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domenica 3 marzo 2013

Salviamo i ragazzi

Un ottimo programma davvero, Tesoro salviamo i ragazzi, in onda su Sky (e Cielotv). Il titolo in inglese rende meglio ("Honey, we're killing the kids"), ma ci accontentiamo.
Il protagonista è Marco Bianchiricercatore, molto preparato. Belle ricette, fantasiose, colorate e sane, buone nozioni scientifiche, anche se ogni tanto si vede che ha una preparazione da biochimico e non da nutrizionista puro.



Ottimo per quanto riguarda l'educazione alimentare (pasti sani, sazianti e completi, uso dell'integrale, esclusione del raffinato e del junk food) e l'attività fisica, il programma da anche spazio ai problemi psicologici che spesso spingono i bambini obesi ad isolarsi e mangiare più del necessario (e male), e magari i genitori a coccolarli col cibo.
Per i genitori è uno shock vedere le immagini dei figli elaborate dal computer quando avranno 40 anni, in caso non cambino stile di vita.






Nei giorni scorsi non mi è piaciuto però quando ha cucinato le frittate senza uovo, ma con una crema di ceci, affermando che avrebbero avuto più proteine e niente colesterolo.
Falso: le uova sono una delle migliori fonti di proteine e ribadisco che non c'è nessun legame tra colesterolo ingerito e colesterolo plasmatico: ciccio, aggiornati!

Update 14/7/2016

Volete far mangiare ai bambini l'insalata? usate le stesse tecniche dei fast-food: abbinatela ai supereroi.

Update 3/10/2016

L'infiammazione correlata all'obesità appare reversibile nei bambini: meglio pensarci finché si è ancora in tempo!


Aggiornamento 12/10/2016

Negli USA molti bambini senzatetto sono obesi. Questo può sembrare strano, ma la scarsa qualità del cibo, assenza di cibo fresco e precarietà della vita contribuiscono all'aumento di peso.

Aggiornamento 12/12/2016

Spesso i bambini sovrappeso vengono percepiti dai genitori come perfettamente normali: questo è dovuto a fattori psicosociali. Questo è molto grave perché questi bambini continueranno ad avere uno stile di vita errato.


Aggiornamento 3/2/2017

Del fast food non fa male solo il cibo, ma anche il packaging. Nelle confezioni sono infatti presenti i PFAS, gli stessi delle pentole antiaderenti rovinate per capirci, che passano nel cibo in maniera significativa

Aggiornamento 31/7/2017

Anche a parità di calorie, una dieta amica dei nostri batteri intestinali e quindi ricca in fibra, tende a far ingrassare meno perché aumenta la diversità delle specie batteriche. La dieta con junk food tende invece ad ammazzare i batteri amici, è una specie di antibiotico.
Aggiornamento 3/9/2017

Avere un peso eccessivo da bambini aumenta il rischio di ictus da adulti.
Aggiornamento 19/9/2017
Contrariamente a quanto molti pensano, esiste un meccanismo fisiologico che si chiama "compensazione calorica", che serve a mantenere la composizione corporea stabile nel tempo. Mangiare più calorie viene compensato con un aumento della spesa energetica, e il peso non aumenta.
Questo meccanismo si perde nei bambini sovrappeso, soprattutto se assumono cibi spazzatura
Aggiornamento 21/10/2017

Negli ultimi 40 anni il tasso di obesità infantile è aumentato nel mondo di 8 volte, e il cibo processato ha avuto un ruolo fondamentale:
"Una caratteristica generale delle politiche contro il sovrappeso e l'obesità nei bambini e negli adolescenti nei paesi ad alto reddito è una riluttanza ad utilizzare le tasse e le normative del settore per cambiare comportamenti alimentari. Alcuni paesi a reddito medio stanno adottando anche politiche per combattere il sovrappeso e l'obesità nei bambini e negli adolescenti, in alcuni casi con una maggiore enfasi sulla regolamentazione e sulle imposte rispetto ai paesi ad alto reddito. Sebbene la quantità di energia che si possa raccogliere per utilizzare le tasse e le normative per ridurre il consumo di alimenti ad alta densità energetica, poche politiche e programmi tendono a rendere più convenienti cibi sani come cereali integrali, frutta e verdura fresca grazie a sovvenzioni ,prezzi mirati, e buoni-pasto, o pasti sani a scuola. L'indisponibilità delle opzioni alimentari sane non solo porta a disuguaglianze sociali (persone povere con sovrappeso e obesità), ma potrebbe anche limitare l'effetto delle politiche che prendono di mira alimenti non sani".
Aggiornamento 11/6/2018

Guardare cartoni animati che mostrano la corretta alimentazione è efficace nell'indurre i bambini a mangiare bene.
Aggiornamento 5/3/2019
Con grande prontezza il commissario UE alla salute e la SINPE si rendono conto che i fastfood sono obesogeni e si dovrebbe cercare di sfavorire le loro politiche di marketing

Aggiornamento 11/3/2018


Svezzare o usare latte in formula prima dei 4 mesi raddoppia il rischio di obesità infantile (come già risaputo).

Aggiornamento 18/3/2019

I bambini calmi hanno più rischio di obesità, soprattutto in caso di gravidanza con diabete gestazionale. I ricercatori giustificano questa associazione col fatto che "gli operatori sanitari (e i genitori) usano bevande zuccherate per calmare i neonati". 
E aggiungono "Il temperamento calmo può essere un nuovo obiettivo di screening per gli interventi di prevenzione dell'obesità precoce che coinvolgono l'alimentazione istintiva e la regolazione delle emozioni".

Ricordiamo che le linee guida sconsigliano alimenti zuccherati nel primo anno (i cardiologi americani nei primi 2 anni)


Aggiornamento 6/4/2019

Il cibo spazzatura stimola la deposizione di grasso addominale. Per ogni 10% di calorie in più da cibo industriali, la circonferenza addominale di un bambino aumenta di 0,7 cm tra i 4 e gli 8 anni.
I problemi al metabolismo glucidico solitamente si manifesteranno dopo gli 8 anni.
"Diversi meccanismi possono spiegare la relazione tra un consumo maggiore di cibi ultra-elaborati e l'obesità addominale. Tali prodotti sono squilibrati dal punto di vista nutrizionale e contribuiscono ad un aumento significativo dell'apporto energetico quotidiano a causa del loro contenuto eccessivo di zuccheri, grassi trans e saturi, e determinano minore stimolo della termogenesi se confrontati con alimenti non elaborati. Inoltre, i cibi ultra-elaborati sono altamente appetibili e possono portare all'interruzione dei segnali di fame e sazietà.

Un altro aspetto preoccupante è l'aumento dell'assunzione di sostanze artificiali aggiunte ai prodotti alimentari ultra-trasformati dall'industria. La ricerca indica che il fruttosio artificiale può contribuire all'obesità modulando il microbiota intestinale, i dolcificanti artificiali possono contribuire all'aumento di peso stimolando la secrezione basale di insulina e il solfito di sodio, il benzoato di sodio e la curcumina possono promuovere l'obesità diminuendo la secrezione di leptina".

Aggiornamento 13/4/2018
Il primo microbiota è importante per la maturazione dell'intestino e la successiva "programmazione metabolica", determinando un adattamento precoce a stress o stimoli nutrizionali, che modificano in modo permanente la fisiologia e il metabolismo del bambino. Un'associazione tra la somministrazione di antibiotici durante l'infanzia e la probabilità che un bambino fosse in sovrappeso era stata già osservata in precedenti studi epidemiologici, suggerendo che le modifiche al microbioma iniziale hanno effetti a lungo termine, in particolare riducendo gli Actinobacteria. Nello studio i bambini che hanno più Bacteroidetes e meno Proteobacteria alla nascita sembrano più a rischio di sovrappeso a 3 anni. Gli autori concludono: "Il microbioma delle prime feci, formato in utero durante il periodo fetale, era associato a sovrappeso successivo all'età di tre anni". L'uso appropriato dei probotici, sia da parte della mamma che del neonato, può ridurre l'alterazione del microbiota abbinato almeno parzialmente all'allattamento al seno

Aggiornamento 21/4/2019


Fornire voucher utilizzabili per acquistare cibo sano (frutta, verdura, cereali integrali) è efficace nel ridurre il tasso di obesità tra i bambini


Aggiornamento 25/6/2019

Quali sono i provvedimenti che funzionano a livello politico per prevenire obesità e sue complicanze?
Il cambio dell'ambiente alimentare: la tassa sullo zucchero; l'etichettatura che metta bene in evidenza grassi, zucchero, calorie e grassi saturi; rimuovere i personaggi dei cartoni dalle confezioni; togliere i regali dalle confezioni (tipo happy meal o Kinder sorpresa); togliere la pubblicità del cibo spazzatura.

L'industria alimentare è una specie di "tata", che si preoccupa però di promuovere i suoi guadagni, non la salute.

Aggiornamento 27/6/2019

Nonostante sia una malattia tipica dell'adulto e del'anziano, gli eccessi alimentari che oggi sono molto diffusi rendono possibile ammalarsi di diabete di tipo 2 da giovani. Questo è dovuto soprattutto all'ambiente obesogeno che ci circonda, con poca attività fisica e alimenti ricchi di calorie e poveri di nutrienti.
Tanto prima ci si ammala, tanto più si sottopone l'organismo a uno stress che porta a perdita della vista, malattie cardiovascolari, tumori, neuropatie, steatosi epatica, apnee notturne.

Dal punto di vista nutrizionale (e non solo), le ultime linee guida prevedono un approccio più "aggressivo" al fine di prevenire o ritardare le complicanze, consigliando "l'alimentazione per i giovani con diabete di tipo 2, come per tutti i bambini, dovrebbe concentrarsi su abitudini alimentari salutari che enfatizzino il consumo di alimenti ricchi di nutrienti e di alta qualità e riducano il consumo di alimenti densi di calorie, poveri di nutrienti, in particolare bevande zuccherate".

Aggiornamento 28/7/2019

Lo sport "salto della colazione" si conferma associato ad aumento di peso negli adolescenti, anche in caso di adeguato sonno
Aggiornamento 15/9/2019
Il consumo di cibo industriale è associato con maggiore adiposità in bambini e adolescenti. Può sembrare banale ma visto che qualcuno continua a dire che tutte le calorie sono uguali lo rimarchiamo.
Aggiornamento 9/10/2019
Molti bambini italiani sono malnutriti. Malnutriti per eccesso, in quanto introducono troppi grassi saturi, proteine, sale e zuccheri, e malnutriti per difetto per quanto riguarda vitamine, minerali, fibre e grassi polinsaturi.
Questo è dovuto al fatto che si introducono eccessi di alimenti raffinati e impoveriti di nutrienti e troppo pochi alimenti veri che contengono apportano tali nutrienti (frutta, verdura, cereali integrali, carne e pesce non intensivi).
I risultati? Obesità, allergie, diabete, ecc.
Aggiornamento 3/10/2020

L'etichetta nutrizionale che avverte della nocività degli alimenti spazzatura è risultata efficace nel ridurre il loro consumo, nei paesi dove è stata adottata (In Sudamerica per esempio). Avvisi semplici come "ricco in sale"o "contiene molti zuccheri" scoraggiano le persone a consumarli. "Gli avvertimenti sui nutrienti sono una strategia importante che dovrebbe essere sfruttata il prima possibile. Le avvertenze sui nutrienti potrebbero aiutare a informare i consumatori, incoraggiare l'industria alimentare a realizzare prodotti più sani, favorire la salute pubblica, contrastare alcune pratiche di marketing del settore e potenzialmente migliorare l'equità sanitaria".
Aggiornamento 29/1/2021

Uno degli sport preferiti da alcuni sedicenti divulgatori è quello di parlare di cose che non conoscono, e senza almeno dare uno sguardo alla letteratura scientifica prima. Uno che leggo spesso è "non esistono cibi antinfiammatori o proinfiammatori". Niente di più falso. È ormai evidente come il cibo processato aumenti l'infiammazione mentre quello non industriale, che mantiene fibre, minerali, vitamine e antiossidanti abbia effetto contrario. In generale dieta mediterranea e le sue simili riducono l'infiammazione, mentre la dieta di tipo occidentale aumenta tutti i marker. Adottare la prima dovrebbe anche essere in grado di invertire lo stato infiammatorio di basso grado tipico del sovrappeso.
Aggiornamento 16/5/2023

Il consumo di cibo processato è associato alle componenti della sindrome metabolica (colesterolo, trigliceridi circonferenza addominale, peso aumentato, percentuale di grasso, pressione alta) in bambini e adolescenti.
Aggiornamento 10/7/2023

L'OMS raccomanda di evitare le pubblicità di cibo spazzatura (definito come "alimenti e bevande analcoliche ad alto contenuto di acidi grassi saturi, acidi grassi trans, zuccheri liberi e sale") durante i programmi tv per bambini e adolescenti. 

Aggiornamento 20/7/2023

Le indicazioni per gli adolescenti con obesità non dicono "dategli una bibita ogni tanto", ma "escludete le bevande zuccherate". Raccomandano di ridurre la frequenza di consumo degli alimenti processati, questo perché si tratta di alimenti a basso quantitativo di nutrienti. I concetti secondo cui tutte le calorie sono uguali o che non esistono le calorie vuote appartengono al passato, nonostante alcuni brontonutrizionisti continuino a portarli avanti.
Quale dieta usare allora?
"I modelli dietetici che enfatizzano gli alimenti a base vegetale (ad esempio verdure, frutta e cereali integrali), fonti magre di proteine, un'elevata assunzione di fibre e un basso consumo di grassi saturi sono associati a migliori profili di rischio cardiometabolico. Le diete chetogeniche, utilizzate per il trattamento di alcuni disturbi convulsivi nei bambini, sono state incorporate in alcuni programmi di trattamento dell'obesità per adolescenti e hanno mostrato sicurezza ed efficacia a breve termine (perdita di peso dal 7 al 9% del peso corporeo di base a 3-4 mesi di follow-up)".
[tuttavia] La marcata restrizione calorica supervisionata (diete a bassissimo contenuto calorico) per la perdita di peso negli adolescenti non è raccomandata. Gli studi hanno mostrato risultati contrastanti con l'uso di queste diete; il recupero del peso è diffuso e potrebbero aumentare il rischio di disturbi del comportamento alimentare.
Si consiglia inoltre di avere pasti regolari, senza saltarli, evitare di spizzicare, in particolare alimenti pronti, fare attenzione alle porzioni, avere corrette regole a tavola, preparando i pasti e mangiandoli insieme in famiglia. Evitare gli alimenti ricchi di calorie e poveri di nutrienti.

Aggiornamento 7/2/2024

Il modello animale mostra che il binge drinking, il forte consumo di alcol in una sola occasione, in topi adolescenti predispone fortemente per l'insulinoresistenza e le malattie metaboliche e cardiovascolari. Questo avviene inducendo stress ossidativo e infiammazione
Aggiornamento 9/3/2024

Una revisione degli studi mostra il legame tra cibo spazzatura e svariate patologie.
Il legame più evidente è quello con mortalità cardiovascolare, disturbi mentali comuni e diabete di tipo 2. A seguire obesità, sonno alterato e dispnea. Asma e colite ulcerosa sembrano essere i meno legati.
"Le prove disponibili indicano che gli alimenti ultra-processati differiscono dagli alimenti non trasformati e minimamente trasformati in diversi aspetti, spiegando potenzialmente i loro plausibili collegamenti con esiti avversi sulla salute. Queste differenze includono profili nutrizionali più scadenti, l’eliminazione degli alimenti non ultra-processati dalla dieta e le alterazioni della struttura fisica degli alimenti mediante i processi industriali. Più specificamente, le diete ricche di alimenti ultra-processati sono associate a indicatori di scarsa qualità della dieta, con livelli più elevati di zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio, maggiore densità energetica e meno fibre, proteine ​​e micronutrienti. Gli alimenti ultra-processati sostituiscono gli alimenti più nutrienti nelle diete, come frutta, verdura, legumi, noci e semi, con conseguente riduzione dell’assunzione di composti bioattivi benefici presenti in questi alimenti, inclusi polifenoli o fitoestrogeni come l’enterodiolo. Tali profili dietetici poveri di nutrienti sono stati implicati nella prevalenza e nell’incidenza di malattie croniche attraverso vari meccanismi, compresi quelli infiammatori.
Gli effetti negativi sulla salute associati agli alimenti ultra-processati potrebbero non essere completamente spiegati solo dalla loro composizione nutrizionale e dalla densità energetica, ma anche dalle proprietà fisiche e chimiche associate ai metodi di lavorazione industriale, agli ingredienti e ai sottoprodotti derivati. In primo luogo, le alterazioni nella matrice alimentare durante la lavorazione intensiva, note anche come ricostituzione della dieta, possono influenzare la digestione, l’assorbimento dei nutrienti e il senso di sazietà. In secondo luogo, le prove emergenti sugli esseri umani mostrano collegamenti tra l’esposizione agli additivi, inclusi dolcificanti artificiali, emulsionanti, coloranti e nitrati/nitriti e gli esiti dannosi per la salute. Una recente revisione della ricerca sperimentale ha scoperto che le formulazioni per la perdita di peso ultra-processate composte da profili nutrizionali apparentemente bilanciati ma contenenti diversi additivi, inclusi dolcificanti non zuccherini, possono avere effetti negativi sul microbioma intestinale, che si ritiene svolga una funzione importante in molti delle malattie studiate qui e la relativa infiammazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente messo in guardia contro l’uso continuo di sostituti dello zucchero per il controllo del peso o per le malattie non trasmissibili e, secondo il suo nuovo rapporto, i dolcificanti non zuccherini possono anche aumentare il rischio di malattie cardiometaboliche e mortalità. Inoltre, citando “prove limitate” negli esseri umani, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha recentemente classificato il dolcificante non zuccherino aspartame come “possibilmente cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2B). Un numero crescente di dati mostra casi di esposizione a combinazioni di più additivi, che possono avere potenziali “effetti cocktail” con implicazioni maggiori per la salute umana rispetto all’esposizione a un singolo additivo. In terzo luogo, la lavorazione industriale intensiva degli alimenti può produrre sostanze potenzialmente dannose che sono state collegate a rischi più elevati di malattie infiammatorie croniche, tra cui acroleina, acrilammide, prodotti finali della glicazione avanzata (AGES), furani, ammine eterocicliche, acidi grassi trans industriali e idrocarburi policiclici aromatici. . Infine, gli alimenti ultra-processati possono contenere contaminanti con implicazioni per la salute che migrano dai materiali di imballaggio, come bisfenoli, microplastiche, oli minerali e ftalati".
In conclusione il consumo di alimenti processati è legato a un maggiore rischio di mortalità da tutte le cause, cardiovascolare, diabete, obesità e malattie mentali.
I legami con asma, malattie intestinali e tumori sono per ora ad evidenza limitata.
La politica dovrebbe impegnarsi per ridurre il consumo di questi alimenti insalubri, così come le linee guida e i professionisti dovrebbero sconsigliarli ulteriormente.
Questi cibi dovrebbero essere trattati in maniera simile al tabacco, con divieto di pubblicità e tasse, aggiunge un editoriale accoppiato. Viene raccomandato anche di non renderli reperibili vicino alle scuole, ma anzi favorire la disponibilità di cibo sano
Aggiornamento 10/6/2024

Il consumo di cibo processato (UPF) aumenta i rischi cardiometabolici (glicemia, circonferenza addominale, peso, adiposità ecc.) anche nei bambini.
"Diversi possibili meccanismi potrebbero spiegare i nostri risultati. In primo luogo, gli UPF contengono quantità maggiori di sodio, energia, grassi e zuccheri e quantità minori di fibre, che sono ben riconosciute come fattori che contribuiscono ai fattori di rischio cardiometabolico. Inoltre, alcuni UPF possono essere collegati a una risposta glicemica più elevata. È stato dimostrato che un elevato consumo di bevande zuccherate può ritardare il segnale di sazietà interna, portando a un eccessivo apporto calorico e a un carico glicemico più elevato. Inoltre, un consumo eccessivo di energia, grassi saturi e zucchero contribuisce all'aumento di peso e a un rischio più elevato dell’obesità, che è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Inoltre, il nostro studio ha dimostrato che i bambini che consumavano elevate quantità di UPF tendevano ad avere un apporto inferiore di frutta e verdura, che, insieme a un modello dietetico sano, sono noti per essere benefici per la salute cardiometabolica.
La maggior parte delle associazioni sono state mantenute nel nostro studio dopo aver ulteriormente adattato i modelli all'aderenza alla dieta mediterranea, suggerendo che altri fattori intrinseci UPF possono svolgere un ruolo importante nel determinare queste associazioni (ad esempio, gli additivi). Studi su animali e cellulari hanno rivelato potenziali rischi cardiovascolari derivanti da additivi autorizzati come solfiti, glutammato monosodico ed emulsionanti. La lavorazione degli alimenti genera contaminanti come acrilammide e acroleina, che sono stati collegati, rispettivamente, a maggiori probabilità e rischio di malattie cardiovascolari. Gli alimenti ultraprocessati possono contenere sostanze chimiche come bisfenoli e sostanze perfluoroalchiliche che sono state associate a un rischio più elevato di esiti cardiometabolici nei bambini".
Gli autori concludono suggerendo provvedimenti politici che riducano e disincentivino il consumo di questi alimenti.
Aggiornamento 13/7/2024

Negli USA, gli adolescenti con insicurezza alimentare, ossia quelli che per motivi economici faticano a mangiare cibo sano e privilegiano quello processato a buon mercato, hanno maggiore rischio di steatosi epatica (fegato grasso, ora indicato con MASLD, malattia da fegato grasso associata a problemi metabolici). Il 17% rispetto al 9 degli adolescenti senza insicurezza alimentare, quasi il doppio.
"Gli adolescenti con MASLD erano anche meno propensi a consumare un pasto equilibrato e più propensi ad acquistare cibo a basso costo, il che potrebbe esacerbare il ciclo di eccesso di cibo insieme al consumo eccessivo di alimenti ultra-processati e di cibi e bevande zuccherati, entrambi potenziali fattori di rischio, obesità e diabete.
Fornire come aiuto pasti bilanciati può aiutare a ridurre l'incidenza di MASLD.

Aggiornamento 16/8/2024

L'aumento di tumori al colon-retto è particolarmente legato all'eccessivo consumo di carni rosse e lavorate che hanno un effetto negativo sul microbiota. La riduzione delle specie protettive e l'aumento di quelle infiammatorie aumenta il rischio di questo tumore che è tipico di persone più anziane.

Aggiornamento 10/8/2025

Un tizio, che si spaccia per professionista qualificato, scrive che non esiste il cibo salutare e che non è definito cosa sia cibo ultraprocessato.
Senza andare a cercare chissà quale pubblicazione in riviste di infima categoria, basta prendere il report della World Health Organization (WHO), vecchio di quasi 10 anni, sulla prevenzione dell'obesità infantile, che raccomanda che gli stati rendano più accessibile il cibo sano e scoraggino il consumo di quello ultraprocessato (per esempio con la sugartax). Aggiornarsi prima di scrivere fesserie?

Aggiornamento 22/8/2025

L'insicurezza alimentare, ossia l'insufficiente disponibilità di cibo sano e nutriente, solitamente a causa di problemi economici, è associata nei bambini a ridotta salute cardiovascolare. Questo significa che la loro dieta da bambini li esporrà a maggiore rischio cardiovascolare (e metabolico) negli anni seguenti.
La salute cardiovascolare è stata valutata mediante il punteggio "Life’s Essential 8 (LE8)", che riguarda gli 8 pilastri della salute (lipidi nel sangue, pressione sanguigna, glicemia, indice di massa corporea (BMI), esposizione alla nicotina, qualità della dieta, attività fisica e qualità del sonno).

"Sia nei bambini che negli adulti, l'insicurezza alimentare può portare a un'alimentazione disadattiva, tra cui un maggiore consumo di alimenti ultra-processati, ipercalorici e poveri di nutrienti. La sicurezza alimentare può anche competere con altri bisogni di base, inducendo gli individui a rinunciare ai farmaci o alle cure mediche preventive per potersi permettere il cibo. Questi percorsi possono essere implicati nell'associazione tra l'insicurezza alimentare infantile, la salute cardiovascolare subottimale e l'obesità tra i giovani adulti che abbiamo osservato in questo studio."

I programmi di fornitura di cibo salutare contrastano efficacemente questa predisposizione.

Aggiornamento 27/8/2025

Il sonno di qualità è correlato al benessere mentale nei giovani adulti. Una maggiore assunzione di frutta e verdura può compensare la ridotta qualità del sonno. Il consumo di cibo spazzatura aumenta il rischio di depressione.


Aggiornamento 24/11/2025

(Finalmente) Gli esperti denunciano l'industria alimentare per il suo ruolo nelle malattie moderne.

Le cause dell'obesità non vanno ricercate nella mancanza di volontà, ma nei prodotti dell'industria alimentare.

Secondo la revisione della letteratura disponibile pubblicata su Lancet, "La totalità delle prove supporta la tesi secondo cui la sostituzione di modelli alimentari consolidati con alimenti ultra-processati sia un fattore chiave del crescente peso globale di molteplici malattie croniche legate all'alimentazione".
In pratica senza gli alimenti UPF non esisterebbe l'epidemia di obesità e di patologie correlate.

I meccanismi riguardano sia l'eccessiva disponibilità di calorie, abbinate a consistenza e sapori che aumentano la palatabilità, insieme alla ridotta disponibilità di nutrienti sani come fibre e antiossidanti. Anche la presenza di contaminanti e additivi è una probabile causa di malattia.

Chi minimizza i danni o gli effetti degli alimenti ultraprocessati o è a libro paga delle industrie o si è fatto convincere da quelli a libro paga.


I provvedimenti politici basati sull'evidenza per migliorare gli ambienti alimentari includono:

🔖 adottare etichette di avvertenza obbligatorie sulla parte anteriore della confezione, che funzionano bene per informare i consumatori e ridurre gli acquisti;
👦🏼 proteggere i minori di 18 anni – in particolare sulle piattaforme digitali – dal marketing di alimenti ultra-processati ed estendere le tutele oltre gli "orari dei bambini";
💵 tassare le bevande zuccherate (di almeno il 20%) e alcuni alimenti ultra-processati; utilizzare i ricavi per sovvenzionare frutta, verdura e pasti preparati al momento per le famiglie a basso reddito;
🧋 rimuovere gli alimenti ultra-processati da scuole, ospedali e altre istituzioni pubbliche, limitare la quota di alimenti ultra-processati sugli scaffali dei supermercati e limitare la disponibilità di alimenti ultra-processati vicino alle scuole.

Invito a leggere la riflessione del prof Fontana al link


lunedì 26 novembre 2012

Famiglia extralarge

Ritengo che Famiglia extralarge, in onda su Cielo (e Sky), sia un ottimo programma.
Un medico giovane e preparato spiega con esempi comprensibili anche ai bambini il danno dell'assenza dell'attività fisica, dell'assunzione di cibo spazzatura e dell'eccesso di grasso in generale.
È molto importante che i bambini conoscano subito i pericoli per la salute che implica uno stile di vita erroneo perché saranno i malati del domani.
I vasi sanguigni diventano così tamburi, che se sottoposti ad una eccessiva pressione si lacerano. Le lesioni vengono quindi infiltrate dal colesterolo (rappresentato da palle di gomma), che fuoriuscendo chiarisce il processo progressivo dell'aterosclerosi.
Nel programma intere famiglie vengono sottoposte ad un protocollo multidisciplinare (dieta, attività fisica, supporto psicologico) che rappresenta oggi probabilmente il miglior approccio nei confronti del grave problema dell'obesità.
Inoltre modificare le abitudini sbagliate di un'intera famiglia permette di sostenersi e farsi coraggio a vicenda.

Aggiornamento 29/7/2016

Mangiare in famiglia più spesso si associa con minor rischio di problematiche psicosociali tra i giovani

Update 3/10/2016


L'infiammazione correlata all'obesità appare reversibile nei bambini: meglio pensarci finché si è ancora in tempo!

Aggiornamento 17/3/2021

Una posizione ufficiale dell'ESPGHAN valuta le cause dell'obesità infantile.
I comportamenti alimentari dei genitori sono un fattore determinante.
Nei primi 2 anni di vita, l'allattamento è protettivo, mentre il latte in formula è associato con alterata composizione corporea. Un elevato apporto proteico durante lo svezzamento aumenta il rischio obesità. Il latte intero, dopo l'anno di vita, appare ridurre il rischio di sovrappeso rispetto al latte a ridotto contenuto di grassi. Se i genitori intervengono, migliorando l'alimentazione, il rischio scende.
Dai 2 anni, la dieta mediterranea e nordica riducono il rischio di obesità, su quella vegetariana non ci sono conclusioni. Le bibite gassate aumentano il rischio.
Sul comportamento alimentare, saltare la colazione è associato all'obesità, forse a causa del suo ruolo nell'equilibrio energetico e nella regolazione dell'appetito, i pasti regolari consumati in famiglia sono associati a migliore salute e alla prevenzione dell'eccesso di peso.
Un numero maggiore di pasti giornalieri è associato a un minor rischio di obesità nei bambini forse a causa di una migliore modulazione della fame
 Durante gli spuntini, il consumo di cibi ad alta densità energetica contribuisce all'obesità nell'infanzia, aumentando l'apporto energetico giornaliero.
 Porzioni più grandi, soprattutto di cibi densi di energia, sono associate a un maggiore apporto energetico giornaliero, un fattore predittivo dell'eccesso di peso corporeo.
 I bambini possono autoregolare efficacemente l'assunzione di energia tra i 4 e i 12 anni almeno, sebbene l'assunzione di energia tenda ad aumentare con l'aumentare delle dimensioni della porzione (perdita del controllo)
 Una combinazione di maggiore attività fisica e riduzione del tempo passato seduti può avere un ruolo importante nella prevenzione dell'obesità.
Come raccomandazioni, si dovrebbe promuovere l'allattamento al seno il più possibile, e non esistono evidenze per consigliare il latte scremato prima dei 2 anni. Favorire il consumo della sola acqua ed evitare la presenza di distributori di bibite nelle scuole. Incoraggiare il consumo della colazione e dei pasti in famiglia, insieme a merende con cibi salutari, freschi e vegetali.

Aggiornamento 10/9/2021

Il termine "obeso metabolicamente sano", riferito a persone con eccesso di peso ma apparentemente senza valori ematochimici eccessivi, andrebbe evitato perché fuorviante. Infatti entro 5 anni un terzo di loro ha problemi metabolici che fanno avere una mortalità superiore. La perdita di peso e uno stile di vita sano andrebbe per questo consigliato a tutti.

Aggiornamento 15/12/2024

Per la prima volta dopo decenni il tasso di obesità negli USA è diminuito. Probabilmente questo è dovuto all'arrivo dei farmaci dimagranti. Piaccia o no, sono un presidio importante per le persone che faticano a dimagrire, comunque non si può prescindere da dieta e attività fisica

lunedì 24 settembre 2012

Sfida all'ultimo stress

Su Cielo da alcune settimane viene trasmesso "Sfida all'ultimo chilo" (Biggest loser in lingua originale), un reality in cui dei pazienti obesi devono impegnarsi per dimagrire.
Ovviamente si sente la necessità di spettacolarizzare il tutto, per aumentare l'appeal dei telespettatori.
Mi fa piacere che un medico abbia spiegato molto bene i pericoli che il sovrappeso determini nei confronti della salute, in maniera diretta e chiara. 
Tralasciando di descrivere i metodi utilizzati (basati giustamente su attività fisica e dieta), mi ha colpito che al momento del peso, ma anche in altre situazioni, si minaccino le persone di eliminarle dal programma, e le si mettano sempre in competizione fra loro, causando così un forte stress per diversi minuti, unito alla paura di non farcela.
Questi situazioni di stress non fanno altro che aumentare la secrezione di cortisolo, un ormone che spinge l'organismo a liberarsi della massa metabolicamente attiva (il muscolo) e ad accumulare quanto più grasso possibile, proprio per fronteggiare il momento di difficoltà e di pericolo. Lo stress è anche notoriamente una causa di aumento dell'appetito.
Sul lungo periodo questo porta ovviamente ad ingrassare, anche se si mangia come uccellini, proprio perché non si possiede una capacità di ossidare i substrati, ovvero si ha la massa di un camion ma il motore di uno scooter. Di conseguenza il "serbatoio" rimane sempre pieno.
La dieta non dovrebbe mai essere una fonte di stress, ma essere vissuta come il cambio di stile di vita necessario per migliorare la propria salute e magari anche il proprio aspetto fisico.
Prossimamente parlerò più in dettaglio delle conseguenze dell'ipersecrezione del cortisolo e della somministrazione del suo analogo sintetico, il cortisone, spesso usato con troppa disinvoltura dai medici.

Aggiornamento 2/5/2016

I partecipanti al programma, 6 anni dopo, soffrono ancora di un metabolismo ridotto che cerca di riportarli al loro peso originario. L'inganno delle diete.

Aggiornamento 15/6/2018

Diversi anni dopo, i protagonisti del reality continuano a recuperare i kg persi, a causa del rallentamento del metabolismo basale.
Quando si sta in restrizione calorica per mesi, ci si sente sempre stanchi e non si ha voglia di muoversi. In realtà si tratta di una fisiologica risposta di adattamento dell'organismo, che non produce più energia ma la risparmia.


Aggiornamento 19/7/2018


Le persone che subiscono stress da bambini hanno forte probabilità di avere alterazione nella metilazione dei geni e per questo cresce il loro rischio di ansia, disturbi dell'umore e depressione


Aggiornamento 18/3/2019

Lo stress, attraverso il suo ormone cortisolo, facilita la propagazione delle metastasi e riduce l'efficacia della chemioterapia.

Aggiornamento 11/6/2019

Come fanno stress, alterazione del sonno e dei ritmi circadiani a favorire l'accumulo di grasso? Uno dei meccanismi riguarda l'alterazione dei ritmi circadiani.
Il cortisolo, l'ormone dello stress, ha dei ritmi ben precisi durante la giornata nelle persone sane, alto al mattino e tendente a scendere durante la giornata. Somministrare l'analogo del cortisolo ai topi fa in modo che le cellule adipose siano più numerose e grandi. Questo però non succede, o in maniera limitata, se la somministrazione segue i ritmi circadiani.
Quando invece il cortisolo raggiunge un limite critico, stimola la produzione di una proteina chiamata PPARγ, che determina maturazione dei preadipociti in adipociti maturi. Questo significa avere più "magazzini" per le calorie introdotte, che tenderanno più facilmente ad accumularsi.
"Infine, questa ricerca sottolinea l'idea che forse l'esercizio fisico, l'esposizione al calore o il consumo di caffè che causano picchi pulsatili nel cortisolo sono utili per ridurre la probabilità che i preadipociti si differenzino in cellule adipose. Certo, è importante dedicare il tempo a queste cose, e le persone con problemi intestinali o surrenali dovrebbero usare queste cose in modo logico e produttivo invece di limitarsi a farle per routine, volenti o nolenti."
"Poiché i ritmi circadiani vengono riconosciuti come variabili importanti per l'ottimizzazione della salute e il trattamento delle malattie, i tempi [di somministrazione] diventeranno un fattore importante per massimizzare i risultati. Con un gran numero di persone obese e persone che assumono glucocorticoidi per numerosi problemi negli Stati Uniti, questo studio ci mostra come i fattori relativi alle perturbazioni circadiane possono promuovere l'accumulo di grasso.
I glucocorticoidi, come il cortisolo nell'uomo, sono influenzati dall'orologio circadiano in tutti gli animali e funzionano anche come input in tutto l'organismo. In altre parole, l'ambiente produce una variazione nei glucocorticoidi che promuove il giusto timing e la comunicazione tra sistemi di organi interdipendenti. I segnali circadiani che possono avere un impatto sul ritmo del cortisolo includono l'esposizione alla luce, il ciclo di alimentazione/digiuno, l'attività fisica e l'esposizione agli stress.
I glucocorticoidi sono farmaci utili nel ridurre problemi come stanchezza e dolore. Ma è importante prestare attenzione alle implicazioni fisiologiche del disallineamento con il ritmo circadiano del cortisolo. Quindi la tempistica potrebbe essere un grosso problema per chi assume glucocorticoidi e sta anche cercando di perdere peso.
Che tu sia esposto a segnali circadiani che disturbano i tuoi orologi o che sia esposto ai farmaci che fanno la stessa cosa, perdere il ritmo circadiano del cortisolo sembra promuovere l'accumulo nelle cellule di grasso, che diventano più grandi e numerose. Nessuna di queste cose è l'ideale in una popolazione già obesa".
Aggiornamento 4/4/2022

Il rumore del traffico, come altri tipi di stress, è legato ad aumentato rischio di obesità, in particolare con grasso depositato nell'addome.
Si presume che il "meccanismo sia quello di risposta allo stress, per cui il rumore del traffico agisca continuamente come stressor fisiologico sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sull'asse simpatico-surrene-midollare, corrispondenti alla produzione di ormoni dello stress e producono eccessi di ormoni inclusi come adrenalina, noradrenalina e corticosteroidi, che aumentano la distribuzione del grasso addominale e il consumo di cibo e quindi provocano l'obesità.
Un altro meccanismo presuppone che l'esposizione al rumore causi privazione del sonno e stress da rumore, favorendo lo sviluppo di cambiamenti metabolici che possono alterare i livelli di leptina e grelina, quindi portando ad un aumento di peso con aumento dell'appetito ma diminuzione del dispendio energetico. Inoltre, ciò può portare ad alterazioni croniche del sistema endocrino e del sistema nervoso autonomo e aumentare lo stress ossidativo, l'infiammazione o le alterazioni del sistema immunitario". Un altro potenziale meccanismo sociale è rappresentato dai livelli più bassi di attività fisica che tendono ad avere le persone sotto stress

Aggiornamento 18/9/2024

La condizione di obesità è uno stress per l'organismo.
L'eccesso di tessuto adiposo altera gli organi a livello morfologico e molecolare.
In conseguenza, "si promuovono lo stress ossidativo, mitocondriale e del reticolo endoplasmatico, portando a disfunzione delle cellule β pancreatiche, resistenza all’insulina multiorgano, disfunzione endoteliale, ipercoagulabilità e metabolismo lipidico anormale, portando infine alle manifestazioni cliniche. Si propone inoltre che l’infiammazione cronica e l’iperinsulinemia siano alla base dell’aumento del rischio di diversi tumori conferito dall’obesità".

Un moderno trattamento dell'obesità non può prescindere dalla considerazione di alcuni fattori emergenti, come gestione dello stress e qualità del sonno, a fianco dei classici alimentazione e attività fisica.
Se i cambiamenti dello stile di vita non sono sufficienti, allora si devono considerare farmaci e chirurgia bariatrica.

"I cambiamenti ambientali, spesso definiti ambiente obesogeno, sono probabilmente la ragione principale del forte aumento della prevalenza dell’obesità negli ultimi cinquant’anni. Tra i fattori proposti per l'aumento del consumo alimentare vi sono i determinanti commerciali della salute, come l'aumento della disponibilità di cibo, il marketing alimentare, il prezzo degli alimenti, le dimensioni delle porzioni, la densità energetica, gli alimenti ultraprocessati (con perdita di nutrienti) e l'uso dei sottoprodotti per la loro produzione (ad esempio, mais, soia) e altri cambiamenti sociali e ambientali, tra cui un sonno inadeguato, un aumento dello stress e l’esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino (interferenti endocrini)."

Aggiornamento 5/12/2024

I farmaci dimagranti agiscono in particolare stimolando i recettori per il GLP1, un ormone che viene rilasciato dopo che mangiamo, dando sazietà, anche a livello ipotalamico, il centro che controlla appetito e spesa energetica. È come se uno si saziasse senza mangiare, o mangiando molto meno. Chi li usa riferisce di avere anche meno ossessione del cibo.
I nuovi farmaci in arrivo hanno anche altri target, come il glucagone, il GIP ecc., tutti ormoni con effetto dimagrante, saziante, lipolitico, con un lieve incremento della spesa energetica
Tuttavia assumendo meno calorie si rischia di perdere anche muscolatura e tessuto osseo, importante per il controllo glicemico e l'ossidazione dei grassi la prima, per prevenire fratture il secondo.
Una valutazione della composizione corporea nel tempo, alimentazione appropriata e sport, meglio se coi pesi, sono dunque cardini essenziali anche in chi assume farmaci dimagranti.
In nutrizione si usa la regola empirica dell'1 a 4: ogni 4kg di massa grassa, se ne può perdere uno di massa magra. La regola non ha un'applicazione scientifica vera e propria, ma dev'essere usata "cum grano salis". La riduzione della massa muscolare è un problema comune a qualsiasi metodo dimagrante (dieta ipocalorica, chirurgia, farmaci), che dev'essere contrastato con corretta alimentazione e attività fisica.
La perdita di muscolo con i farmaci antiobesità può essere un problema serio, soprattutto in alcune persone. Secondo alcuni può risultare non dannosa se non compromette la qualità del muscolo, andando a perdere i lipidi muscolari (lipidi intramiocellulari) che disturbano il metabolismo muscolare. Il tirzepatide sembra salvaguardare maggiormente la massa magra.
In sintesi servono ancora studi per capire l'efficacia sulla composizione corporea a lungo termine.

Aggiornamento 29/2/2026

Nelle ultime linee guida degli endocrinologi clinici americani per il trattamento delle persone con obesità viene chiarito che, nonostante un bilancio energetico cronicamente positivo sia la causa dell'obesità, l'alterazione necessaria dei sistemi di regolazione della sazietà sia molto più complessa della semplice differenza "calorie in entrata - calorie in uscita ", che non fa altro che aumentare lo stigma nei confronti di queste persone. Non si può affrontare una condizione complessa dicendo alle persone mangia meno e muoviti di più, non funziona.

La riduzione del peso richiede un cambiamento nel bilancio energetico tale da far utilizzare le scorte del tessuto adiposo, assumendo meno calorie di quante vengano ossidate, ma una salutare perdita di peso dipende dai macro e micronutrienti che supportano la ritenzione di muscolo e osso.

"Gli interventi nutrizionali dovrebbero concentrarsi sulla qualità e sulla densità nutrizionale degli alimenti consumati, riducendo al minimo l'assunzione di alimenti ultraprocessati e ad alta densità energetica, nel contesto delle norme e delle preferenze culturali psicosociali. Gli interventi nutrizionali devono creare un deficit energetico per la perdita di peso, ma possono essere difficili da sostenere a lungo termine in assenza di terapie mediche o chirurgiche. Nonostante gli sforzi per aderire alle prescrizioni dietetiche, molte persone sperimentano un riacquisto di peso a causa di risposte disadattive dopo la perdita di peso, che sono parte integrante della fisiopatologia dell'obesità. Il raggiungimento di un deficit energetico per la perdita di peso può essere raggiunto attraverso una varietà di strategie dietetiche basate sull'evidenza che non devono necessariamente escludersi a vicenda e possono essere combinate o modificate in modo personalizzato per ogni individuo. I modelli alimentari dovrebbero essere ottimizzati per ottenere benefici per la salute che vanno oltre la perdita di peso e dovrebbero riflettere le preferenze individuali, il contesto culturale, gli obiettivi di salute e l'accesso al cibo."
Le persone che assumono farmaci dimagranti devono stare particolarmente attente al rischio di malnutrizione.

"Considerando un'ampia gamma di piani alimentari (mediterranei, DASH, a basso contenuto di carboidrati, a base vegetale, paleo, ecc.), non esiste una composizione di macronutrienti nota per essere superiore alle altre; piuttosto, l'intervento dietetico più efficace dipende dalla capacità di un individuo di aderirvi nel lungo termine". In pratica la dieta migliore è quella che uno riesce a seguire, basta che sia fatta con alimenti non processati. Tuttavia la dieta mediterranea è quella che ha il miglior riscontro a lungo termine sulla prevenzione cardiovascolare. "Anche piani con sostituti dei pasti, diete con finestre temporali o digiuni possono essere implementati in combinazione con altri interventi dietetici personalizzati."

Soprattutto per chi usa i farmaci i punti sono: (1) ottimizzare e dare priorità agli alimenti glucidici ricchi di nutrienti come verdure, legumi e frutta; (2) dare priorità alle proteine ​​magre; (3) prendere in considerazione l'integrazione multivitaminica per includere ferro e calcio; e (4) usare in modo flessibile i sostituti dei pasti.

Le recenti ricerche mostrano l'importanza di una maggiore quota proteica per ridurre la perdita di muscolo. La quota parte da 1,2g/kg di peso e può arrivare fino a 2 senza indurre problemi renali come ipotizzato in passato.

L'attività fisica deve essere sia di tipo aerobico che anaerobico, per proteggere la massa magra e ridurre la riduzione di spesa energetica sia basale che totale, oltre che proteggere dal rischio di obesità sarcopenica.

Si forniscono anche indicazioni sul sonno, ormai ritenuto un pilastro della salute e del dimagrimento, e si raccomanda eventuale terapia comportamentale di supporto.

La perdita di peso è ritenuta soddisfacente se supera il 5% del peso iniziale, ottimale se supera il 15%.