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venerdì 8 febbraio 2013

Magri con l'alcol

Torna in questi giorni la notizia di una moda, definita in gergo scientifico drunkoressia, che si sta diffondendo tra i giovani, soprattutto tra le ragazze. Si tratta in pratica di bere alcolici in modo da non sentire il senso della fame e rimanere magri (o dimagrire). Spesso viene associata ad attività fisica compulsiva.
Il Ministero della Salute stima in 300mila i potenziali affetti, e i più giovani hanno 12 anni; numeri da mani nei capelli.


http://www.fashionmagazine.com/blogs/society/2011/10/19/snps-word-of-the-day-drunkorexia/


La dipendenza dall'alcol e il suo trattamento hanno costi sociali molto alti. Le conseguenze dell'abuso di alcol sono, tra gli altri, tumori (soprattutto orali, gastrointestinali, mammari, pancreatici ed epatici), problemi psichiatrici e neurologici (demenza, allucinazioni, depressione, delirio, paranoia, panico, agorafobia), carenze nutrizionali.
Meglio pensarci prima! 
La dose di sicurezza è di 2 bicchieri al giorno per l'uomo, uno per la donna. Anche se le linee guida americane sono in realtà più restrittive.

Update 1/7/2016

L'obesità e il diabete sono peggio dell'alcol per il fegato. Questo non significa che dobbiate bere per rimanere magri però!
L'alcol aumenta la produzione di estrogeni e quindi la deposizione di grasso.

Update 7/7/2016

Nuovo studio sulla drunkoressia.


Update 17/11/2016

Avere comportamenti di dipendenza dall'alcol da adolescenti porta modificazioni epigenetiche nel DNA tali da influenzare negativamente la prole, aumentando il rischio di ansia, depressione e problemi metabolici.

Update 13/1/2017

Abusare di alcol porta nel modello animale ad avere più fame, facilitando l'aumento di peso

Aggiornamento 9/11/2017

L'alcol è un pericoloso cancerogeno e distrugge le cellule cerebrali negli adulti

Aggiornamento 9/1/2018
Scoperti i meccanismi che rendono l'alcol cancerogeno: le aldeidi che si formano dal suo metabolismo danneggiano il DNA. Chi ha scarse capacità enzimatiche di degradare l'acetaldeide ha maggiore rischio
Aggiornamento 2/2/2018

L'alcol è indicato dallo IARC come cancerogeno certo. Fino a un quarto dei tumori sono attribuibili al consumo di alcol. Le cause sono probabilmente attribuibili al danno al DNA, alla riduzione nell'assorbimento di folati e all'aumento dell'assorbimento degli altri cancerogeni. L'AICR sconsiglia il consumo di alcol per prevenire i tumori, ma considera modeste quantità (un drink al giorno per le donne e 2 per gli uomini) protettive per il cuore. L'effetto cancerogeno dell'alcol è potenziato dal fumo.


Aggiornamento 12/5/2018


L'alcol, si sa, è un ottimo disinfettante, purtroppo però nei forti bevitori fa fuori i batteri buoni e favorisce la crescita di quelli cattivi a livello orale. In questo modo può promuovere le malattie dei denti e altre condizioni patologiche, per esempio quelle autoimmuni. Questi i risultati di uno studio fatto su oltre 1000 americani. Anche i collutori a base alcolica sono probabilmente da evitare

Aggiornamento 20/5/2018
L'alcol riduce la sintesi proteica muscolare bloccando mTOR, sia in acuto che in cronico, e l'effetto dura molto tempo.

Aggiornamento 25/8/2018

Secondo una nuova revisione degli studi, l'alcol è responsabile di 3 milioni di morti all'anno, e del 12% di quelle tra i 15 e i 49 anni. Non sono stati individuati livelli di alcolici che migliorano la salute, né vino, né birra, né altro, quindi il consiglio di bere uno o 2 bicchieri al giorno si declassa a semplice mito. L'unico livello di alcol che non fa male è zero. Le politiche del futuro si dovranno incentrare sullo scoraggiamento dell'assunzione di alcolici


Aggiornamento 8/12/2018


Spesso si ritiene l'alcol un nutriente che non crea problemi. Ma l'alcol apporta calorie vuote, ed è un cancerogeno certo. Risulta sempre un qualcosa di troppo, e nessuno ha stabilito una soglia di alcol che non sia dannosa. Questo studio dimostra come eliminare gli alcolici possa essere una delle chiavi per il mantenimento della perdita di peso a lungo termine, soprattutto nei diabetici


Aggiornamento 13/1/2019


Un consumo moderato di alcol, indicato come 2 porzioni al giorno, è sufficiente a indurre rimodellamenti cardiaci tali da alzare il rischio di fibrillazione atriale

Aggiornamento 14/3/2019

Anche un moderato uso di alcolici (1 o 2 drink al giorno) può aumentare il rischio di ipertensione

Aggiornamento 10/4/2019

I circuiti nervosi della dipendenza da alcol e da cibo spazzatura sono gli stessi

Aggiornamento 11/4/2019

Una bottiglia di vino a settimana incrementa il rischio tumorale globale dell'1% circa (1,4% per le donne), corrispondente più o meno a quello di 10 sigarette a settimana.
Aggiornamento 4/9/2020

Il trapianto di microbiota può aiutare a guarire la dipendenza da alcol. Scrivono gli autori: "questo lavoro conferma che la via per il cervello passa attraverso l'intestino"

Aggiornamento 13/4/2021

La dieta chetogenica potrebbe aiutare nella disintossicazione dall'alcol, e nei topi riduce l'induzione di dipendenza. Gli effetti sembrano dovuti alla riduzione della neuroinfiammazione e alla variazione nei substrati energetici (meno acetato e glucosio)

Aggiornamento 14/10/2021

L'aderenza allo stile di vita migliora il rischio cardiovascolare in persone con fibrillazione atriale. Dimagrimento, uso della CPAP (respiratore notturno), attività fisica, controllo del diabete, dell'ipertensione e dei lipidi plasmatici sono tutti utili. Inoltre l'astensione dall'alcol in persone che ne fanno uso può ridurre il rischio di ictus del 14%. I consumatori di alcol hanno invece rischio significativamente superiore.
L'alcol infatti può dare alterazioni nella conducibilità elettrica del cuore. Inoltre chi smette di bere spesso adotta anche gli altri comportamenti (dimagrimento, abbandono del tabagismo ecc.) che riducono il rischio, e favorisce una migliore adesione ai farmaci, per esempio la terapia anticoagulante.

Aggiornamento 26/12/2021

Anche quantità moderate di alcol consumate giornalmente appaiono dannose per la salute, secondo un articolo di Medscape.
Purtroppo la pandemia ha aumentato il consumo di alcolici e nel breve termine questo ha significato aumento di malattie epatiche, intestinali e della violenza domestica.
Spesso si rappresentano gli effetti dell'alcol con una curva a J, in cui i bevitori moderati (uno-due porzioni al giorno) hanno un rischio di malattia inferiore dei non bevitori.
"In realtà, questa associazione è più probabilmente "un artefatto statistico" in gran parte derivato da studi osservazionali di bassa qualità, secondo il dr. Christopher Labos, epidemiologo e cardiologo presso il Queen Elizabeth Health Complex di Montreal.
"Quando si guarda agli studi che tengono conto della causalità inversa, o il fatto che alcune persone astemie sono ex consumatori di alcol, allora ci si rende conto che il beneficio protettivo dell'alcol è minimo o inesistente e che l'alcol fa più male che bene alla nostra società".
Un recente studio ha mostrato come smettere di bere riduca la fibrillazione atriale, mentre un altro ha mostrato che il rischio si riduce con 56g a settimana, mettendo ancora in risalto l'"effetto a J".
L'alcol è un cancerogeno e si stima sia responsabile da solo del 4% dei tumori, in particolare nelle donne e anche nei bevitori moderati. L'ACR consiglia per questo "è meglio non assumere alcolici".
L'alcol è neurotossico e ha effetti sulla cognizione.
L'uso eccessivo di alcol è uno dei maggiori fattori causali per la demenza.
"Mewton e colleghi hanno recentemente pubblicato dati che suggeriscono che ci sono tre periodi in cui il cervello potrebbe essere particolarmente suscettibile agli effetti neurotossici dell'alcol: la gestazione (dal concepimento alla nascita), l'adolescenza (15-19 anni) e l'età adulta (oltre 65 anni). Fare particolarmente attenzione in queste fasi può quindi essere utile" suggerendo anche che la terapia cognitivo-comportamentale e motivazionale sono molto efficaci nel ridurre il consumo.
Il dr. Labos suggerisce di chiarire questi aspetti ai pazienti e usare gli alcolici come il cibo spazzatura: qualcosa da consumare occasionalmente

Aggiornamento 13/3/2022

Cattive notizie per i moderati consumatori di alcol.
L'alcol porta a riduzione del volume e invecchiamento del cervello, anche in dosi basse.
In uno studio su 36 mila americani è stato stimato che in un 50enne il consumo giornaliero tra un'unità di alcol (circa mezza birra) al giorno e due unità (mezzo litro di birra o un bicchiere di vino) porta a cambiamenti associati nel cervello equivalenti all'invecchiamento di due anni. Il consumo compreso tra due e tre unità alcoliche alla stessa età corrispondeva invece a un invecchiamento di tre anni e mezzo.
La relazione inoltre non è lineare ma esponenziale e i danni aumentano maggiormente in chi beve di più.

Aggiornamento 24/2/2023

Il consumo di quantità notevoli di alcol riduce la crescita muscolare dopo l'allenamento.

Aggiornamento 7/4/2023

Continuano a non esistere livelli sicuri di consumo di alcol. Lo conferma una metanalisi che ha escluso alcuni errori metodologici spesso presenti in altri lavori. Gli effetti sulla mortalità sono evidenti a partire dalle 3 unità settimanali.

Aggiornamento 10/4/2023

In uno studio si è messo in evidenza come la rifaximina, un antibiotico usato per i diverticoli e la SIBO perché agisce solo sull'intestino, possa prevenire la progressione della malattia epatica a fibrosi. Questo conferma l'importanza di un microbiota infiammatorio nella malattia. Secondo i ricercatori il trattamento può essere utile soprattutto in chi non riesce ad abbandonare l'alcol.
"La malattia epatica associata all'alcol è la causa più comune di cirrosi e una delle principali indicazioni per il trapianto di fegato negli Stati Uniti e nel mondo. Un problema di salute pubblica, la morbilità e la mortalità delle malattie epatiche associate all'alcol è aumentata a livello globale dalla pandemia di COVID-19 a causa dell'aumento del consumo di alcol. L'alcol provoca fibrosi epatica a causa delle specie reattive dell'ossigeno generate attraverso il suo metabolismo epatico e indirettamente attraverso il suo effetto sull'asse intestino-fegato, portando a disbiosi e aumento della permeabilità intestinale con conseguente traslocazione batterica. Insieme, questi effetti alterano le risposte immunitarie innate, risultando in un ambiente infiammatorio epatico e sistemico con il rilascio di citochine e chemochine, che interagiscono con le cellule epatiche promuovendo la fibrosi attraverso l'attivazione delle cellule stellate epatiche".

Aggiornamento 19/1/2024

L’OMS ha redatto un documento in cui dichiara che tassare alcolici e bibite zuccherate può aiutare le persone ad avere stili di vita più sani e meno patologie, riducendo così i costi collettivi della sanità pubblica.

Aggiornamento 7/2/2024

Il modello animale mostra che il binge drinking, il forte consumo di alcol in una sola occasione, in topi adolescenti predispone fortemente per l'insulinoresistenza e le malattie metaboliche e cardiovascolari. Questo avviene inducendo stress ossidativo e infiammazione

Aggiornamento 1/4/2024

Ridurre la quantità di alcol nei bevitori assidui è associato con minore incidenza di eventi cardiovascolari, in particolare angina instabile e ictus ischemico. I ricercatori mostrano l'importanza di campagne per la riduzione del consumo di alcol

Aggiornamento 17/4/2023

L'abuso di alcol in Italia sta aumentando. Si stimano 8 milioni di consumatori a rischio (oltre un italiano su 7). Quasi 4 milioni i binge drinker

Aggiornamento 12/12/2024

Spesso si dice che un consumo moderato di alcol può essere benefico per la salute, suggerendo che esiste una curva a U (o meglio a J) in cui un piccolo consumo è meglio dell'astensione.
In un'analisi dei dati del Million Veteran Program, che ha compreso oltre 50 mila persone, il consumo moderato è associato con meno diabete e meno malattie cardiovascolari.
Tuttavia… i ricercatori chiariscono che non c'è legame causale.

Una rianalisi fatta con il metodo della randomizzazione mendeliana mostra che l'associazione è dovuta a fattori confondenti: la variante dell'enzima che metabolizza l'alcol, il fumo, l'uso di farmaci per la pressione, il peso, ecc. e conferma che non ci sono vantaggi in termini di salute a consumare piccole quantità di alcol.

Se vi volete concedere un consumo saltuario, può essere tollerato (ma NON fa bene). Nessuna ricerca ha mai dimostrato la convenienza a utilizzare quotidianamente alcolici.

venerdì 1 febbraio 2013

Tira il dado (nella spazzatura)

L'ultimo spot del dado Star dice: aggiungiamolo perché sennò il brodo fatto in casa con le verdure non ha sapore.
Gli ingredienti sono (dal sito http://www.tiadorogustoitaliano.it ):


Sale iodato (50,6%) - Grasso vegetale - Esaltatore di sapidità: glutammato monosodico - guanilato disodico e inosinato disodico - Estratto per brodo (con soia) - Olio extravergine di oliva (3%) - Aromi - Prezzemolo - Estratto di carne.

Quindi un prodotto fatto per metà di sale (almeno iodato..), grasso vegetale non meglio specificato (quindi con buona probabilità idrogenato) e soprattutto contentente glutammato.



http://www.fanpop.com/clubs/funny-pictures/images/13510265/title/yu-callz-aquarium-callz-soup-fanart


Il glutammato, un comune aminoacido componente le proteine, è utilizzato per aumentare la sapidità perché responsabile del cosiddetto gusto umami, un quinto gusto. Peccato che vada ad agire pure su vie nervose che influenzano l'appetito e la scelta di cibi con quel gusto. Le industrie ben conoscono queste caratteristiche, e così ritroviamo il glutammato nella maggior parte dei piatti pronti industriali.
La somministrazione del glutammato è una metodica conosciuta da tempo per far ingrassare gli animali da laboratorio sperimentalmente.
Studi epidemiologici legano l'uso di glutammato all'aumento di peso e alla sindrome metabolica, anche se non tutti concordano.
In un modello animale, il glutammato insieme ai grassi trans (praticamente il dado da cucina..), oltre che alterare i parametri metabolici, ha ridotto la capacità di coordinazione dei topi; in un altro ha provocato steatosi epatica e infiammazione cronica.
Secondo la letterature ufficiale, la "sindrome da ristorante cinese", che si dice venga provocata dall'ingestione del glutammato, non si può chiaramente attribuire a questa molecola. Un solo lavoro recente, di una rivista ucraina poco nota, sostiene sicuro questo legame.
Tuttavia, visti i numerosi effetti negativi evidenziati nei modelli animali, e dato sempre il principio di precauzione, consiglio sempre di gustare i cibi al naturale. Invito a diffidare da messaggi che chiedono di edulcorare gli alimenti in partenza sani, in particolare con bambini di mezzo, che stanno ancora formando i loro gusti e che un domani saranno attratti se non dipendenti da tali gusti probabilmente poco salubri!

Esistono molti modi per fare il dado in casa, ad esempio per chi lo possiede, col Bimby. Questa ricetta mi ha colpito positivamente! 
In ogni caso, sempre attenzione al sale.



Aggiornamento 18/3/2017


A cosa serve il glutammato aggiunto dalle industrie nei cibi? Loro ti dicono a dare più sapore, gli esperimenti dicono che aumenta l'appetito, andando a impattare sui circuiti di regolazione del comportamento alimentare e potenzialmente aumentando la quantità di cibo introdotta e così favorendo l'aumento di peso.


Aggiornamento 28/3/2017


Contrariamente a quanto si credeva, alcuni neuroni possono utilizzare direttamente il glutammato come fonte di energia, alterando così la loro funzionalità per proteggersi dall'effetto citotossico



Aggiornamento 20/6/2017

Molti continuano a dire che il glutammato non crea problemi. Però la chirurgia bariatrica determina il ritorno in quantità sensibili di un nostro amico intestinale, il B. thetaiotaomicron, capace di consumare il glutammato e, guarda caso riducendo il glutammato sanguigno il dimagrimento inizia.



Aggiornamento 9/3/2018


Alcuni metaboliti degli aminoacidi ramificati (BCAA) e del glutamato sembrano aumentare il rischio di obesità in caso di alterazione della flora intestinale


Aggiornamento 20/5/2018

Chris Kresser pubblica una revisione sul glutammato: è improbabile che stimoli l'aumento di peso, può determinare cefalea se preso da solo (senza cibo), soprattutto nelle donne, non sembra provocare orticaria, potrebbe esacerbare la rinite, non sembra causare asma.



Aggiornamento 31/5/2018

Il glutammato viene dato, in dosi massicce, dagli sperimentatori ai topini appena nati, per farli diventare obesi.
Integrare con alcuni ceppi probiotici impedisce questa stimolazione, ripristinando il corretto metabolismo lipidico

Aggiornamento 21/9/2018


Individuato un collegamento nervoso, attraverso il nervo vago, che collega intestino e cervello, che non è sotto comunicazione (solo) ormonale come pensato prima. Il neurotrasmettitore usato è il glutammato, e questo apre la porta ad un sacco di speculazioni.

mercoledì 23 gennaio 2013

Il dilemma delle uova



Ancora molto spesso si sentono nutrizionisti, dietisti, medici e altre figure che demonizzano l'uovo: guai a mangiarne più di 2 alla settimana.

http://mycrazytown.com/funny-egg-pictures



Tutto questo a causa del suo contenuto in colesterolo (circa 370mg/100g) che secondo loro contribuisce a innalzare il colesterolo plasmatico.
Peccato che il colesterolo introdotto con l'alimentazione non sia legato a quello plasmatico: i peggiori nemici del colesterolo alto sono grassi saturi, grassi trans e cereali raffinati, nonché gli zuccheri raffinati.

Il colesterolo assunto con l'alimentazione non può essere assorbito se non in piccola parte, e proprio in caso di colesterolo alto il nostro organismo risponde riducendo il suo assorbimento.
Consumare uova giornalmente non ha effetto negativo sul colesterolo plasmatico ne sulla funzione endoteliale, due dei migliori indici di rischio cardiovascolare.
Solo un quarto delle persone, geneticamente predisposte, subisce un innalzamento delle LDL, ma del tipo meno aterogeno (LDL grandi, quelle pericolose sono piccole e dense).

Rethinking dietary cholesterol Fernandez ML



L'uovo è una straordinaria fonte di nutrienti ad un costo irrisorio, un ottima fonte di proteine nobili, luteina (il miglior nutriente per ridurre il rischio di degenerazione retinica), fosfolipidi (aiutano a digerire i grassi) ed è molto saziante.
Un consiglio importante è quello di prendere uova biologiche e allevate a terra: per pochi centesimi in più mangiamo un prodotto etico (non di galline allevate in condizioni di sofferenza) e con la certezza di non contenere sostanze potenzialmente nocive.
Allora quante uova a settimana? Secondo me non è possibile mettere un limite valido per tutti, uno al giorno potrebbe essere un buon compromesso. L'importante è, come per tutte le cose, non esagerare!

Aggiornamento 20/12/2016

La luteina, un nutriente presente nei vegetali a foglia, nelle crucifere e nel giallo d'uovo, aiuta a mantenere il cervello giovane.

Aggiornamento 8/5/2018

Un uovo (o più) al giorno riduce di circa il 20% le malattie cardiovascolari (ictus e infarti) nella popolazione cinese

Aggiornamento 2/6/2018

Un post di Project Diet, che stranamente mi trova d'accordo.

[CHE EFFETTO HANNO LE UOVA SUL COLESTEROLO?]
Per spiegare l'immagine c'è bisogno di chiarire alcuni aspetti, ma in questo post sarò estremamente breve e schematico perché mi interessa far passare il messaggio finale (i dettagli li trovate tranquillamente in Project Diet Volume 1 e 2).
• LDL-C = colesterolo cattivo
• HDL-C = colesterolo buono
• LDL/HDL = rapporto LDL/HDL e si utilizza per stimare il rischio cardiovascolare in base al profilo lipidico. Cioè, maggiore è LDL e minore HDL e peggio è.
• LDL si divide in varie sottoclassi (le LDL non sono tutte uguali) e ci sono LDL più dannose (ossidate) e LDL meno dannose
Ok, chiarito un po' la legenda. Vediamo da tutti gli studi clinici, fino al 2018, che effetto ha il consumo di uova e in generale di colesterolo con gli alimenti sul profilo lipidico (l'img descrive ciò).
1. Il consumo di uova/colesterolo in realtà aumenta LDL (colesterolo cattivo) in un piccolo sotto-gruppo di persone (percentuale bassa) che vengono identificati come "iper-responder", perché il colesterolo ematico "risponde" all'assunzione di colesterolo esogeno (cioè si fa influenzare)
2. Il consumo di uova/colesterolo invece NON aumenta LDL (a volte lo diminuisce addirittura) negli individui ipo-responder/non responder (la maggior parte delle persone)
3. Il consumo di uova/colesterolo, ad ogni modo, NON aumenta le LDL ossidate (quelle più dannose in assoluto)
4. Il consumo di uova/colesterolo aumenta, in concomitanza, HDL (colesterolo buono), per cui il rapporto LDL/HDL non varia. Per cui le UOVA non sono dannose per il colesterolo o il profilo lipidico.
Se poi il consumo di uova/colesterolo si ha in periodi durante la quale si perde peso (quindi in diete ipocaloriche), il profilo lipidico migliora a prescindere, anche negli iper-responder (quella piccola parte della popolazione che dovrebbe star più attenta al consumo di uova e all'assunzione di colesterolo esogeno in generale).

Spero di esser stato chiaro, perché è tutto quello che dovete sapere per quanto riguarda la questione: consumo di uova-colesterolo).

Aggiornamento 15/3/2019

Un nuovo studio americano, fatto su quasi 30 mila persone, evidenzia una correlazione dose risposta tra assunzione di uova e  mortalità cardiovascolare

Aggiornamento 23/5/2019

Le uova e/o il colesterolo alimentare non sono risultati associati al rischio di ictus, anche in presenza del fenotipo APOE4, che aumenta i livelli di colesterolo plasmatico

Aggiornamento 9/8/2020

Alcuni sostengono che il colesterolo alto non possa essere un problema perché la natura non ha previsto una via per il suo catabolismo (distruzione). Oltre a essere un'idea bizzarra, abbiamo scoperto che non è proprio così. Alcuni microbi intestinali (ismA+) possono degradare il colesterolo a coprostanolo e permettere la sua espulsione, e nel bilancio totale favoriscono l'abbassamento del colesterolo plasmatico.

"Gli individui che ospitano microbi che formano il coprostanolo hanno livelli di colesterolo fecale significativamente più bassi e colesterolo totale sierico più basso con effetti paragonabili a quelli attribuiti alle varianti genetiche di chi ha il colesterolo basso. Pertanto, il metabolismo del colesterolo da parte di questi microbi può svolgere un ruolo importante nel ridurre le concentrazioni di colesterolo intestinale e sierico, con un impatto diretto sulla salute umana".

Aggiornamento 19/4/2021

Stiamo sempre a dire: per ridurre il colesterolo evita i grassi saturi, gli zuccheri, ecc. Ma in nutrizione l'unità di misura dovrebbe essere l'alimento, e così alcuni ricercatori hanno scelto di rilevare quali alimenti hanno effetto sul colesterolo. Oggi sarebbe meglio comunque, con quello che sappiamo, andare a vedere l'effetto sulle sottoparticelle di LDL, la vera causa dell'aterosclerosi, insieme all'infiammazione.
Cacao, frutta, vegetali (in particolare pomodoro), aglio, frutta oleosa lieve effetto di riduzione.
Le controverse uova hanno un effetto molto soggettivo, dipendente dalla capacità di assorbire il colesterolo alimentare.
Latticini hanno effetto neutro, così come in generale altri cibi proteici, perfino la carne rossa.
Le spezie, zenzero cumino e soprattutto curcuma, hanno un effetto riduttivo da piccolo a moderato.
Lo zucchero aumenta il colesterolo, così come il caffè se non filtrato. Il tè, in particolare verde, riduce il colesterolo
Fibre, cereali integrali e legumi hanno effetto riduttivo.
Effetto moderato per steroli vegetali, probiotici e prebiotici.
Per i cibi grassi, vi è una riduzione se i grassi saturi sono rimpiazzati da insaturi o polinsaturi.

Aggiornamento 12/5/2026

Nella comunità di Loma Linda, nota blue zone, chi assume almeno 5 uova a settimana ha minor rischio di Alzheimer del 27%. L'effetto è probabilmente dovuto alla colina, necessaria per produrre il neurotrasmettitore acetilcolina, che viene normalmente prodotta dai neuroni distrutti dalla patologia.
Altri studi tendono a confermare queste scoperte.

Altre buone fonti di colina sono i legumi e il fegato.