mangiare.
• Al contrario, la fame edonica si verifica in assenza di un bisogno calorico acuto. Aumentando la disponibilità di cibo, l’agricoltura ha favorito la fame edonica rispetto alla fame omeostatica.
• La composizione e la funzione del microbiota intestinale possono influenzare i circuiti della fame; tuttavia, il loro esatto ruolo nel controllo dell’assunzione di cibo resta da stabilire.
• Le nuove conoscenze sulla fisiologia della fame offrono nuovi possibili bersagli terapeutici per modulare l’assunzione di cibo in condizioni patologiche, tra cui l’obesità e l’anoressia nervosa".

Esistono quindi 2 tipi di "fame", quella legata alla sopravvivenza (omeostatica) e quella legata al piacere (edonica), in cui empiricamente il nostro organismo impara ad abbinare a certi sensi (oltre al gusto, anche la consistenza, l'odore, la vista, persino il rumore) la facilità nel reperire calorie che vengono accumulate per periodi di carestia, che normalmente non sono più presenti come per i nostri avi. La prima si blocca quando mangiamo abbastanza, la seconda può manifestarsi anche in assenza di un vero bisogno, stimolando le stesse vie della dipendenza, ed è particolarmente indotta dalla dieta di tipo occidentale.

Anche il microbiota è coinvolto nella regolazione dell'appetito.
La produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) a partire dalla fibra agisce sul nervo vago e poi sull'ipotalamo tramite l'asse intestino-cervello.
I batteri inoltre influenzano organi e ormoni che modulano appetito, sazietà e bilancio energetico.
La permeabilità intestinale agisce negativamente sulla sensibilità leptinica, influenzando così spesa energetica, glicemia e appetito. La fibra aumenta gli ormoni della sazietà (GLP1, leptina e PYY), modula l'insulina mentre riduce la grelina (ormone che stimola la fame, oressizzante, e riduce la spesa energetica).
Il propionato riduce la fame edonica agendo direttamente sui circuiti di ricompensa mentre l'acetato stimola la sazietà oltrepassando la barriera ematoencefalica e inibendo i neuroni AgRp.

La modulazione dell'appetito, nonostante non sia completamente compresa, rimane un fondamentale tassello nella lotta all'obesità e alle patologie correlate

domenica 20 ottobre 2013

Contro Ana (importante!)

Solitamente i miei post si rivolgono a chi mangia troppo e male, e lo faccio spesso in maniera ironica e scherzosa. Oggi invece sono terribilmente serio.
C'è infatti un problema forse ancora più grave della malnutrizione per eccesso, quella per difetto.
Trovare un equilibrio non è facile, anche per noi nutrizionisti, tant'è che molti di noi non sono esattamente in forma.



Qualche giorno fa ho visto a una puntata del dottor Oz che mi ha quasi scioccato. La qualità del video fa un po' schifo però è comprensibile.


 





 









Ho scoperto il mondo "Pro Ana" (pro anoressia nervosa), una sorta di filosofia di vita, composto da una rete di blog di ragazze (e, in misura molto minore, ragazzi) e di "ana trainer".
Tutto spesso può partire da qualcuno che dice: "sei un po' grassa". E continua con un'errata percezione del proprio fisico.

http://blog.lib.umn.edu/reife014/myblog/2011/11/could-anorexia-nervosa-be-genetic.html



Si fanno forza, si scambiano i consigli su come non far capire ai genitori, su come non sentire la fame, su come festeggiare e premiarsi per i risultati raggiunti. Ogni kg perso è infatti una gioia. La determinazione che mostrano ha qualcosa di incredibile. Credono di aiutarsi tra loro, in realtà si fanno solo del male. 
Fumano per respingere la fame. Vomitano se sono costrette a mangiare. Sono ossessionate dalle calorie. Sono alla ricerca di una perfezione che è secondo loro composta dalle ossa con un po' di pelle sopra.


http://www.felsofokon.hu/papp-ildiko-blogja/2011/05/20/anorexia-es-bulimia-roviden



Hanno nick come "lady skinny", "looking for perfection", "miss ana", "FatA SEnza DesTINazIONe", "bocca serrata", "wanttobeskinny".
Scrivono frasi come "non mi basta dimagrire, voglio deperire". Hanno 50 regole da mani nei capelli.
Post che dimostrano un chiaro bisogno di aiuto. Ma se provi a metterti in mezzo ti mandano velocemente a quel paese.
L'anoressia nervosa è attualmente la prima causa di morte per le ragazze al di sotto dei 25 anni, e in Italia si stimano 200mila donne affette. I maschi sono circa il 10%.
L'anoressia è una malattia terribilmente seria, se ne esce solo con un percorso guidato con persone esperte. Guarire definitivamente, senza ricadute, non è facile. Qualche volta la motivazione che spinge a ritornare a mangiare è una notizia scioccante come la morte di un'amica.
La politica pare avere le mani legate, ognuno infatti può esprimere il suo pensiero senza violare la legge. 
Penso comunque che il ministro della salute dovrebbe pensare a qualche provvedimento urgente, come una campagna informativa di educazione alimentare da avviare nelle scuole.
Ai genitori dico: attenti ai vostri figli che dimagriscono velocemente, che vanno in bagno dopo mangiato, che contano ogni caloria, che hanno i denti rovinati dall'acido, che fanno attività fisica in modo compulsivo, che dormono con mille coperte. 
Il digiuno porta infatti ad una soppressione della produzione di calore da parte del corpo, e il modo per non sentire freddo è quello di coprirsi più del normale!
Condividete questo post e cercate di far sapere in giro di questo importante problema.

Update 10/8/2014

All'esame del Parlamento una proposta di legge per punire chi incita ai disturbi del comportamento alimentare. Come al solito ci sono polemiche sui pro e i contro, io mi auguro che passi.

Update 28/8/2015


Una modella denuncia la criminalità delle case di moda che spingono le ragazze a diventare anoressiche


Update 22/9/2016

Qualche chiarimento sull'anoressia: è normale avere dolori quando si mangia, non sempre l'unico obiettivo è l'aumento di peso ed esistono diverse terapie nutrizionali

Update 19/11/2016

Le modificazioni che subisce l'ipotalamo, centro di controllo dell'appetito, nelle persone anoressiche e bulimiche.
Gli altri miei articoli sui DCA: qui e qui.


Update 8/2/2017

Vergognarsi del proprio peso e interiorizzare il sentimento è più dannoso del sovrappeso stesso per il rischio cardiovascolare. E il bullismo gioca un ruolo importante.

Aggiornamento 18/2/2017

In un modello animale, il digiuno alternato aumenta la dipendenza da cibo. Non dovrebbe infatti essere utilizzato in persone con disturbi del comportamento alimentare perché aumenta il desiderio di cibospazzatura

Aggiornamento 21/6/2017


La mia intervista a Buongiorno Regione Sardegna, su digiuno e sclerosi multipla.

Aggiornamento 6/7/2017


Una ragazza anoressica intervistata a TG2 Salute: "All'inizio tu controlli la malattia, poi è lei che controlla te".


Update 5/12/2017

Finalmente chiuso su ordine dell'autorità giudiziaria un blog che inneggiava all'anoressia. 
Il parere di Elisa D'Ospina

Aggiornamento 4/2/2021

Sta emergendo l'importanza del microbiota intestinale anche nell'anoressia nervosa. Il microbiota influenza, grazie ai suoi effetti neuroendocrini, sia l'appetito che la spesa energetica, e la sua correzione può essere uno degli aspetti da tenere in considerazione

Aggiornamento 8/4/2021

Bell'articolo sulle cause dell'anoressia e sulla fame d'amore che hanno le ragazze affette

Aggiornamento 5/6/2021

Esistono dei collegamenti tra anoressia nervosa (AN) e microbiota, e stimolare un cambiamento dei batteri intestinali con alimenti e probiotici può potenzialmente aiutare la guarigione.
Con i loro metaboliti (LPS, SCFA, microRNA) i batteri intestinali influenzano comportamenti, pensieri e azioni (asse intestino-cervello). I batteri che rilasciano LPS stimolano l'infiammazione e la permeabilità intestinale, e vanno contrastati. Le pazienti con AN hanno abbondanza di batteri degradatori di mucina, e in questo modo la parete intestinale è esposta e diventa ancora più permeabile. In questo modo il sistema immunitario viene stimolato eccessivamente da frammenti batterici, e si producono (auto)anticorpi, così come accade per esempio nelle malattie autoimmuni.
"In alcuni casi, questi anticorpi possono agire come omologhi parziali dei neuropeptidi e reagire in modo incrociato con i recettori degli ormoni che regolano l'appetito e la sazietà, come l'ormone alfa-MSH e la grelina, alterando successivamente il comportamento alimentare. Ancora più interessante, è stato anche dimostrato che questi anticorpi sono elevati nei pazienti con AN e bulimia nervosa e correlati con la psicopatologia del disturbo alimentare. Gli autoanticorpi dovuti all'aumento della permeabilità intestinale potrebbero quindi svolgere un nuovo ruolo importante nella fisiopatologia dell'AN e aiutare a spiegare la riduzione della fame, l'aumento della sazietà e la ridotta ricompensa edonistica legata al cibo, come comunemente riportato dai pazienti con AN. Infine, i pazienti con AN hanno mostrato un interessante aumento delle malattie autoimmuni; in particolare, i pazienti con AN mostrano un aumento di circa due volte delle malattie autoimmuni gastrointestinali ed endocrine, incluso il diabete di tipo 1, e persino un aumento di quattro volte della malattia di Crohn."
Inoltre l'AN spesso si accompagna a sintomi da intestino irritabile, come gonfiore, stitichezza ecc.
Probabilmente i probiotici che possono aiutare sono i lattobacilli, assieme agli omega 3.


Aggiornamento 12/9/2022

Il microbiota, grazie alla sua influenza su nervo vago, sugli ormoni intestinali, su infiammazione, endocannabinoidi e grazie alla produzione di metaboliti (SCFA), può influenzare l'appetito e la voglia di cibo e quindi essere un target per i disturbi del comportamento alimentare con eccesso di introduzione di cibo come la bulimia. Gli esperimenti per ora sono prevalentemente su modelli animali.
Tra i batteri interessati, B. infantis ha effetto antinfiammatorio ma non è ancora dimostrato un effetto sul reward (sistema della ricompensa). Akkermansia muciniphila appare essere il più interessante perché "agisce su molteplici percorsi coinvolti nel sistema di ricompensa tra cui l'infiammazione, la produzione di SCFA, il tono endocannabinoide, rendendolo un buon candidato nella regolazione delle alterazioni della ricompensa alimentare".
Bacteroides uniformis invece può aumentare la dopamina e ridurre le #abbuffate.
Anche i prebiotici (fibre), grazie alla modulazione sul microbiota, possono avere interessanti prospettive.

Aggiornamento 12/5/2023

Le persone con anoressia nervosa hanno un particolare microbiota che contribuisce alla patologia, aumentando la sazietà, riducendo l'appetito, alterando la termogenesi e la spesa energetica, favorendo la degradazione dei neurotrasmettitori e così modificando la comunicazione tra intestino e cervello

Aggiornamento 27/7/2023

La psillocibina (derivato di un fungo medicinale) in un piccolo studio ha dimostrato sicurezza ed efficacia in ragazze con anoressia nervosa.

Aggiornamento 19/1/2024

Recenti studi suggeriscono che il microbiota intestinale può giocare un ruolo nello sviluppo dell’anoressia nervosa e la sua manipolazione può aiutare la gestione della malattia.